domenica 30 gennaio 2011

Pontypool

pontypool locandinaGrant Mazzy è uno speaker radiofonico con cappello da cowboy schiacciato in testa e voce ruggente da far grattare nei microfoni di una piccola radio di Pontypool, una cittadina nell'Ontario.
È stato da poco licenziato, probabilmente per il “vizio” d’essere troppo pungente con i suoi ascoltatori, e anche nella nuova emittente viene continuamente bacchettato e tenuto in riga dalla produttrice.
Una sera arrivano notizie di uno strano virus che sembra far cadere gli abitanti in una follia collettiva. All'inizio si pensa sia solo uno scherzo, poi irrompe l'evidenza.
Film low-budget e minimale, rimaniamo sempre dentro le mure della radio, la voce diventa la colonna portante e si lascia spazio alle parole, nelle quali si nasconde il virus.
Grazie a questa idea si omaggia di una dose di originalità il tema ipersfruttato dell’epidemia zombie, e comporta un interessante spunto di riflessione sul potere della parola.
Non basta sentire, ascoltare, la parola bisogna capirla, è solo allora che il virus si diffonde. Le parole diventano una lama a doppio taglio: se in esse è nascosta una minaccia bisogna avvertire tutti, ma parlare è un pericolo...
Nell'era della comunicazione un’arma potente è sempre nell'aria e sotto gli occhi di tutti, eppure troppo spesso sottovalutata o dimenticata. La scelta della "radio" come punto di vista porta l'attenzione sul valore evocativo del parlato, su come, con il linguaggio, si può formare una realtà che non vediamo. Chi detiene i mass media produce quindi non solo informazioni sul mondo, ma anche materiale che lo plasma, e con una manipolazione può creare la realtà. Di conseguenza le parole infette possono arrivare a distruggere un/il mondo.
Come salvarsi?
Ogni comunicazione ha almeno due soggetti: un emittente, che in questo caso non controlliamo, e un ricevente, che siamo noi. È qui che si compie l'atto comunicativo. Noi possiamo non subire il processo, quindi sopravvivere al contagio, ridando senso alle parole e analizzando coscientemente quello che entra dalle porte della nostra percezione. Bisogna setacciare il flusso con un filtro, epurare le parole, scomporle e ricomporle.
-Kill isn’t kill!
-Kill is kiss! Kill is kiss!
-Kiss me.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 5 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 7 |

giovedì 27 gennaio 2011

Film, Giorno della Memoria e Il Recidivo


In tre giorni 680 visite solo su questo post dove elencavo film per il Giorno della Memoria, ossia oggi.
Certo fa piacere che la raccolta torni utile ad altri, tanto che ho pensato di aggiornarla con qualche titolo, ma possibile che nessuno abbia lasciato un commento per dire un “grazie mi è servita” o consigliare un film che mi è sfuggito, oppure scrivere qual è il suo film preferito?
Evidentemente sì.
Non so perché ma mi immagino il professore di turno, con il progetto scolastico dedicato al tema, che si fa la sua ricerca "film per il giorno della memoria" su Google e giunge al post con un bel elenco pronto di oltre 30 titoli, magari segue i link per capire di che film si tratta e poi si "dimentica" che qualcuno quei titoli ha avuto la pazienza di andarli a cercare e raccogliere, insomma gli ha dedicato del tempo che lui ha risparmiato.
Tornando al Giorno della Memoria, se non avete la possibilità di procurarvi un film a tema, il Digitale Terrestre offre per la serata/nottata queste possibilità:
Se invece avete voglia di andare al cinema, nelle sale esce Vento di Primavera con Jean Reno e Mélanie Laurent, ecco il trailer:



mercoledì 26 gennaio 2011

My Son, My Son, What Have Ye Done

locandina my son my son what have ye doneDue detective della omicidi chiacchierano in auto, mi ricordano una nota scena di Pulp fiction, ma il tono è più serio. Vengono interrotti da una comunicazione radio proveniente dalla centrale. Arrivati sul luogo del delitto interrogano i conoscenti dell’assassino che nel frattempo si è barricato in casa con un fucile e, dice, due ostaggi.
Con deposizioni-flashback ricostruiamo il profilo psicologico di Brad, l'asserragliato in casa.
David Lynch presenta e produce Werner Herzog, un incontro promettente sulla carta, tanto da far immaginare già il gusto dell'intruglio che ne potrebbe venire fuori. Invece la miscela si rivela abbastanza deludente.
Allegoria fra dramma teatrale e dramma individuale, con una rappresentazione che sa costantemente di forzato ed emana un continuo sottile sentore di farsa.
In scena, con una strada che diventa palco, un detective la fidanzata dell’assassino e l’amico/regista teatrale. Nel retroscena, nascosto come fosse dietro le quinte, il protagonista.
Dai racconti aggiungiamo man mano i pezzi utili per inquadrare il leggermente disturbato Bred che è un giovane uomo “castrato” dalla madre, alla ricerca di un Dio nei barattoli dei fiocchi d’avena, turbato dopo un "mistico" viaggio in Perù ed esistenzialmente ispirato dall’identificazione con il personaggio che dovrebbe interpretare a teatro nell’Elettra di Sofocle: l'Oreste spinto al matricidio dalla sorella.
A me il film ha lasciato poco, giusto i ricorrenti fenicotteri rosa (aquile drag-queen) e l'idea di assistere ad una puntata di un telefilm, magari il pilot di una serie dove un detective della omicidi incontra assassini mentalmente disturbati ma "giustificabili" dal loro background e spinti al conto di sangue come un'inevitabile punto d'arrivo di una spirale.
Sì, per carità, alla fine nel film si odora sia di Herzog che di Lynch, ma pare una puzzetta.
Sgradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 5 | Son: 6 |

