giovedì 30 novembre 2017

10 consigli per scrivere una buona sceneggiatura by Billy Wilder

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Billy Wilder è stato uno sceneggiatore e regista di origine ebraica che, come altri, all'avvento del nazismo scappò negli Stati Uniti dove trovò il successo. Quando ero agli inizi della mia scoperta del cinema e incappai nei suoi film, quello che mi colpì fu la sua capacità di costruire commedie intelligenti e la modernità delle sue sceneggiature.
Oltre alle commedie l'altro genere ricorrente nei suoi film è il noir-drammatico e ha realizzato anche in questo caso film che hanno fatto la storia del cinema, tanto per citarne un paio: La fiamma del peccato e Giorni perduti (da cui è tratto il fotogramma in apertura del post).
Probabilmente il suo film più conosciuto è A qualcuno piace caldo con Marylin Monroe, quello che ha preso più Oscar è L'Appartamento, ma sono tanti quelli che vale la pena recuperare, per l'elenco rimando alla relativa voce della sua filmografia su wikipedia; tra l'altro li trovo indicati per la visione nel periodo natalizio che sta arrivando.
Nel 1999 il regista Cameron Crowe ha pubblicato il libro Conversazioni con Billy Wilder, dove viene riportata una lista di 10 consigli che Billy Wilder suggerisce a chi vuole scrivere una sceneggiatura (magari con un software gratuito). Li riporto qui sotto:
  1. Il pubblico è volubile.
  2. Prendili per la gola e non lasciarli mai andare.
  3. Sviluppa una linea d’azione chiara per il tuo personaggio principale.
  4. Devi sapere dove stai andando.
  5. Più sei sottile ed elegante nel nascondere i punti chiave della trama, migliore sarai come scrittore.
  6. Se hai un problema con il terzo atto, il problema vero è nel primo.
  7. Un consiglio da Lubitsch: lascia che il pubblico faccia due più due. Ti ameranno per sempre.
  8. Per le voci fuori campo, stai attento a non descrivere quello che il pubblico già vede. Aggiungi qualcosa a quello che stanno vedendo.
  9. L’evento che accade alla conclusione del secondo atto attiva la fine del film.
  10. Il terzo atto deve costruire, amalgamare, fondere tempo e azione fino all’ultimo evento, e poi… questo è tutto. Non perdere tempo.

sabato 28 ottobre 2017

10 Film sulla Privacy [Linux Day 2017]

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L'edizione 2017 del Linux Day è dedicata in particolare al tema privacy e riservatezza individuale, un argomento che mi è sempre stato a cuore. Nel mondo digitale riuscire a tenere privati i fatti nostri è diventato un problema e un compito difficile. La quotidianità vorrebbe la privacy come un residuo, un qualcosa da dimenticare, un desiderio timido da pretendere solo in casi particolari.
Se qualcuno vuole tenere per sé parte della vita deve in qualche modo evitare e rinunciare a delle cose, fare attenzione a quello che adopera, scegliere in modo oculato, in pratica bisogna attivare dei comportamenti scomodi. Un vero diritto alla riservatezza non è la norma, l'uomo fluido di oggi deve essere un uomo "esibizionista".
Istituzioni come il Garante della Privacy cercano di tutelare in qualche modo, ma con un'efficacia illusoria e troppo limitata rispetto al vasto campo che dovrebbero coprire. Uno dei punti chiave della storia dell'evoluzione tecnologica è proprio una pervasiva invasione della privacy: dalla macchina fotografica allo smartphone, passando presto per l'internet delle cose, tenere per sé la propria vita, decidere consapevolmente quanto condividerla, è diventato molto complicato, quasi sconveniente.
Applicazioni del telefono raccolgono dati sui tuoi contatti, relazioni, tempi, mentre braccialetti high tech ed orologi smart raccolgono informazioni sul tuo corpo e la tua attività fisica, intanto sistemi di geolocalizzazione ti posizionano in auto e quando sei a piedi, mentre card e tessere segnalano le tue preferenze negli acquisti, si condividono foto con tutti, documenti privati vengono salvati nel cloud, ossia in computer di altri; insomma troppo, se non quasi tutto, di noi viene distribuito, comunicato, schedato, controllato e svenduto.
L'argomento è molto vasto, tocca tanti ambiti, non solo la privacy, c'è anche la sicurezza, la libertà di espressione, il condizionamento politico, il vantaggio pratico. Per coniugare ancora una volta il Linux Day con il mondo del cinema ho pensato allora di compilare una lista di film che aiutino a riflettere e intrattenere sull'argomento privacy, alcuni sono già stati citati in film che un cittadino digitale dovrebbe vedere e film su cultura digitale e società.

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[Frammento con Edward Snowden e il suo computer con Linux nel film Citizenfour]

La finestra sul cortile 
(1954, Alfred Hitchcock, trailer)
Basta una macchinetta fotografica con teleobiettivo per poter guardare dentro la vita privata dei vicini e scoprire tante cose.

The Thruman Show
(1998, Andrew Niccol, trailer)
Il "grande fratello" guarda la tua giornata scandita da ritmi prestabiliti, zeppa di attori e comparse, è un programma tv. È solo un gioco, ma è la tua vita.

La conversazione 
(1974, Francis Ford Coppola, trailer)
L'intercettatore di mestiere capisce che deve preoccuparsi anche della propria privacy, ma le "cimici" potrebbero essere nascoste lì, o lì, o là...  L'ossessione è dietro l'angolo.

La vita degli altri
(2006, Florian Henckel von Donnersmarck, trailer)
Nella Berlino del 1984 un capitano della Stasi è incaricato di spiare la vita di uno scrittore intellettuale. Ascoltandone la vita capirà che le sue idee devono essere protette.

Nemico Pubblico
(1998, Tony Scott, trailer)
Al congresso degli Stati Uniti si vorrebbe elaborare una legge per aumentare i poteri di sorveglianza sui cittadini. Un membro del congresso è contrario, ma viene trovato morto. Sfondo perfetto per un thriller d'azione, peccato che in pratica anticipò una realtà rivelata da Edward Snowden nel 2013.

Citizenfour
(2014, Laura Poitras, trailer)
Documentario che racconta in presa diretta la vicenda di Edward Snowden, colui che nel 2013 ha reso pubblico il grande piano di spionaggio fatto dalla NSA contro i propri cittadini.

Snowden
(2016, Oliver Stone, trailer)
È la ricostruzione della parte centrale della vita di Edward Snowden, interpretato da Joseph Gordon-Levitt, basata sui due libri "The Snowden Files" e "Time of the Octopus".

We live in public
(2009, Ondi Timoner, trailer)
Documentario su Josh Harris, pioniere di internet, interessato a sperimentare anche su di sé per capire come media e tecnologia influenzino l'identità.

Terms and conditions may apply
(2013, Cullen Hoback, trailer)
Documentario che riflette sulle implicazioni derivate dall'accettare termini e condizioni d'uso di molti prodotti tecnologici, software e servizi web (gran finale con Mark Zuckerberg).

The Circle
(2017, James Ponsoldt, trailer)
Adattamento dell'omonimo romanzo scritto da Dave Eggers. I segreti sono bugie, condividere è prendersi cura, la privacy è un furto: ecco le linee guida di un'innovativa azienda per la società a venire. La giovane Emma Watson prima ci crede poi capisce, fino a un certo punto.

venerdì 20 ottobre 2017

Film per Halloween - Una ricetta a base di Stephen King

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All'appropinquarsi della festa di Halloween arriva l'ormai consueto appuntamento con il post dedicato alla ricorrenza che ben si sposa con il cinema di paura. Francamente l'elenco di film a tema, accumulato nel tempo, è talmente lungo e variegato che potrei anche fare a meno di aggiungere una nuova "ricetta", ma finché me ne vengono lasciamole andare.
Ogni anno all'inizio penso che non riuscirò a inventarmi una nuova lista eppure dopo qualche minuto di scervellamento vengo illuminato da uno spunto ispiratore, in questo caso l'uscita del nuovo It (trailer), tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, che ho preso come trait d'union per creare una ricetta ad hoc.
Il famosissimo e prolifico scrittore, da poco bloccato su Twitter dal deplorevole Donald Trump, ha visto spesso i suoi libri presi come base, più o meno fedele, per trasposizioni cinematografiche.
Per un lungo elenco di suoi libri fatti a film rivolgersi qui, per concentrasi invece solo sui sette che ho scelto come consiglio di visione per la notte degli spiriti sacri, guardare qui sotto.

