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giovedì 15 gennaio 2009

Sh014 - Sarà anche una squinzietta, ma com'è bella.

squinziettaPrimo appuntamento con lo ScreensHot del nuovo anno che rimane il giovedì, ma non riprende con continuità: avendo finito le immagini che avevo preparato dai miei dvd devo ripiegare su quelle della rete. Se mi viene in mente qualche immagine e la trovo la posto altrimenti, ovviamente, no.

sabato 10 gennaio 2009

Il Divo

Il DivoI primi anni Novanta sono stati per l'Italia un periodo politicamente movimentato che delineò la fine della Prima Repubblica. Uno dei protagonisti di quel tempo è sicuramente Giulio Andreotti di cui seguiamo gli ultimi mesi di vita politica “in prima linea”: dal settimo governo al processo per associazione mafiosa.
Questo film sul declino e resistenza dell'highlander della politica italiana (oggi, nonostante tutto, è senatore a vita) mi conferma Paolo Sorrentino come uno dei migliori registi contemporanei italiani e, probabilmente, il mio preferito.
La dimensione che crea è molto artistica, a tratti surreale, riuscendo a ridimensionare e smorzare il lato politico puntando il riflettore anche sul lato "umano" del politico. La prepotenza della musica, ormai un elemento stilistico del regista, avvolge le vicende in un vortice dove la macchina da presa è spesso in movimento, al centro solo Andreotti sembra fermo, solido, monolitico: un monumento vivente.
Fucilate di aforismi accompagnano le fumose vicende del Divo orgoglioso di "non avere vizi minori", tormentato da un'emicrania lancinante e preoccupato che il Tedax non esca dal prontuario dei farmaci. Andreotti è cinico pure nel privato e anche con la moglie, ma com'è tenera la scena in cui le stringe la mano mentre alla tv suonano "i migliori anni della nostra vita" e noi ci rendiamo conto che quelli erano gli anni in cui affioravano alcuni lineamenti della "cultura" politica italiana.
La posizione che emerge di Andreotti è ben espressa nelle sue parole: "Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese; per troppi anni il potere sono stato io". L'Andreotti di Sorrentino si sente dunque legittimato anche nel suo lato oscuro d'azione, lui ha un mandato, un mandato divino e "bisogna amare tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa" e lo sa anche Giulio.
La realtà storico-politica del tempo era complessa con forze antagoniste che miravano e minavano lo Stato (brigatisti, terroristi di destra, democristiani, mafiosi, P2), sono stati anni difficili, e l'azione attuata da Andreotti sembra essere volta a far andare la risultante di quelle forze in una certa direzione e permettere a lui di acquistare potere con il sogno, irrealizzato, di raggiungere anche il Quirinale.
Molto probabilmente Machiavelli avrebbe fatto i complimenti al politico Giulio Andreotti che affronterà stoico anche i processi, io preferisco fare i complimenti a Sorrentino e al sempre bravissimo Toni Servillo.
Estasiato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

venerdì 9 gennaio 2009

Luminal

LuminalDemon e Davi sono due ragazze diciottenni che vivono di notte; come dei pipistrelli escono solo quando scende l'oscurità e l'unica luce che rimane è quella dei neon di una città solitaria e addormentata nella quale gli altri si muovono in una dimensione resa onirica e distorta dagli effetti delle droghe.
L'infelicità è data per scontata, uno sfondo nel quale prendono rilievo personaggi che esistono solo per cercare di fuggire alla realtà muovendosi senza meta in un viaggio-trip senza fine nuotando in un mare di sensazioni diluite che si trasformano solo grazie ad un mix di sesso e sostanze psicotrope.
Allucinazioni, realtà ed incubi perdono i confini e si mischiano in una realtà metropolitana futuristica solo per pochi elementi, come ad indicare che lo "spirito maligno" sia già presente, attuale. La città predomina, non è solo un fondale grigio, ma un vero è proprio elemento alienante dell'esistenza, un'esistenza solitaria dove anche l'amicizia assume un connotato di contingenza: il tentativo di non essere solo un corpo, il tentativo di non essere soli.
Sono due anni che le due decadenti principesse della notte vivono senza mai uscire di giorno, inghiottendo pillole di luminal come fossero zuccherini e prostituendosi in club di facoltosi per pagarsi le dosi in grado di far irraggiare la mente nonostante il buio dell'anima. Alla fine delle loro nottate la domanda è sempre la stessa: "perché deve sempre arrivare mattina?".
Dopo una serie di tragici eventi si troveranno esauste all'alba di un nuovo giorno senza saper più cosa fare... non rimane che aspettare. Cosa?
Il film è ispirato all'omonimo romanzo di Isabella Santacroce e la realizzazione abusa esteticamente di poche idee, con un cattivo e inutile uso del flashback, riuscendo però ad ottenere comunque una discreta atmosfera.
Deliziato
| Reg: 5 | Rec: 5 | Fot: 5 | Sce: 5 | Son: 7 |