mercoledì 18 marzo 2009

Non bussare alla mia porta

Non bussare alla mia portaInizia come un western, ma in questo caso il cowboy Howard Spence è un attore dei nostri giorni che, dopo una vita passata fra alcol e belle donne, decide di scappare dal mondo del cinema per fare un salto (indietro) nella sua vita, abbandonando improvvisamente il set delle riprese del suo ultimo film.
Prelevato un po' di contante e liberatosi di tutto ciò che potrebbe renderlo rintracciabile, raggiunge il paesino dove abita la vecchia madre che da quando se ne era andato aveva avuto sue notizie solo attraverso gli articoli scandalistici dei giornali. Nel frattempo l'assicurazione della produzione del film ha sguinzagliato un detective per rintracciare Howard e riportarlo sul set.
Wenders firma un on the road nostalgico di un'America che non c'è più, una storia con personaggi che intrecciano drammaticità e comicità, noi li conosciamo pian piano, in una viaggio che attraversa maestosi paesaggi e si fa a tratti surreale. In questa America Howard tenta di tornare alle origini perdute, provando a ricuperare le relazioni familiari, ma scopre come sia difficile, e soprattutto troppo tardi.
Rimane da sperare almeno in una riconciliazione, ma è possibile? Forse, dopo tutto, non rimane che tornare al cinema, che come dice la figlia è sempre meglio della cruda vita, per cavalcare ancora una volta verso il tramonto: l'illusione può far sopravvivere alla realtà.
Deliziato
| reVisione dal passato |

Qualcosa in comune con: