martedì 15 maggio 2012

Grazie, prego, scusi; non tornerò - Agente Lemmy Caution, missione Alphaville

alphaville-anna-karina
Alphaville è una città distopica di stampo orwelliano dove a capo degli umani c’è il supercomputer Alpha 60 – antesignano del più celebre Hal 9000 – che domina e vigila perché tutto si svolga in modo tecnico, senza sentimenti.
L’agente Lemmy Caution è in missione segreta per liberare il professor Von Braun e capire che fine hanno fatto i precedenti agenti spediti là con lo stesso obiettivo.
Godard marca la fantascienza della nouvelle vague, quasi una non-fantascienza: niente effetti speciali, poca azione, tutto giochi di bianco e nero (forse sarebbe più indicato dire di luci e oscurità) e riflessioni filosofiche.
La tecnocrazia dell'elaboratore elettronico è una dittatura pulita che non esce dai "binari", il dialogo con il mondo dominato dalla freddezza dei calcoli non può esserci e comunque il nostro agente Lemmy dichiara d'essere troppo vecchio per mettersi a discutere, l’unica forza che gli rimane contro la fatalità è sparare.
Alpha 60 sconfitto sembra comprendere e accettare la propria distruzione riconoscendo all'agente il diritto di rappresentare la realtà, si manifesta quindi un atto di coscienza della macchina, un senso di inadeguatezza... Ma allora forse era possibile un dialogo?
Siamo contenti quando la moretta Karina non più soggiogata riesce a provare un'emozione e pronunciare il suo amore, ma la vita in balia dei sentimenti e degli istinti porta con sé anche pathos ed egoismo.
L'istituzionale esecuzione di romantici e poeti nella piscina a opera dell'autorità è chiaramente condannabile, ma il nostro eroe-agente che fa impazzire e poi lascia gli abitanti della città al loro destino fuggendo e mettendosi in salvo con la sua bella, no? Gradito

Qualcosa in comune con: