giovedì 26 maggio 2011

Potreste lavarvi la bocca con la candeggina?

Volevo gentilmente chiedere a coloro che usano le espressioni contenute nel seguente elenco numerato di fare un pensierino alla richiesta del titolo del post.
Se sono così sciagurati da utilizzare queste parole anche nello scritto consiglio, in aggiunta, di inumidire i polpastrelli nel diidrogeno tetraossosolfato.
Grazie.
  1. Assolutamente sì.
  2. Adoro.
  3. È ufficiale.
  4. Concludere affermazioni con "punto".
  5. Uso di intercalari banali e ripetuti pensando faccia figo, come "fidati", "tipo", "sbavoso"... variano in base alla moda giovane del momento.
  6. "Non xxxxxxx, di più" (es. Non onesto, di più; Non bello, di più...)

P.S.
Comunque è ufficiale non ho molta voglia di scrivere visioni recidive, adoro l'idea, ma poi mi manca la motivazione. È un po' tipo vorrei ma non mi conviene.
Dall'inserimento del trecentesimo film non è che faccio fatica a postare, di più. Ho controllato negli appunti e ho raggiunto settanta film di arretrato. Per avere qualche soddisfazione nel tenere un blog di cinema devi essere professionale o pagliaccio, alle volte tutte e due insieme, così ti garantisci un pubblico.
Cosa dite? Sono inacidito e ho scritto quanto sopra per frustrazione!?
Assolutamente sì. Ma non rompete, è quello che penso. Punto.

domenica 22 maggio 2011

Palma d'oro 2011

palma doro 2011

Il miglior film dell'edizione 2011 del Festival di Cannes è stato valutato:
Oltre che per l'esito scontato del premio principale questa edizione sarà ricordata per le esternazioni di Lars Von Trier che l'hanno reso "persona non gradita" sulla Croisette, ossia è stato bandito anche se il suo film Melancholia è rimasto in concorso.
La mia opinione è che Lars abbia un modo ironico e cinico di esprimersi, sicuramente lontano dal politicamente corretto, ma mi pare abbastanza chiaro cosa intendeva dire.
Il tono "artistico" del regista viene confermato anche nel video della specie di scusa che si conclude con: «Ok, posso essere un comunista adesso!».
[Lista completi premi]

P.S.
Quello nella foto con la Palma d'Oro non è Malick bensì il produttore del film, il regista non ama apparire ed evita come la peste conferenze stampa e premiazioni. Si dice, però, che fosse presente in sala alla proiezione del film e sia riuscito a passare inosservato proprio grazie alla sua consueta riservatezza.

mercoledì 18 maggio 2011

Harry Potter e i Doni della Morte: Parte I

harry potter doni della morte locandinaLa prima parte dell'ultimo titolo della saga di Harry Potter inizia con Hermione Grenger che emana un “Oblivium” sui suoi genitori, è un incantesimo per la rimozione dei ricordi ed è un po’ quello che ha colpito anche me per quanto riguarda i capitoli precedenti. Avrei avuto bisogno di un ripassino per una più agevole visione e credo che, in generale, chiunque non sia un lettore dei libri del maghetto faccia fatica ad avere ben chiara la “posizione” dei vari personaggi secondari e apprezzare, in generale, tutti i richiami e gli accenni che si susseguono nella storia.
L’inizio del film è molto cupo e l'aria tetra permane per tutta la visione, con la minaccia ora allontanata e poi improvvisamente di nuovo vicina, in un tira e molla che ben ritma la fuga-ricerca di Harry Potter. Già si era visto un progressivo virare al dark nei film precedenti, ma qui siamo giunti a un vero fantasy noir, possiamo dire che la saga del maghetto è “cresciuta” con il suo target iniziale.
Harry e compagni in questo episodio si spostano molto grazie al teletrasporto, le destinazioni sono luoghi non-luoghi, per non farsi trovare e allo stesso tempo costruire e rintracciare una via di salvezza. I ragazzi sono rimasti quasi soli, non ci sono più i grandi a dargli una mano per indirizzarli e proteggerli, Hogwards sembra molto lontana e loro vagano "on the road" faticando a trovare la strada da seguire.
Un po’ sfrontato è l'attingere dal Signore degli anelli in significativi elementi: c'è un certo Kreachet emule del Gollum, il medaglione (il primo Horcrux) che si portano appresso ha l'effetto del celebre Anello e, per finire, Dobi che «non ha padrone, è libero» ricorda molto il «padron Frodo».
Ma se mettiamo da parte queste scopiazzature e la prendiamo come “citazioni”, la storia appare nel complesso matura, tristemente adulta forse: la magia perde il suo lato gioviale e diventa vera e propria arma. Rimane spazio per qualche risatina sulla gelosia da triangolo amoroso Harry-Hermione-Ron però all’interno della storia aggiunge diffidenza e tristezza mentre è l’amicizia sincera a presentarsi come il legame su cui poter contare.
Interessante anche il generale precipitare degli eventi con il golpe al ministero della magia e il razzismo verso i babbani della nuova oligarchia delle forze oscure. Insomma “I doni della morte” hanno sostanza, si respira l’avvicinarsi della resa dei conti e Voldemort sembra il leggero vantaggio.
Piccolo appunto da “pignolarum” ho notato che nella notte di Natale, con neve ovunque, manca il fiato dalle bocche dei personaggi, ma magari c'è un motivo "magico".
In attesa della seconda parte, che uscirà nei cinema il 15 luglio 2011, buona pozione polisucco a tutti voi!
Ah, per chi non conosce la bibita, dicono sappia di «piscio di folletto».
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

domenica 15 maggio 2011

Into Eternity

nucleare into eternityIn Finlandia esiste ed è in espansione un deposito sotterraneo per scorie nucleari. Questo deposito si chiama Onkalo ed è un grande Vaso di Pandora che verrà riempito fino al 2120 e poi non dovrà essere scoperchiato per almeno 100.000 anni, ossia l’arco di tempo stimato come necessario per rendere le scorie non pericolose, dagli scienziati europei, per quelli americani la stima sarebbe di 1.000.000 di anni!
Questa durata è un’enormità se consideriamo il fatto che i primi disegni dell’uomo rinvenuti nelle caverne sono datati 30.000 anni e se vogliamo riferirci a delle costruzioni come le Piramidi egiziane la loro esistenza è di circa 4.500 anni.
Questo documentario, dopo aver presentato l’impianto, si interroga sul come sarà possibile tenere lontano l’uomo del futuro da questa tana micidiale.
In un lasso di tempo così ampio quello che potrà accadere sulla Terra non è prevedibile, diventa difficile avere la certezza che rimarrà sempre chiaro cosa si cela là sotto e comunicare in modo universale e abbastanza convincente perché il sito non venga “profanato” e si riveli, magari, un’invitante curiosità per gli archeologi del futuro.
Il film sceglie un’atmosfera quasi poetica, ci si perde nel tempo arginato di questo luogo apocalittico, sembra di respirare già aria radioattiva, mentre si seguono lentamente le domande poste ai dirigenti dello stabile.
Nel mondo si stimano fra le 200.000 e le 300.000 tonnellate di scorie nucleari, l’energia nucleare che avvantaggia oggi, salvo disastrosi problemi alle centrali con nocivi spargimenti radioattivi (Kyshtym, Chernobyl, Fukushima), crea un debito insaldabile con le generazioni future.
L’energia, si sa, è denaro e la crisi delle fonti energetiche tradizionali crea guerre. La vera frontiera per l'abbisogno energetico deve diventare quella delle rinnovabili e del risparmio perché lo scenario del nucleare è desolante e altamente pericoloso, oltre ad ipotecare sui figli, sui figli dei figli, sui figli dei figli dei figli, e così via per tanto, tanto, tantissimo tempo, le sue scorie.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: - | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

