venerdì 13 marzo 2009

La fabbrica di cioccolato

La fabbrica di cioccolatoTratto da... il.. la fabbrica di cioccolato di Willie Wolker. Tanana-na-na ta-nà!
Willy Wonka è il proprietario di una fabbrica di cioccolato e indice un concorso per trovare il suo successore. Nasconde cinque biglietti dorati (e non più d’argento)¹ dentro altrettante tavolette di cioccolato: chi le troverà potrà visitare la sua misteriosa fabbrica.
Charlie è un povero ragazzo che d'oro ha solo il cuore, ma sogna di scoprire cosa c’è dentro quella fabbrica. Senza soldi per comperare le barrette sarà la fortuna a girare dalla sua parte.
Tim Burton, alle prese con un remake della già trasposizione cinematografica del libro di Roal Dahl, impregna il film con le sue tipiche atmosfere dark, ma questa volta dai colori accesi, creando un paese delle meraviglie fiabesco e horrorifico, abitato da poco rassicuranti gnometti Oompa Loompa.
La storia può essere letta come una metafora dei nostri tempi dove i bambini hanno perso l’innocenza e si sono dati al vizio, diventando copie dei loro pessimi genitori, un tempo dove il materialismo ha trionfato sull’immaginazione.
Ecco allora Willy Wonka, un personaggio che rigetta il mondo circostante isolandosi e creandone uno a suo piacimento, sprezzante dei suoi simili fino ad arrivare ad indossare dei guanti di lattice per paura di qualsiasi contatto e di una possibile contaminazione dal mondo corrotto. Ma attenzione, sotto quel sorriso da Stregatto si cela un trauma infantile che e il fantasioso imprenditore, attraverso sadici contrappassi, cerca di esorcizzare punendo i bambini cattivi.
Una rivincita per chi vuole sognare, per chi crede oltre il realizzabile, ma anche la riscoperta del piacere-necessità dell’affetto caldo di una famiglia.
Johnny Depp è ottimo nella sua parte, ma ragguardevole è anche l’effetto di Deep Roy che interpreta i centinaia Oompa Loompa e le loro coreografie esaltanti.
Alla fine questo eccentrico capitalista che sfrutta centinaia di piccoli operai de-personalizzati, fatti con lo stampino, è proprio così adorabile?
Deliziato
| reVisione dal passato |

¹Non sono impazzito, il corsivo è una citazione (leggermente modificata) di un pseudo-poeta minore.

Qualcosa in comune con: