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domenica 8 agosto 2021

Libri per le vacanze su un'isola - Helgoland

 Helgoland-copertina-libro-Carlo-Rovelli

Helgoland è il nome di una piccola isola nel Mare del Nord, anzi è il nome di un arcipelago di due isole, la prima, più grande, per modo di dire dato che non arriva a 2 km² di superficie, chiamata proprio Helgoland (che significa Isola sacra), la seconda, ancora più piccola, è chiamata Düne.
L'isola Helgoland è scelta da Carlo Rovelli come titolo del libro perché luogo simbolo di una svolta nella teoria quantistica. È il posto dove, nel giugno del 1925, si era ritirato il giovane Werner Heisenberg per stemperare una forte allergia (l'isola è quasi priva di alberi) e poter riflettere sui suoi studi. Lì è dove ha avuto l'illuminazione di pensare all'elettrone non come a un oggetto che segue una traiettoria, ma definirlo solo in base alle sue qualità osservabili.
L'isola è anche il legame con l'argomento principale di questo blog, come ricorda Rovelli, su Helgoland sono state girate delle scene per il celebre Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau.
Ecco, se siete solo cinefili in questa frase c'era tutto quello che vi potrebbe interessare, se invece siete anche curiosi potreste trovare soddisfazione nel leggere interamente questo libro di fisica, con tratti da romanzo, che Carlo Rovelli dedica alla sua ricostruzione su cosa sia la realtà alla luce delle stranezze della Meccanica quantistica, una realtà che lui vede costituita da relazioni più che da oggetti.

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Sebbene qui io scribacchi di cinema, nell'ultima decina d'anni ho letto molti più libri divulgativi di fisica quantistica che di cinema. Ho deciso di concludere il nato per caso "speciale sui libri per le vacanze" con un qualcosa meno cinefilo ma più vicino ai miei gusti.
Per chi vuole capire pezzo per pezzo l'evoluzione e le problematiche aperte della teoria quantistica non penso che questo sia il libro adatto, però i libri di Rovelli hanno forti pregi: sono ben scritti, fruibili al grande pubblico, sanno emozionare e offrono gradevoli spunti di riflessione; sono un ottimo aperitivo, un gustoso contorno e un piacevole dessert anche se non possono essere la portata principale.
Ma allora abbondiamo! Consiglio il trittico che il fisico-scrittore ha pubblicato con Adelphi: Sette brevi lezioni di fisica, L'ordine del tempo e, appunto, Helgoland. Cito anche un altro libro di Carlo Rovelli che mi era piaciuto molto e tratta più in generale la scienza dal punto di vista storico-filosofico: Che cos'è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro.

sabato 7 agosto 2021

Libri e compiti per le vacanze (per secchioni) - Allucinazioni americane

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Avevo già abbozzato questo post quando mi mancavano poche pagine per finire il libro, l'ho ripreso perché esattamente il giorno dopo che avevo letto l'ultima pagina è morto il suo autore, ossia Roberto Calasso.
Per me era il suo primo libro, fino ad allora lo conoscevo come una delle menti dietro alla Adelphi. La collana "Piccola Biblioteca" è una delle mie preferite, sia per la selezione dei titoli e nondimeno per il suo comodo formato e per il tipo di carta che ben si adatta alla grafite delle mie care matite permettendo sottolineature evidenti; tutte cose che mi fanno apprezzare l'oggetto in sé.
Dopo la notizia ho ripreso la scrittura del post e mi sono domandato se oltre all'aggiunta sulla triste coincidenza dovevo anche cambiare il tono che volevo dare, mi son risposto: certo che no.

«Cinema significa innanzitutto compresenza di allucinazione e iperrealtà, intesa come fisicità eccessiva».

Direttamente nelle prime pagine, di questa nuova proposta per le vacanze cinefile, viene consigliato di leggere Allucinazioni americane tutto in una volta. È un libricino di 133 pagine ed effettivamente si potrebbe anche concedere lo "one-shot". Io non ce l'ho fatta perché ho trovato abbastanza pesante la prima parte che è quella più cinefila.

«Il feticcio non è che il nome psicoanalitico del figmentum».

In realtà, per la lettura di questo libro, trovo che sia molto più adatto consigliare di guardare prima i due film di Alfred Hitchcock che vengono "analizzati": La finestra sul cortile e Vertigo (La donna che visse due volte) e quindi, il giorno dopo, leggere tutto d'un fiato... Ma non basterebbe, perché nella seconda parte del libro i riferimenti sono a Franz Kafka, altra passione dell'autore, allora sarebbe meglio aver almeno letto anche: America (o Il disperso).

«Scottie non ha nulla da spartire con il magus che si dedica tenacemente alla compositio imaginum».

Lo sfoggio di conoscenze è prorompente però non l'ho trovato fruttuoso e nemmeno tanto convincente in alcune affermazioni, per esempio: arrivare a vedere nei pop-corn al cinema l'elemento che serve a ricordarci della nostra natura corporea, mi è parso eccessivo.
Finita la lettura mi sono domandato: 
- Mi ha arricchito?
- Mi ha aiutato a comprendere meglio i film?
- Erudizione comporta sempre migliore comprensione o può diventare via per sterile sfoggio e/o visioni condizionate dal proprio campo di specializzazione perdendo contatto con il soggetto in analisi?
Ai secchioni in vacanza il compito di guardare i due film di Hitchcock, leggere il libro di Kafka, leggere finalmente le allucinazioni di Calasso e quindi sviluppare il tema a partire dalle questioni poste (io, in modo lapidario, dico: poco, no, non sempre/forse).

P.S.   Forse... Sono solo troppo ignorante io. Mi mancano i fosfeni.

domenica 25 luglio 2021

Libri per le vacanze - I mondi di Miyazaki

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Proseguo lo speciale, diventato tale per caso, sui consigli per le letture in vacanza. Ero partito con un testo impegnativo, poi ho proposto una coppia di volumi molto leggeri e questo nuovo titolo si inserisce fra i due tenori essendo però più legato al primo libro perché è proprio un caso di messa in pratica del fare filosofia con i film, infatti sotto il titolo I mondi di Miyazaki si riporta "Percorsi filosofici negli universi dell'artista giapponese". 

Sono percorsi dal profilo medio e alla fine del tragitto la sensazione è di aver camminato alle volte tornando sui propri passi, toccando vette modeste e senza un paesaggio definito da ammirare.
Mi spiego meglio. Anche in questo caso il libro è un "a cura di", per l'occasione Matteo Boscarol, e i saggi contenuti sono di diversi autori. Durante la lettura ho sentito la mancanza di un percorso fra i saggi proposti che invece si poteva creare, inoltre alcuni si sarebbero potuti eliminare senza togliere molto, per esempio gli ultimi due sui corti sono di scarsissimo interesse, più uno che pare scritto solo per il suo autore. Altri capitoli sono certamente interessanti però diventano ripetitivi fra di loro mentre in altri casi perdono il contatto con l'opera in questione. Più che alla filmografia complessiva di Hayao Miyazaki le analisi proposte interessano tre o quattro film, che sono, in un indicativo ordine decrescente per spazio dedicato: Si alza il vento, Nausicaa della Valle del vento, Principessa Mononoke e Porco Rosso.

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Su dieci contributi che compongono il libro, quelli che più mi sono piaciuti e ho trovato meglio centrati sono stati due:
- "La melancolia dell'ingegnere. Il sogno tecnoscentifico di Si alza il vento" di Alberto Brodesco;
- "Tempo, tecnica, esistenza nell'ultimo Miyazaki" di Marcello Ghilardi.
Altri due li ho apprezzati e trovati interessanti ma non pienamente riusciti perché uno si perde in se stesso e l'altro in quanto a legame con i film: il primo risulta un "mischiotto" di vari aspetti abbozzati; il secondo che accenna a storia, cultura e simbolismo giapponese, propone tenui collegamenti con il film pur essendo proprio uno dei possibili punti di partenza del percorso che mi sarebbe piaciuto trovare nella costruzione del libro. Questi altri due saggi sono rispettivamente:
- "Scienza, tecnologia e natura in Miyazaki" di Marco Casolino.
- "Il dio della foresta - una lettura di Mononoke-hime" di Roberto Torrisi.
 
I mondi di Miyazaki è quindi una lettura consigliata esclusivamente ai fan del regista o della cultura nipponica, una lettura che sfruttando la tipologia di raccolta di saggi brevi può essere fatta anche in un automezzo, fra uno spostamento e l'altro, se non si soffre di cinetosi ("La cinetosi del cinefilo" potrebbe essere un bel titolo per qualcosa); ovviamente va bene anche stesi sull'asciugamano col profumo di salsedine e nondimeno seduti in una fresca serata montana.

domenica 4 luglio 2021

Libri per le vacanze - Il buio in sala & Il buio colpisce ancora

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Avevo sentito spesso parlare di Leo Ortolani e l'idea che mi ero fatto era di un autore di fumetti con uno stile narrativo di sarcasmo e freddure che poteva ben incontrare i miei gusti, ma non avevo mai recuperato nulla.
Poi, dopo parecchi anni, avevo deciso di puntare sul "CineMAH presenta: Il buio in sala" e, anche se mi era bastato, pure su "CineMAH presenta: Il buio colpisce ancora" che ho faticato a finire.
Li ripropongo, a me vengono un po' su, perché potrebbero comunque essere una lettura adatta per qualche cinefilo sotto l'ombrellone, sono una raccolta di strisce-recensione su vari film visti al cinema da Ortolani, sicuramente un'alternativa più leggera alla precedente proposta di libro per le vacanze.
In passato avevo apprezzato lo stesso meccanismo eseguito da Zerocalcare per BestMovie mentre in queste tavole di Ortolani ho trovato troppe volte la ripetizione e la noia.
Credo che la mia delusione dipenda da più motivi: intanto partivo con un'aspettativa troppo alta su Ortolani, poi c'è il problema che a prescindere dall'autore queste strisce-recensione-commento perdono molto se il film in questione non l'hai visto di recente; altro aspetto più specifico che non mi ha entusiasmato è che nella maggior parte dei casi si replica una schema: un blockbuster che Ortolani va a vedere quasi per forza, già sapendo a cosa va incontro, ne segue la derisione sui difetti tipici del genere, tanto scontato che con il passare dei film e delle pagine diventa quasi più curioso vedere come riuscirà ad eseguire la variazione sul tema "mi sono rotto le scatole" che nuove battute inerenti al singolo film.

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La Disney acquisisce i diritti di Indiana Jones

A me i due volumi non sono piaciuti, direi buio in sala e poca luce sulle pagine, però ogni tanto qualche sorriso è riuscito a strapparmelo (qui sopra la vignetta che più ho trovato geniale) e ho pensato di proporli lo stesso perché ho visto che in generale sono molto apprezzati e ben valutati dal pubblico, quindi diffidate da me e prendeteli in considerazione (meglio in prestito) se siete alla ricerca di una lettura leggera, con qualche risata, spalmati sulla sdraio come se fosse la poltroncina del cinema.

domenica 27 giugno 2021

Libri per le vacanze - Come fare filosofia con i film

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In altre occasioni ho rimarcato come il mio interesse per il cinema sia soprattutto indirizzato al mezzo come forma di espressione del pensiero: quindi un fare filosofia con i film.

Voglio consigliare un libro perfetto per chi si ritrova nella mia visione del cinema ed è alla ricerca di un libro da portare in vacanza, si tratta di Come fare filosofia con i film a cura di Roberto Morducci.
Il libro è della Carocci editore inserito nella collana Studi Superiori, è di sole 143 pagine, ma è una scrittura di tipo universitario, densa, quindi non propriamente una lettura di svago. Non è un libro da leggere sotto l'ombrellone, questo Come fare filosofia con i film è una lettura più impegnativa, tecnica e asciutta, più adatto da portarsi in montagna e da leggere al fresco, seduti comodi con una matita in mano.

Il libro dopo l'introduzione è strutturato in due parti. Nell'introduzione si mettono in evidenza quattro metodi filosofici per leggere i film e sono collegati, a mio parere secondo un'esigenza più sensazionalistica che formale, ad altrettanti sensi. Abbiamo così:

  1. Vista - Filosofia dell'immagine: guardare il film per ciò che dice della realtà.
  2. Tatto - Filosofia filmica: guardare alle ragioni che sostengono l'immagine come se il film fosse un testo argomentativo.
  3. Udito - Filosofia con il cinema: dal linguaggio verbale del film a qualcosa che va oltre.
  4. Gusto - Storia e critica nei film: usare un metodo storico-filosofico per analizzare l'espressione di una storia con uno sguardo teorico ed ermeneutico. 

Lo scopo sarebbe quello di "sentire" i film con questi quattro sensi e quindi con il pensiero, per avere un'esperienza più consapevole e approfondita di quello che cinema può offrire. 

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Nella prima parte vengono forniti gli strumenti di indirizzo per compiere un'analisi riferita al rispettivo senso/metodo. Mentre nella seconda parte si passa alla pratica e questi strumenti interpretativi sono utilizzati per riflettere seguendo i quattro metodi su altrettanti film, che sono: 

  • 8 e ½ di F. Fellini
  • Adaptation di C. Kaufman
  • Il settimo sigillo di I. Bergman 
  • The Hateful Eight di Q. Tarantino

A me il libro è piaciuto molto nella prima parte, con qualche alto e basso nella seconda, ma nel complesso vorrei pure rileggerlo. È a cura di Roberto Mordacci, ma i diversi capitoli sono scritti anche da altri autori: Andrea Tagliapietra, Claudia Bianchi, Luca Pes, Maria Russo, Raffaele Ariano, Francesco Valagussa e Antonio Moretti.