martedì 10 maggio 2011

The Fountain - L'Albero della vita

l'albero della vitaTre stadi temporali per riflettere sul rapporto fra vita e morte. Presente, passato e futuro per l’uomo T, uomo trino in Tommy lo scienziato, Thomas il conquistador e Tom l'astronauta zen. Tre declinazioni di un Tommaso alla ricerca della vita per amore, con l'unica certezza della morte.
Nel passato si cerca l’Albero della vita eterna che però nasconde in sé non tanto il prolungamento della vita individuale, ma quella della “specie”, quindi ha il potere di perpetrare il comune ciclo della vita, non della singola esistenza.
Nel presente l’illusione non è più mitologica e si tramuta in una corsa scientifica nella ricerca di battere con la conoscenza la malattia che porta alla morte.
Nel futuro, in uno stato mistico, sembra che si sia in parte abbandonata la sfida e ci si limiti a cercare di comprendere vita e morte come un tutt’uno.
Avevo sentito parlare solo male di quest'opera di Aronofsky, sicuramente è la meno riuscita della sua filmografia, ma ha il suo valore artistico e riflessivo. È un film pretenzioso e cedevole, proprio per questo ben riassume l'inettitudine dell'uomo nel tentativo di ragionare e rappresentare il senso ultimo della fine della vita. Perché è questo quello che tratta il film cercando di abbattere i tempi contorcendoli in un unico agglomerato fanta-narrativo per riportare le tematiche esistenziali di vita, amore e morte dalla loro contingenza individuale-storica ad un grande discorso universale.
Un discorso che non può evitare di confrontarsi con il tempo finito e confondersi con quello infinito, entrambi elementi dell'esistere, al quale si aggiunge ovviamente la cultura (biblica, maya, scientifica, new age) che cerca di rendere trattabili argomenti che non si riesce a confinare.
Si crea così una condizione troppo carica che comporta, per forza, un'aspettativa maggiore di quanto si possa effettivamente offrire, considerato che un "viaggio" di questo tipo può solo essere un'odissea: l'uomo che si cimenta nel percorrere sentieri così indefiniti è destinato al fallimento. O alla morte, che qualcuno può vedere come l'ultimo stadio della vita verso l'assoluto.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 7 |

domenica 8 maggio 2011

Fallen Art

Questa animazione in computer grafica (potete vederla nel video qui sotto) è del 2005, ma sta vivendo una rispolverata di successo in rete in questo periodo.
Il regista polacco Tomasz Bagiński giocando metaforicamente sui soldati "caduti" riesce a creare un corto che è una piccola perla.
Un generale dopo una pacca sulla spalla e la spilla d'onorificenza, manda con un calcio nel sedere il soldato in prima linea. Il milite diventerà una tessera, un fotogramma per una macabra danza in stop motion.
In sei minuti c'è posto per l'essenza della guerra: l'ingiustizia di uomini che decidono la morte di altri uomini-pedina. Poi c'è un "cinema" senza spettatori mentre, noi, guardiamo tutto con un sorriso desolato.
Deliziato
| Reg: 8 | Ani: 7 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

sabato 7 maggio 2011

La storia di Star Wars più veloce e divertente mai raccontata (Parte Seconda, il prequel)


Dopo il video che riassume i tre episodi storici di Star Wars ecco il seguito con il prequel della saga con i tre episodi moderni. Sempre in stop motion, grazie ai LEGO.

domenica 1 maggio 2011

Dov'è stato girato...

Box Office Quant è un blog che tratta di statistiche e film. Prendendo i dati da IMDb ha creato una Google Maps navigabile con le 9736 location in cui sono stati girati i 2000 film più votati dagli utenti.
I film sono diventati 2001 perché poi hanno aggiunto quello che aveva scatenato l'iniziativa: trovare dov'è stato girato The Fall.
La mappa la si può trovare qui.