    » Ricetta per un Halloween da Stephen King

    film-halloween-stephen-king-1408

    1408
    (2007, dal racconto 1408 della raccolta Tutto è fatidico, trailer)
    Uno scrittore chiuso nella stanza di un hotel cerca l'ispirazione e trova la paranoia. Ne ho scritto qui.

    Carrie - Lo sguardo di Satana
    (1976 dal romanzo Carrie, trailer)
    Una timida ragazzina con una madre troppo religiosa viene bullizzata a scuola, dentro di lei ribolle una rabbia e un potere pronto ad esplodere con prepotenza.

    Cimitero vivente
    (1989, dal romanzo Pet Sematary, trailer)
    Un medico si trasferisce con la famiglia e il gatto nelle vicinanze di una strada trafficata e di un vecchio cimitero indiano.
    [Stephen King compare in un cameo nei panni di un prete e i Ramones ci mettono due canzoni: Sheena is a punk rocker e, nei titoli di coda, Pet sematary scritta proprio per il film].

    La zona morta
    (1983, dal romanzo La zona morta, trailer)
    Un insegnante di lettere dopo cinque anni di coma torna in vita, ma tutto è cambiato e l'acquisito potere di vedere il futuro è un'altra condanna. Una stretta di mano con un politico mitomane gli fa presagire che se quello verrà eletto senatore, poi diventerà presidente e scatenerà una guerra nucleare...

    Misery non deve morire
    (1990, dal romanzo Misery, trailer)
    Uno scrittore sta tornando a casa dopo un ritiro in montagna sfruttato per concludere il suo ultimo libro, ma un incidente in auto lo costringerà, con le gambe rotte, a casa di una fan fissata e perversa. Lei non è per niente contenta di quel finale.

    Shining 
    (1980, dal romanzo Shining, trailer)
    Un aspirante scrittore accetta di fare il guardiano invernale di un hotel sperduto nelle montagne. A fargli compagnia c'è moglie, figlio e la pazzia.

    The Mist
    (2007, dal racconto La nebbia della raccolta Scheletri, trailer)
    Papà e figlio si fermano al supermercato, una nebbia inquitante li bloccherà là dentro. Ne ho scritto qui.

    domenica 8 ottobre 2017

    I corti di Blade Runner, dal 2019 al 2049

    i-corti-di-blade-runner
    Il primo trailer di Blade Runner 2049 uscito non aveva fomentato certo la tanta attesa su questo nuovo elemento di cinema ruminante, ma la fiducia su Denis Villeneuve faceva sperare che ci fosse qualcosa in più e a leggere certi titoli, di chi l'ha già visto, sembra che sia un sequel riuscito.
    Prima di approcciare la visione del nuovo Blade Runner sono consigliate le visioni di tre corti che raccordano temporalmente gli eventi dei due film. Io al momento ho visto solo il primo, un'animazione diretta da Shinichirô Watanabe, il regista di Cowboy Bebop, ma qui sotto ci sono tutti e tre.

    Black Out 2022



    2036: Nexus Daw



    2048: Nowhere to Run


    sabato 9 settembre 2017

    Leone d'oro 74^ Mostra del cinema di Venezia

     Leone-d-oro-venezia-74
    Già l'anno scorso si era notata una direzione della Mostra del cinema di Venezia verso un pubblico più allargato, meno da critica classica, ma non aveva poi portato a termine l'andazzo facendo vincere una film "hard" da 226 minuti in bianco e nero. Quest'anno invece la direzione si è concretizzata anche nella premiazione.
    I film in concorso che attendevo non sembra siano proprio strepitosi e nel caso di Mother!, a quanto si dice, addirittura deludente.
    Da segnalare anche il flop, per lo meno a premi, dei film italiani. Pure in questo caso si "migliora" la linea tracciata dello scorso anno da tre film e zero premi, si assesta un bel quattro film e zero premi.
    Per il film scoperto in itinere che più mi ha incuriosito nomino Tre manifesti a Ebbing, Missouri una commedia poliziesca dove una donna giustamente incazzata cerca di fare quello che la polizia non ha fatto: trovare l'assassino di sua figlia.
    Una volta messi sulla mensola i premi, non ci resterà che vedere e giudicare con i nostri occhi e mente, ma attenzione, come disse il nume tutelare dei critici cinematografici Enrico Ghezzi: «L’occhio che è lo schermo è già pronto a sbagliare per noi, e per tutti, la visione».

    • LEONE D'ORO: The Shape of Water di Guillermo Del Toro
    • Leone d'argento miglior regia: Xavier Legrand per Jusqu'à la gard
    • Premio speciale della giuria: Sweet Country di Warwick Thornthon
    • Coppa Volpi migliore attrice: Charlotte Rampling per Hannah
    • Coppa Volpi miglior attore: Kamel El Basha per L'insulte

    Trailer di The Shape of Water:

    venerdì 1 settembre 2017

    Film e Sogni, i miei Top 5 e gli altri

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    Sicuramente ne ho già scritto da queste parti, i sogni sono sempre stati qualcosa che mi è interessato molto, non i "sogni" intesi come i desideri, le ambizioni, più o meno realizzabili, verso cui mirare per soddisfare il proprio sè, ma i veri e propri sogni notturni, quelli che mi hanno sempre tormentato: sogni ricorrenti, sogni che ti si aggrappano e ti porti dietro la loro atmosfera per tutta la mattina, raramente sogni belli, praticamente sempre sogni interessanti.
    Qualche anno fa, considerata la buona quantità onirica a disposizione, mi ero interessato anche per cercare di imparare a fare sogni lucidi. Da piccolo capitava che facessi sogni nel sogno, nel senso che mi accorgevo che era un sogno, volevo svegliarmi e mi "risvegliavo" in un nuovo sogno, però non sono mai riuscito a diventare un onironauta.
    Adesso i sogni sono meno vividi di allora, ma ancora sostanziosi, l'idea di poter essere parte attiva ed indirizzare il sogno mi affascina molto. Chissà magari proverò ad esercitarmi per riuscire ad impossessarmi di un sogno già mio. Nell'attesa ecco una lista dei migliori film dove il sogno ha una parte da protagonista, prima i miei 5 preferiti in questo momento.

    Paprika sognando un sogno  (Satoshi Kon, 2006)

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    Waking Life  (Richard Linklater, 2001)

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    Inception  (Christopher Nolan, 2010)

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    Il posto delle fragole  (Ingmar Bergman, 1957)

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    Alice nel paese delle meraviglie  (C.Geronimi e altri, 1951)

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    Altri film & sogni:

    • Il gabinetto del Dottor Caligari - (Robert Wiene, 1920)
    • Un cane andaluso - (Luis Buñuel, 1929)
    • Il mago di Oz - (Victor Fleming e altri, 1939)
    • Io ti salverò - (Alfred Hitchcock, 1945)
    • Incubi notturni - (Alberto Cavalcanti e altri, 1945)
    • La donna del ritratto - (Fritz Lang, 1945)
    •   - (Federico Fellini, 1963)
    • Solaris - (Andrej Arsen'evič Tarkovskij, 1972)
    • Lo specchio - (Andrej Arsen'evič Tarkovskij, 1975)
    • Nightmare - (serie cinematografica, il I° è di Wes Craven, 1984)
    • Brazil - (Terry Gilliam, 1985)
    • Atto di forza - (Paul Verhoeven, 1990)
    • Sogni - (Akira Kurosawa, 1990)
    • Fino alla fine del mondo - (Wim Wenders, 1991)
    • La città dei bambini perduti - (J.P. Jeunet e M.Caro, 1995)
    • Matrix - (Larry e Andy Wachowski, 1999)
    • The Cell - (Tarsem Singh, 2000)
    • La città incantata - (Hayao Miyazaki, 2001)
    • Mulholland Drive - (David Lynch, 2001)
    • Vanilla Sky - (Cameron Crowe, 2001)
    • Se mi lasci ti cancello - (Michel Gondry, 2004)
    • L'arte del sogno - (Michel Gondry, 2006)
    • Shutter Island - (Martin Scorsese, 2009)
    • I sogni segreti di Walter Mitty - (Ben Stiller, 2013)

    martedì 29 agosto 2017

    74^ Mostra di Venezia - I film in concorso

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    A chiudere la stagione calda (quest'anno veramente troppo calda) del cinema, arriva puntuale la Mostra d'arte cinematografica di Venezia, che parte domani 30 agosto con la settantaquattresima edizione e terminerà il 9 settembre.
    A capitanare la giuria che assegnerà il Leone d'Oro c'è l'attrice Annette Bening, mentre la madrina, quest'anno non c'è, c'è il padrino, ed è Alessandro Borghi giovane attore de "film romani" come Roma criminale, Suburra e Non essere cattivo.

    Film in concorso a Venezia 74:

    • Human Flow di Ai Weiwei
    • Mother! di Darren Aronofsky
    • Suburbicon di George Clooney
    • The Shape of Water di Guillermo del Toro
    • L’Insulte di Ziad Doueiri
    • La Ville di Robert Guédiguian
    • Lean on Pete di Andrew Haigh
    • Mektoub: My Love – Canto Uno di Abdellative Kechiche
    • Jusque à la gard di Xavier Legrand
    • Ammore e malavita dei Manetti Bros.
    • Foxtrot di Samuel Maoz
    • Three Billboards outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh
    • Downsizing di Alexander Payne
    • Jia Nan Hua di Vivian Qu
    • Una famiglia di Sebastiano Riso
    • First Reformed di Paul Schraeder
    • Sweet Country di Warwick Thornthon
    • The Leisure Seeker di Paolo Virzì
    • Ex Libris – The New York Library di Frederick Wiseman
    • Hannah di Andrea Pallaoro
    Una prima considerazione da fare è che mentre quest'anno Cannes aveva snobbato i film italiani, Venezia ha scelto invece di fare il pieno, con ben quattro film nostrani, uno in più della scorsa edizione. Vedremo se questa volta riusciranno anche a portare a casa qualche premio considerato che quelli dell'anno scorso erano usciti a mani vuote.
    Una seconda considerazione è sul sito della Mostra: brutto. Se in due minuti non sono riuscito a trovare un elenco completo dei film divisi per sezione vuol dire che qualcosa non va. Facilissimo trovare le immagini giganti di Paolo Baratta e Alberto Barbera, ma per informazioni sui film bisogna rovistare. Più facile scaricarsi la cartella stampa e leggersi i documenti offline.
    Veniamo invece alle mie attese sui film in concorso:
    Mother! di Darren Aronofsky, un regista che ho seguito fin dagli esordi con π - Teorema del Delirio (qualche tempo fa aveva pure retwittato il mio tweet con i suoi dvd che avevo fotografato per π day). La mamma è sempre la mamma, vedremo com'è quella del suo thriller psicologico.
    - Suburbicon è diretto da George Clooney e sceneggiato dai fratelli Coen, sarà la solita commedia con un po' di mistero, ma alla fine si guarda sempre volentieri.
    -  First Reformed mi pare d'aver capito che due persone (Ethan Hawke e Amanda Seyfried), dopo un lutto per uno, si avvicinano a una Chiesa che scoprono essere in combriccola con multinazionali poche etiche.
    - The Leisure Seeker che probabilmente per noi diventerà "Ella & John" è il primo film di Virzì in terra straniera. Mi pareva brutto non mettere neanche un film italiano, considerata la quantità presente, e questo è quello che mi incuriosisce di più. Moglie e marito ottantenni scappano dalle medicine e vanno on the road da Boston alla Florida. Buon viaggio!

    lunedì 31 luglio 2017

    Canzoni da film su Spotify, 5 playlist

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    Fra i servizi di musica in streaming on demand Spotify è molto probabilmente il più conosciuto in Italia, io a suo tempo ne avevo provati tre: oltre al già citato Spotify anche Rdio e Deezer.
    Rdio era il mio preferito, ma poi ha chiuso in parte acquistato da Pandora (un altro servizio di streaming musicale al momento attivo solo in Usa, Australia e Nuova Zelanda). 
    Spotify è quindi passato al primo posto nel mio occasionale ascolto di musica in streaming e qui sotto propongo cinque scalette di musica in stretto rapporto con il mondo del cinema.
    Per usare Spotify bisogna iscriversi, se lo utilizzerete nella versione gratuita ogni tanto saranno presenti delle interruzioni pubblicitarie. Per ascoltare la musica potete usare le app tramite dispositivi mobile iOS e Android (attenzione al piano dati) oltre che via web player o tramite programma per Windows, Mac e Linux (derivate Debian).
    Una volta creato il vostro account potrete anche salvare le playlist fra le vostre preferite. Buona visione, ah no, buon ascolto.

    1. Una selezione di musica strumentale da vari film




    2. 100 grandiose canzoni presenti nelle colonne sonore di film




    3. Una selezione di canzoni di film scelta da NME




    4. Playlist di musica classica nei film di Stanley Kubrick




    5. Le canzoni delle colonne sonore dei film di Wes Anderson



    mercoledì 7 giugno 2017

    Mac Gyver - La nuova serie


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    È tornato Mac Gyver, ma è una brutta notizia.
    Avevo letto qualche mese fa di un certo Lucas Till che avrebbe preso la parte del mio amato Mac, il primo, il vero, quello made in anni ottanta: quello interpretato da Richard Dean Anderson.
    Ebbene l'altro giorno il reboot di Mac Gyver era visibile in prima serata su Rai Due, mi sono perso la prima puntata, ma ho visto la seconda. Dopo due minuti avevo preso il mio coltellino svizzero e me lo ero infilzato sulla coscia.

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    Il nuovo Mac Gyver interpretato da Lucas Till

    Il nuovo Mac Gyver per chi ha amato l'originale è un'offesa, una presa in giro, però ho guardato tutta la puntata e alla fine ho notato che quello che mi aveva portato avanti nella visione era proprio il susseguirsi di assurdità e battute pessime. La sensazione che mi ha dato è come se avessero pensato di traslare le varie storielle esagerate che erano fiorite sul personaggio di Chuck Norris in una versione adattata per Mac Gyver e quindi ne avessero fatto la struttura su cui basare la nuova serie.

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    Il vero unico orginale Mac Gyver interpretato da Richard Dean Anderson

    Seguendo questa linea e guardare quindi al nuovo Mac Gyver facendo leva su una grande autoironia, potrebbe pure avere un senso. Il tono della nuova serie, per quel poco che ho visto, ha eliminato completamente la tensione di quella originale ed è invece ritmato dalla buffonaggine. Tanto per fare un esempio c'è un ferito con un proiettile nel polmone che viene salvato da Mac Gyver grazie ad un cric per auto utilizzato per divaricarne le costole...

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    Al centro Riley Davis (interpretata da Tristin Mays)

    Il problema è se si riesce a reggere la pagliacciata per più di una puntata, inoltre se l'intento alla base era veramente questa "revisione" forse sarebbe stato più onesto storpiarne il nome, come avevano fatto per il film MacGruber, o almeno aggiungere qualcosa per connotarlo e in tal caso, secondo me, poteva essere una buona idea chiamare la serie: Mac Gyver for dummies.

    domenica 28 maggio 2017

    Palma d'oro 2017

    palma-d-oro-2017-the-square
    A guardare distrattamente commenti vari da Cannes mi pare di capire che si mormori di un festival sottotono con una selezione di film in cerca d'allargare un po' il bacino di pubblico, cercando di sfuggire al classico tono autoriale da cinema d'essai, anche se a guardare la clip qui sotto, tratta dal film vincitore, non si direbbe...

    La Palma d'Oro è andata a:
    • The Square di Ruben Östlund


    Nonostante non ci fossero film italiani in concorso, un posticino alla ribalta se l'è aggiudicato anche il nostro cinema grazie a Jasmine Trinca che ha preso il premio come migliore attrice nella sezione “Un Certain Regard”. La ex ragazzina di Nanni Moretti interpretava una mamma nel film Fortunata di Castellitto-Mazzantini e sembra convincente già nel trailer; nel film purtroppo c'è pure Stefano Accorsi, che mal sopporto, specie la voce.
    I film in concorso che più mi incuriosiscono sono: L'amant double perché alla regia c'è François Ozon e Good Time di Josh and Ben Safdie perché da quel poco che ho sentito mi potrebbe piacere.

    [Lista completa dei premi: Palmarès]

    mercoledì 5 aprile 2017

    Enrico Ghezzi e i suoi film preferiti

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    Enrico Ghezzi è stato da poco ospite della trasmissione Non è un paese per giovani su Radio Rai Due. Ghezzi è un punto di riferimento per gli amanti del cinema d'autore ed è diventato una figura iconica grazie ai video fuori sincro con cui introduceva il suo Fuori orario. Cose (mai) viste, il celebre contenitore di film notturni su Rai Tre.
    La puntata radiofonica la potete riascoltare interamente qui, durante la trasmissione Ghezzi ha fatto qualche titolo di film, che annoto qui sotto a mo' di promemoria o consiglio.

    Alla richiesta di scegliere tre film italiani ne ha nominati tre di Roberto Rossellini:
    - Francesco, Giullare di Dio
    - Europa 51
    - La Paura
    Spinto a fare qualche altro titolo non dello stesso regista, ha scelto:
    - I fidanzati di Ermanno Olmi
    - Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli
    - La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci
    Bonus:
    - Nostra signora dei turchi di Carmelo Bene

    Alla richiesta di quale fosse secondo lui un film sopravvalutato:  
    - La La Land di Damiene Chazelle

    Il film che ha visto più volte è:  
    - Scaramouche di George Sidney

    Regista da recuperare:
    - Aleksandr Petrovic Dovzenko con il film La Terra e poi L'arsenale

    Registi attuali che più gli piacciono: 

    La chicca:
    Esiste un film a "regia" Enrico Ghezzi, si tratta di La sindrome di Varanasi. In pratica un filmino del suo viaggio in India lungo il Gange che è andato in onda in una notte di Fuori Orario.

    martedì 28 marzo 2017

    P'tit Quinquin

    P’tit Quinquin-locandina
    [+] Non mi ricordo come avevo scovato P’tit Quinquin, sicuramente mi ero convinto alla visione considerato che è una mini serie composta da sole quattro puntate, l'ideale per un bel binge watching da 3 ore e 26 minuti, credo che sia uscito anche tutto d'un pezzo al cinema.
    Questa miniserie (o film lungo) è del 2014, io l'avevo vista/o due anni fa ed era stata una bella scoperta che volevo condividere, poi come al solito avevo rimandato. Recupero ora considerato anche che secondo i miei canoni è indicata la visione nelle stagioni calde, meglio se in estate.

    P’tit Quinquin
    Le vicende si aprono con la scoperta di pezzi di corpo umano ritrovati dentro la carcassa di una mucca che si trova a sua volta dentro un vecchio bunker. Un fatto strano di per sé, ancora più sconcertante considerato che lo scenario è un tranquillo paesino della costa nord della Francia.
    Inizia quindi un’indagine poliziesca e a condurla c’è uno squinternato investigatore pieno di tic, ma a supervisionare tutto quel che accadrà – forse a plasmare quella "fantastica" realtà – c’è anche lo sguardo del piccolo Ptit Quinquin, un ragazzino del posto. P’tit con i suoi amici, fra cui Eve, l’amica del cuore, approfitta delle vacanze scolastiche per bighellonare o scorrazzare in bicicletta nel paesaggio del suo paesello e quindi “attraversare” gli scenari dei delitti.



