martedì 26 aprile 2011

Perché un cinefilo deve odiare Caparezza


Da una manciata di anni ho dovuto rivedere il mio equilibrato sprezzo viscerale con il mondo hip-hop, ad essere precisi è solo la componente musicale quella che ho rivalutato.
I primi a far vacillare la mia repulsione per il genere furono i Uochi Toki, l'incisività colta dei loro testi mi catturò, la musicalità un po' meno... Però fu il momento in cui mi accorsi che il rap, nonostante lo ritenessi inconciliabile con le mie preferenze musicali, poteva trovare posto dentro le mie orecchie per merito dell'uso evocativo e tagliente che fa delle parole.
In seguito arrivarono Fabri Fibra e Caparezza. Il primo mi sta un po' antipatico, ma per me è la voce diffusa più caustica, ironica e intelligente del panorama musicale italiano. Tralasciamo tutti i possibili argomenti di discussione che ne potrebbero scaturire e passiamo al secondo nome ossia all'autore della canzone in allegato al post, anche lui un sagace interprete della realtà sociale contemporanea.
In questa Kavin Spacey dell'album "Il sogno eretico", Caparezza, che mi sta molto simpatico, svela finali di vari film; il protagonista più citato è ovviamente l'omonimo attore.
In realtà se siete autentici cinefili sopra i vent'anni è difficile che non abbiate già visto i film menzionati (il più recente nominato è Shutter Island), quindi potreste gustarvi la canzone senza rovinare nulla.

Qualcosa in comune con: