giovedì 22 aprile 2010

Visitatori, commenti e pubblicità: la vita dei piccoli blog


popcorn al cinema
Ieri oltre 150 visite sul post di Shutter Island.
- Zero commenti.
- Zero clic sulla pubblicità.
Sinceramente comincio a stancarmi di questo blog e mi faccio qualche domanda che avevo accantonato per evitare di essere lagnoso.
So bene che il 90% del popolo internet è composto di lurker che frequentano, leggono, usano, i contenuti web senza lasciare traccia della loro presenza, ma trovo in generale la risonanza del blog troppo scarsa per i miei gusti.

Come avevo già scritto l’impegno dedicato a questo blog è maggiore di quello destinato per QualitativaMente e Ukuntu in cui scrivo post occasionali e che non mi richiedono riflessioni, ma fanno numeri uguali e superiori oltre ad essere più redditizi. L’idea di “tenermi” solo questi è conveniente.
Bisogna infatti considerare che i piccoli produttori di contenuti non sempre sono così motivati per continuare a condividere se non traggono qualche feedback soddisfacente.
Anche dal punto di vista personale sto prendendo in considerazione che, per il mio intento iniziale di raccogliere in un unico posto le mie visioni, sia molto più comodo tenere una paginetta di foglio di calcolo, con quattro colonne da compilare in pochi secondi, oppure usare un programma di catalogazione in locale come Griffith.

Il messaggio che voglio dare è che se usufruite di qualche blog che vi piace leggere, specie nel caso di quelli piccoli, ci sono principalmente due modi per dare “soddisfazione” effettiva a chi gli dedica del tempo: i commenti e i clic sulle pubblicità, se non si ha niente da dire ci vuole un attimo per visitare un link di AdSense che incuriosisce.
Se invece non vi interessa che proseguano le esistenze di questi blog fate proprio bene ad ignorare queste due forme, state sicuri che diventeranno presto un chiaro messaggio per i loro autori.

Qualcosa in comune con: