martedì 14 maggio 2013

Cannes 2013 - Arriva la stagione calda del cinema

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Non ci sono più le mezze stagioni, si sa, e anche l'anno cinematografico potrebbe essere ridotto idealmente a due sole: la stagione fredda e quella calda. 
La stagione calda del cinema sta per iniziare, almeno secondo i miei parametri di riferimento che sono il Festival di Cannes, ad aprirla, e la Mostra del Cinema di Venezia, a chiuderla.
Solitamente dedico solo un post a Cannes, per segnalare la Palma d'oro, e il doppio post ai festival nostrani (Venezia e Roma), ma questa volta ho pensato che si meritasse anche quello di lancio perché la selezione ufficiale è particolarmente bella carica di film di registi apprezzati.
La 66ª edizione del Festival di Cannes si terrà dal 15 al 26 maggio, a presiedere la giuria c'è Steven Spielberg mentre ad accendere gli schermi, fuori concorso, c'è l'atteso The great Gatsby tratto dall'omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald. I film da segnalare sarebbero anche tanti altri, vedremo quale sarà il palmarès alla fine del Festival.

I film in concorso:
  • Un château en Italie di Valeria Bruni Tedeschi
  • Inside Llewyn Davisdi Joel ed Ethan Coen
  • Michael Kohlhaas di Arnaud Despallieres
  • Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian) di Arnaud Desplechin
  • Heli di Amat Escalante
  • Le Passé di Asghar Farhadi
  • The Immigrant di James Gray
  • Grisgris di Mahamat-Saleh Harou
  • Only Lovers Left Alive di Jim Jarmusc
  • Tian Zhu Ding di Jia Zhangk
  • Soshite Chichi Ni Naru di Hirokazu Kore-eda
  • La Vie d'Adèle di Abdellatif Kechiche
  • Wara No Tate di Takashi Miike
  • Jeune et Jolie di François Ozon
  • Nebraska di Alexander Payn
  • La Vénus à la fourrure di Roman Polański
  • Behind the Candelabra di Steven Soderbergh
  • La grande bellezza di Paolo Sorrentino
  • Borgman di Alex Van Warmerdam
  • Solo Dio perdona (Only God Forgives) di Nicolas Winding Refn
- Tutti trailer dei film
- Tutti i film della selezione ufficiale

sabato 11 maggio 2013

Dead Set + Black Mirror

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[+] Segnalo due serie in un colpo solo perché hanno l'autore in comune, ossia il pungente e geniale Charlie Brooker (conosciuto in Italia per un monologo satirico su Berlusconi), e perché farei fatica a dedicare un post per ciascuna. 
Su Dead Set mi troverei in difficoltà a scrivere molto perché è passato un po' di tempo da quando l'ho vista, per Black Mirror il problema sarebbe contenersi perché ci sarebbe fin troppo da scrivere e quindi uso questo pretesto per costringermi all'essenziale.
Un pregio che hanno entrambe è di essere mini-serie, caratteristica ricorrente in quelle di origine britannica: Dead Set è composta di 5 puntate, la prima dura 45 minuti le altre da 25, un invito a guardarle tutte in una volta; Black Mirror conta già di due stagioni, ma sono entrambe composte da solo 3 episodi di circa un'ora, ognuno autonomo e auto-conclusivo.
Altri due aspetti che hanno in comune sono l'usare il genere, rispettivamente l'horror e la fantascienza, per fare critica sociale, in particolare nella prima una critica sulla società contemporanea e nella seconda una riflessione che mette in guardia su quella che potrebbe essere la società di un futuro più o meno prossimo; l'altro aspetto in comune è molto più personale e riguarda l'essere le due serie che più hanno realizzato alcune mie riflessioni.



Dead Set


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Mentre si sta svolgendo l'ennesima edizione del Grande Fratello nel paese esplode un'epidemia zombie che dilaga rapidamente ovunque. La voyeuristica casa moderna diventa l'ultimo baluardo della presunta "umanità". Potrà resistere?
Mini serie adrenalinica e splatter, dove tutto è metafora della società dello spettacolo.
La TV spesso utilizzata come arma di distrazione di massa, punta a togliere l'attenzione da dove stanno veramente i problemi: tutto intorno. Uno dei paradossi è che nonostante la parola "reality" in queste trasmissioni di vita reale c'è poco. Quelle criticità che non compaiono, che vengono lasciate a margine, finiranno col diventare incontenibili facendo collassare anche il teatrino messo in piedi per ignorarle.
I concorrenti, i personaggi (quello che questo tipo di società desidera siano le persone), se ne accorgeranno con qualche difficoltà solo quando constateranno che il GF non li osserva più, allora sì deve essere successo qualcosa di preoccupante.
Quella rappresentata è la nostra società, stereotipata, superficiale, competitiva, rappresentata da egocentrici e in balia di istinti primordiali. La "casa", il posto sicuro, diventa un credo, ma è solo un baraccone, un'illusione. Pensate possa esserci lieto fine per chi è già un morto vivente?




Black Mirror


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Guardare nello specchio per predire il futuro, guardarci dentro per fissare quali sono gli elementi che potrebbero lievitare, mutare e concretizzarsi in nuovi paradigmi di un modo di vivere ancora più degenere. Questo è quello che prova a fare Black Mirror puntando il riflettore sull'evoluzione possibile del rapporto uomo-tecnologia, ossia sulla relazione più caratteristica della società attuale che pervade ogni aspetto del vivere influenzando i rapporti umani fino a determinarli.
Media e tecnologia sono potenzialmente, da sempre, perversi a seconda dell'uso che sceglie di farne l'uomo, ma hanno raggiunto oggi un grado di capillarizzazione così alto da diventare un fattore determinante.
Da questo presupposto partono tutte le puntate che trattano solo il lato oscuro del rapporto. Per dire di più su come viene sviluppato ogni singola "riflessione" bisognerebbe entrare nello specifico di ogni episodio che è diverso dagli altri per storia, personaggi e collocazione spazio-temporale. Quello che riverbera su tutti è la sostanziale conclusione apocalittica: se poniamo la nostra società di fronte ad uno specchio chiaroveggente ci appariranno futuri lugubri, nemmeno il vetro regge quelle previsioni e si incrina. Se vogliamo diversamente bisognerebbe offrirgli una "faccia" migliore da riflettere.


venerdì 26 aprile 2013

The Evolution of... Stanley Kubrick, Natalie Portman e tanti altri

evolution-stanley-kubrick

Molto belle le illustrazioni di Jeff Victor, ovviamente ho apprezzato in particolare il filone "The evolution of..." che tocca l'argomento cinema e scegliendone alcune icone mette in sequenza delle caricature rappresentative della loro evoluzione nel corso del tempo.
natalie-portman-evolution

Per vedere tutti gli altri lavori:

Per acquistarne qualcuno: