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Visualizzazione post con etichetta Enrico Ghezzi. Mostra tutti i post
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domenica 1 dicembre 2019

Un (non) film di Enrico Ghezzi

enrico-ghezzi-archivio
Quasi tre mesi fa avevo ricevuto un'email di presentazione di un progetto per un film che si basa sulle numerose videoriprese fatte da Enrico Ghezzi nell'arco di trentacinque anni della sua vita, lo scopo era pubblicizzarlo e promuovere la raccolta fondi per la sua realizzazione.
Solitamente non dedico post a questo tipo di iniziative, ma Enrico Ghezzi è una figura mitica che ogni tanto è saltata fuori (orario) anche da queste parti inoltre molti curiosi giungono qui proprio cercando informazioni sui suoi film preferiti.
Mi sono quindi deciso a contribuire, nel mio piccolo, divulgando questa idea prodotta da Zomia insieme a Malastradafilm e H12. In archivio hanno raccolto centinaia di ore digitalizzate, quello che potranno ottenere dalla selezione e montaggio non mi è chiaro, forse un mega blob tributo alla visione-riflessione contorta ma stimolante di Ghezzi?
Per ora di più preciso c'è il titolo del film che sarà: 


Gli ultimi giorni dell'umanità
ghezzi-film-trailer

Per maggiori informazioni sull'idea e sulla documentazione del progetto rimando al sito Eccedance.
Se invece volete subito contribuire alla raccolta fondi, che terminerà il 31 gennaio 2020, potete andare direttamente qui.

sabato 9 settembre 2017

Leone d'oro 74^ Mostra del cinema di Venezia

 Leone-d-oro-venezia-74
Già l'anno scorso si era notata una direzione della Mostra del cinema di Venezia verso un pubblico più allargato, meno da critica classica, ma non aveva poi portato a termine l'andazzo facendo vincere una film "hard" da 226 minuti in bianco e nero. Quest'anno invece la direzione si è concretizzata anche nella premiazione.
I film in concorso che attendevo non sembra siano proprio strepitosi e nel caso di Mother!, a quanto si dice, addirittura deludente.
Da segnalare anche il flop, per lo meno a premi, dei film italiani. Pure in questo caso si "migliora" la linea tracciata dello scorso anno da tre film e zero premi, si assesta un bel quattro film e zero premi.
Per il film scoperto in itinere che più mi ha incuriosito nomino Tre manifesti a Ebbing, Missouri una commedia poliziesca dove una donna giustamente incazzata cerca di fare quello che la polizia non ha fatto: trovare l'assassino di sua figlia.
Una volta messi sulla mensola i premi, non ci resterà che vedere e giudicare con i nostri occhi e mente, ma attenzione, come disse il nume tutelare dei critici cinematografici Enrico Ghezzi: «L’occhio che è lo schermo è già pronto a sbagliare per noi, e per tutti, la visione».

  • LEONE D'ORO: The Shape of Water di Guillermo Del Toro
  • Leone d'argento miglior regia: Xavier Legrand per Jusqu'à la gard
  • Premio speciale della giuria: Sweet Country di Warwick Thornthon
  • Coppa Volpi migliore attrice: Charlotte Rampling per Hannah
  • Coppa Volpi miglior attore: Kamel El Basha per L'insulte

Trailer di The Shape of Water:

mercoledì 5 aprile 2017

Enrico Ghezzi e i suoi film preferiti

enrico-ghezzi-fuori-sincro
Enrico Ghezzi è stato ospite della trasmissione Non è un paese per giovani su Radio Rai Due. Ghezzi è un punto di riferimento per gli amanti del cinema d'autore ed è diventato una figura iconica grazie ai video fuori sincro con cui introduceva il suo Fuori orario. Cose (mai) viste, celebre contenitore di film notturni su Rai Tre.
La puntata radiofonica la potete riascoltare interamente qui, durante la trasmissione Ghezzi ha fatto qualche titolo di film che annoto qui sotto a mo' di promemoria o consiglio.

Alla richiesta di scegliere tre film italiani ne ha nominati tre di Roberto Rossellini:
- Francesco, Giullare di Dio
- Europa 51
- La Paura
Spinto a fare qualche altro titolo non dello stesso regista, ha scelto:
- I fidanzati di Ermanno Olmi
- Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli
- La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci
Bonus:
- Nostra signora dei turchi di Carmelo Bene

Alla richiesta di quale fosse secondo lui un film sopravvalutato:  
- La La Land di Damiene Chazelle

Il film che ha visto più volte è:  
- Scaramouche di George Sidney

Regista da recuperare:
- Aleksandr Petrovic Dovzenko con il film La Terra e poi L'arsenale

Registi attuali che più gli piacciono: 

La chicca:
Esiste un film a "regia" Enrico Ghezzi, si tratta di La sindrome di Varanasi. In pratica un filmino del suo viaggio in India lungo il Gange che è andato in onda in una notte di Fuori Orario. 
Non è l'unico documentario del mitico Ghezzi, per gli altri rimando alla relativa voce di wikipiedia, dove si può vedere che è stato anche "attore".

domenica 4 settembre 2011

Verifica incerta

ghezzi ozu

«Il campo della cinepresa è solo una piccola finestra sul mondo, l’amore è solo una piccola finestra sulla vita. Bisogna pensarci due volte prima di iniziare a riprendere».

È una frase del regista giapponese Yasujiro Ozu, Enrico Ghezzi l'ha letta l'altro giorno nel suo intervento finale della puntata di Blob. Oltre ad essermi rimasta impressa mi ha ricordato che di Ozu non ho visto nulla nonostante avessi registrato, proprio da una notturna del Fuori Orario di Ghezzi, quattro suoi film.
Ho aperto il mio scatolone di VHS e dopo averne spostate un paio è comparsa una EMETEC e con uno sbuffo di polvere ha scoperchiato una malinconia da tempo che passa, inesorabile, sfuggevole nell'istante e pesante nell'accumulo.
I "tempi delle videocassette" fanno parte del periodo del mio innamoramento verso il Cinema, coronato da una spasmodica ricerca di recuperare, vedere, conoscere quanto più potevo. Il Cinema mi si presentava come un magico binocolo per scrutare il mondo, non solo quello intorno a me, mi proiettava oltre frontiere geografiche e culturali. In un paio d'ore potevo viaggiare, abbandonare il mio contesto e arricchire la mia realtà con altre vite, nuovi pensieri, inaspettati modi di vedere le cose, seguire ritmi dilatati o frenetici, potevo divertirmi con personaggi fantastici o tormentarmi per quelli troppo umani.
C'era poi un'altra cosa che mi affascinava: dietro alle immagini raccolte dalla macchina da presa c'era una persona che dava un "significato" alla sua creazione, c'era un atto espressivo, e il tentativo di riconoscerlo e comprenderlo provocava in me un'attrazione intellettuale. Il sapere che quel domandarsi e riflettere doveva portare ad un qualche concezione definibile mi dava il piacere che fosse possibile raggiungere "un senso"; la sommatoria di quei sensi mi permetteva di affinare la capacità di capire e cogliere maggior essenza in ogni altra cosa.
Poi il tempo passa, l'euforia svanisce, dall'innamoramento si passa all'amore per il Cinema, un sentimento ridimensionato, perché in fondo - il Cinema - è solo una piccola finestra dalla quale alle volte ti stanchi pure di guardare il paesaggio.

videocassetta di ozu