mercoledì 28 marzo 2012

Una furbetta a Parigi - Zazie nel metrò

zazie-nel-metro
Zazie nel metro è uno di quei film tratti da libri di successo e per questi film è sentito come un obbligo il raffronto con il libro che quasi sempre si conclude con un: “eh, non è bello come il libro”.
In questo caso la comparazione ha però un effetto inusuale.
La particolarità di Zazie-film è l’essere un qualcosa che si apprezza di più dopo la lettura e, forse, risulterebbe solo un film “strano” se lo si guardasse senza prima aver vissuto quelle rocambolesche vicende sulle pagine del romanzo di Raymond Queneau.
Il regista Louis Malle sceglie di trasformare lo stile di scrittura sperimentale del libro (che io avevo trovato un po' fastidioso) in uno stile surreale, talvolta assurdo, per il racconto cinematografico.
Pur mantenendo grosso modo tutto l’impianto della storia originale (anche se la Zazie del libro è una sboccata ragazzina appena adolescente mentre nel film è una bambina furbetta), Malle si concede di spaziare nei momenti corali accompagnandoli con composizioni da musical, inserendo gag da film muto e introducendo anche un personaggio secondario che compare in modo buffo, in secondo piano, in più di una scena.
Io avevo recuperato Zazie-libro perché era nominato in una qualche analisi del testo di Alice nel paese delle meraviglie, mi ricordo che venivano confrontate le personalità molto diverse delle due ragazzine anche se entrambe vengono catapultate in un mondo nuovo ed entrambi i libri finiscono con il risveglio da un sogno. 
Se il testo di Zazie non mi aveva entusiasmato, il film, invece, mi ha divertito molto, o meglio, grazie alla lettura mi è piaciuta di più la visione. Deliziato

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