    L’atmosfera che si crea è tragicomica, poetica e grottesca, il mistero viene diluito da vicende buffe, piccole divagazioni significative e dagli intrighi della "vita del villaggio". I personaggi hanno tutti un qualche aspetto strano, mi hanno ricordato in qualche modo quelli di alcuni libri di Daniel Pennac e Stefano Benni, sono le loro "anormalità" uno dei punti più forti e caratteristici.
    La regia di Bruno Dumont mi ha colpito fin dall’apertura, ma il nome non mi diceva nulla, sono poi andato alla ricerca di chi fosse e ho scoperto che non era affatto uno sconosciuto, anzi. Professore di filosofia, Dumont ha scritto e diretto film come L'umanità e Flandres vincitori del Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes; film annotati subito nella lunga lista di quelli da recuperare.
    Intanto consiglio al lettore questa miniserie, o lungo film, che fa un po' sorridere e un po' pensare, lasciando alla fine un sapore amaro.

    martedì 28 febbraio 2017

    Oscar 2017

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    I vincitori degli Oscar 2017 sono stati:
    • Miglior film: Moonlight di Thomas McCarthy
    • Miglior regia: Damiene Chazelle per La La Land
    • Miglior sceneggiatura originale: Kenneth Lonergan per Manchester by the Sea
    • Miglior attore protagonista: Casey Affleck per Manchester by the Sea
    • Miglior attrice protagonista: Emma Stone per La La Land
    • Miglior film straniero: Il Cliente di Asghar Farhadi
    [Per l'elenco completo vedere tutti i Premi Oscar 2017 con i vincitori fra i nominati]

    Questa annata verrà ricordata nella storia degli Oscar soprattutto per l'errore finale ossia l'attribuzione del premio al miglior film, prima a La La Land e, solo dopo minuti di ringraziamenti, assegnato al vero vincitore Moonlight (guarda la ricostruzione di Jimmi Kimmel).
    Al di là della delusione per il mancato premio "maggiore" La La Land è sul tabellino il vincitore di questa edizione con ben 6 statuette (su 14 candidature).
    C'è anche un pizzico di Italia fra i premiati grazie all'Oscar per il Miglior trucco e acconciatura andato a Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini per il loro lavoro in Suicide Squad (quel pattume di Suicide Squad).
    Non ho quasi niente da commentare perché non ho visto la maggior parte dei film: solo 7 dei 42 in lizza. L'unico appunto è su Michael Shannon, che non ha vinto il premio come Miglior attore non protagonista, ma la sua interpretazione in Animali notturni a me era rimasta impressa.

    domenica 29 gennaio 2017

    Guardare film gratis su tablet e smartphone - SuperGuida TV

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    Ho già più volte parlato, in passato, di app per cinefili da installare nel proprio iPad, ma da lungo tempo non mi imbattevo in qualche nuova applicazione che meritasse d'essere segnalata. 
    SuperGuida TV si guadagna la menzione, è un app disponibile gratuitamente sia per iOS che per Android e vale proprio la pena aggiungerla al nostro dispositivo.

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    Di per sé sembrerebbe solo un'interfaccia per vedere cosa fanno alla TV e rimandare alle notizie pubblicate sul loro blog, c'è anche la possibilità di chattare per chiedere consigli, ma quello che mi è piaciuto è la sezione "Film in Replay TV".
    In pratica con una semplice grafica a locandine permette di vedere film in streaming gratis, la furbata è quella di linkare i film trasmessi dalle reti Rai e disponibili in streaming per un certo tempo nel loro sito. 
    Rispetto all'applicazione della Rai (che avevo cancellato da molto tempo) offre una rapida visuale e un facile accesso ai film disponibili.
    Il digitale terrestre ha portato nuovi canali e maggiori disponibilità di film, spesso è però difficile fruirne ed orientarsi nell'offerta, con questa app si può scorrere le locandine e recuperare molti bei film trasmessi in TV in orari notturni, ma recuperabili e rivedibili nel momento che vogliamo grazie allo streaming.
    L'offerta varia perché i film sono disponibili solo per 7 giorni dalla loro ultima trasmissione in diretta TV, in ogni caso è una possibilità in più per appagare la voglia di film di tutti gli appassionati.