mercoledì 6 novembre 2013

Come due calamite - The Loneliest Planet

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Una coppietta di trentenni americani nel pieno dell'amore ha deciso di compiere un'escursione negli altopiani della Georgia per coronare la relazione, prima del già previsto matrimonio. L'avventura con tenda e zaini in spalla ha però in serbo qualcosa che spezzerà l'affiatamento dei promessi sposi.
Film con aspetti interessanti, ma si arriva alla fine un po' troppo stanchi. Sentiamo anche noi il peso della lunga passeggiata nei paesaggi montani della Georgia dove quello che accade è veramente poco e si gioca ad oltranza sulla tensione costante, sfruttando falsi indizi e la presenza del terzo incomodo: una guida assoldata sul posto.
La sensazione della minaccia incombente che attendiamo provenire dall'esterno, dall'estraneo, si concretizza quasi come ci si aspetta, ma il vero elemento “tragico” viene da chi non si sospettava.
È tutta qui la semplice chiave di volta di questo film. Un gesto, basta un gesto istintivo, per far rivedere sotto una luce diversa tutto quello che si dava per scontato. Poi non è possibile tornare indietro, qualcosa si spezza e provare a soprassedere non ristabilirà mai la condizione precedente. Un attimo può cambiare il significato di giorni e giorni.
La regista russa sfrutta il paesaggio quasi come un fondale, raramente si vede il cielo, la terra viene attraversata senza giungere ad un meta, lo scenario naturale diventa ossessivo, incurante e fagocitante nella sua bellezza. Con lunghe sequenze in tempo reale e campo lungo, si fonde il paesaggio con il passaggio dei tre corpi. La traversata, quindi il vivere, che all'inizio sembrava compiersi da un'unica entità, la coppia, si sfalda e rivela una nuova verità.
Il titolo del film è un gioco di parole con la celebre casa editrice di guide turistiche, la Lonely Planet. Dopo la visione ci appare chiaro che il pianeta solitario a cui si riferisce, il più solitario, è la singola vita dell'essere umano. Gradito

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