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domenica 27 giugno 2021

Libri per le vacanze - Come fare filosofia con i film

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In altre occasioni ho rimarcato come il mio interesse per il cinema sia soprattutto indirizzato al mezzo come forma di espressione del pensiero: quindi un fare filosofia con i film.

Voglio consigliare un libro perfetto per chi si ritrova nella mia visione del cinema ed è alla ricerca di un libro da portare in vacanza, si tratta di Come fare filosofia con i film a cura di Roberto Morducci.
Il libro è della Carocci editore inserito nella collana Studi Superiori, è di sole 143 pagine, ma è una scrittura di tipo universitario, densa, quindi non propriamente una lettura di svago. Non è un libro da leggere sotto l'ombrellone, questo Come fare filosofia con i film è una lettura più impegnativa, tecnica e asciutta, più adatto da portarsi in montagna e da leggere al fresco, seduti comodi con una matita in mano.

Il libro dopo l'introduzione è strutturato in due parti. Nell'introduzione si mettono in evidenza quattro metodi filosofici per leggere i film e sono collegati, a mio parere secondo un'esigenza più sensazionalistica che formale, ad altrettanti sensi. Abbiamo così:

  1. Vista - Filosofia dell'immagine: guardare il film per ciò che dice della realtà.
  2. Tatto - Filosofia filmica: guardare alle ragioni che sostengono l'immagine come se il film fosse un testo argomentativo.
  3. Udito - Filosofia con il cinema: dal linguaggio verbale del film a qualcosa che va oltre.
  4. Gusto - Storia e critica nei film: usare un metodo storico-filosofico per analizzare l'espressione di una storia con uno sguardo teorico ed ermeneutico. 

Lo scopo sarebbe quello di "sentire" i film con questi quattro sensi e quindi con il pensiero, per avere un'esperienza più consapevole e approfondita di quello che cinema può offrire. 

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Nella prima parte vengono forniti gli strumenti di indirizzo per compiere un'analisi riferita al rispettivo senso/metodo. Mentre nella seconda parte si passa alla pratica e questi strumenti interpretativi sono utilizzati per riflettere seguendo i quattro metodi su altrettanti film, che sono: 

  • 8 e ½ di F. Fellini
  • Adaptation di C. Kaufman
  • Il settimo sigillo di I. Bergman 
  • The Hateful Eight di Q. Tarantino

A me il libro è piaciuto molto nella prima parte, con qualche alto e basso nella seconda, ma nel complesso vorrei pure rileggerlo. È a cura di Roberto Mordacci, ma i diversi capitoli sono scritti anche da altri autori: Andrea Tagliapietra, Claudia Bianchi, Luca Pes, Maria Russo, Raffaele Ariano, Francesco Valagussa e Antonio Moretti.

lunedì 31 maggio 2021

Almeno uno screenshot

go-pi-greco-spirale

Aggiorno il post pubblicato ieri con una laconica frase. Mi ero preso all'ultimo, mi ricordavo di aver salvato un'immagine da un film che volevo usare, ma non la trovavo più e nemmeno ricordavo quale fosse. 
Rimandato ad oggi la ricerca ho rinunciato presto, devo averla spostata o cancellata, faccio finta che lo screenshot qui sopra sia quello che avevo pensato di condividere, tanto non è importante, per lo più era un pretesto per presentare FILMGRAB un sito che raccoglie oltre 160.000 immagini da più di 2500 film. È proprio da questo sito che ho preso l'immagine sopra.
Una volta scelto un film potete guardare i singoli fotogrammi oppure scaricare con un clic tutta la gallery degli screenshot in un archivio compresso. Unica nota dolente è che le immagini non sono ad alta definizione, ma la lista di film è di alto livello.

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martedì 27 aprile 2021

Oscar 2021

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I vincitori degli Oscar 2021 sono stati:
  • Miglior film: Nomadland di Chloe Zhao
  • Miglior regia: Chloe Zhao per Nomadland
  • Miglior sceneggiatura originale: Emerald Fennell per Una donna promettente
  • Miglior attore protagonista: Anthony Hopkins  per The Father
  • Miglior attrice protagonista: Frances McDormand per Nomadland
  • Miglior film internazionale: Un altro giro di Thomas Vinterberg
[Per l'elenco completo vedere Premi Oscar 2021 con i vincitori fra i nominati]

 A questi Oscar 2021 volevo provare ad arrivare almeno in parte preparato e quindi riuscire a vedere tutti i film candidati come miglior film. Ovviamente non ci sono riuscito, ma degli otto ben sei li avevo visti (mi mancavano Minari e The Father), e mi ero fatto alcune idee. 

 La prima idea era su Nomadland, il film grande vincitore dell’edizione, subito dopo la visione mi era venuto in mente Tre manifesti a Ebbing, Missouri, il precedente film con Frances McDormand che interpreta la parte della protagonista. Avevo avuto la stessa sensazione: molto brava lei, buon film, ma non è che mi abbia entusiasmato. La mia visione dei due film era avvenuta dopo che entrambi già avevano avuto premi e riconoscimenti, e finito di vedere Nomadland, l’ultimo dei sei candidati che ho visto, mi son detto “mi sa che vincerà anche l’Oscar, però io voterei qualcos’altro”. Per l’ennesima volta non mi ritrovavo nella maggioranza.

 La seconda idea che mi ero fatto riguardava gli altri film, sul come il sentire civile-movimentista-mediatico statunitense degli ultimi anni si rispecchiasse nella selezione degli altri papabili migliori: il “Me Too” e il “Black Lifes Matter” erano rappresentati dai film come Una donna promettente, Judas and the Black Messiah e Il processo ai Chicago 7. E qui si potrebbe parlare e scrivere di più, con derivazioni sul politicamente corretto, sull’opportunismo e sull’ipocrisia, ma il mio è un commento veloce e quindi le idee finiscono qui. 

 Però, rapido rapido, vorrei dare i miei premi, fra i film candidati che ho visto. Credo che avrei assegnato a Sound of Metal il miglior film, ho dovuto vederlo in due parti perché mi aveva fatto montare l'ansia, meritato il suo Oscar per il sonoro; a David Fincher avrei assegnato la miglior regia per Mank; avrei confermato come miglior sceneggiatura originale Una donna promettente, che avevo iniziato a guardare diffidente e poi avevo trovato ben eseguito; infine mi domando se avrei confermato, come miglior film straniero, Un altro giro, che avevo annotato fra i film che avrei voluto vedere nel post dei miei preferiti del 2020, ma non ho visto. 

 Non posso concludere senza un cenno alla mia cara categoria dei film d’animazione. Ho visto solo Soul che ha vinto l'Oscar, ma tifavo sulla fiducia su Wolfwolkers perché Tomm Moore lo seguo e promuovo dal suo esordio con The Secret of Kells. Ciò nonostante il film della Pixar mi è piaciuto, sanno creare veramente opere di altissimo livello, mi impressionano ogni volta per la qualità tecnica, e in questo caso mi hanno colpito anche perché strizza molto poco l’occhio al pubblico dei ragazzini, per il tema trattato si rivolge più ai young-adult, alla generazione che con i vari film Pixar ci è cresciuta.

Un'edizione degli Oscar non sorprendente, ma con una media discreta.