domenica 23 gennaio 2011

Raccogliere in una lista tutti i film visti

i check movieMi è capitato di domandarmi quanti film avrò visto nella mia vita.
Potrei fare un conto approssimativo, riflettendo su quanti in media ne guardo in una settimana, ma è difficile, anche perché la distribuzione nell'arco della vita non è stata così uniforme, e comunque non avrei il riscontro di "quali" film ho visto.
Non sarebbe male stilare una bella lista con tutti i film... un compito che sembra però complicatino da realizzare.
Già ho avuto modo di scrivere del mio debole per le liste, si veda The Whislist che utilizzo come promemoria dei film che vorrei vedere, e ho trovato un sito che può rendere abbordabile, con un po' di pazienza, il tentativo di raccogliere in un unico posto tutte le visioni: iCheckMovies.

iCheckMovie è una specie di social-network dove potete "spuntare" i film che avete visto e quelli che vorreste vedere.
Io ho iniziato ad usarlo da qualche settimana per provare a ricostruire l'elenco di tutti i film visti ma devo far notare tre grossi difetti:
  1. La ricerca dei film deve essere fatta coi titoli originali. Se per quelli in inglese ci si destreggia, per quelli in altre lingue è molto dura e bisogna passare per una ricerca in rete, rallentando il nostro compito.
  2. Non è possibile cercare un regista e quindi spuntare dalla sua filmografia. L'unico modo per aggiungere un titolo è passare per la ricerca del singolo film o usare le liste già presenti nel sito (cosa che consiglio vivamente di fare ad ogni persona che vuole iniziare il "giochetto").
  3. Non è possibile esportare la nostra lista gratis.
Un sito alternativo può essere i♥movies dove si può ricercare tramite regista, la grafica è più carina e le opzioni sulla nostra raccolta di film più variegate (si può dare un voto tramite stellina ad ogni film, ordinare i film secondo criteri...), ma ha il grave difetto d'essere scarso come database di film. Io l'ho provato ma poi ho cancellato l'account.
Su iCheckMovies invece sono qui.

Il Recidivo's iCheckMovies.com general widget

lunedì 17 gennaio 2011

Death Race

death race locandina(*) 2012: l’economia è al collasso, la disoccupazione a livelli record, il crimine impazza e il sistema carcerario ha raggiunto il culmine.
Perché non tramutare i fastidiosi e improduttivi corpi stipati in gattabuia in nuovi piloti-gladiatori da sfruttare in uno show tv, così da spillare denaro tramite pay per view e allo stesso tempo sfoltire le fila dei galeotti?
Non c’è motivo per non farlo, quando non esistono valori etici e c'è un pubblico pronto a guardare e pagare.
Al macabro programma partecipa un operaio ingiustamente imprigionato, disposto a rischiare la vita per riavere la libertà. Segue una tre giorni di carneficina automobilistica, che si può prenotare in offerta speciale per goderne comodamente seduti sul divano.
Film di puro intrattenimento con lo stile videogame come punto di riferimento, mi ha ricordato Gamer, che praticamente ne ha ricopiato l'idea modernizzando il contesto. Il protagonista è interpretato da Jason Statham, un marchio di "garanzia" per film del genere.
Gradito
| Non avevo segnato i voti |

domenica 16 gennaio 2011

Watchmen

waychmen locandinaSono passati alcuni mesi da quando ho visto Watchmen, dopo la visione ero un po’ disorientato, non riuscivo a dare un giudizio complessivo al film. Dal punto di vista visivo era molto efficace, Snyder difficilmente delude sotto questo aspetto, quello che mi lasciava perplesso era il mondo alternativo dei guardiani.
La versione dei supereroi proposta è nettamente diversa da quella standard e non conoscendo nulla della graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons ero completamente impreparato. Sicuramente mi aveva suggestionato, la lunghezza del film (oltre le due ore e quaranta) e la continua sensazione che mi mancasse qualcosa per capire veramente la rappresentazione, mi avevano portato alla sua conclusione in uno strano torpore; tentavo di ragionare ma le sinapsi giravano a vuoto, come ovattate da quelle immagini dai colori saturi e contrastati.
Lo spazio temporale del racconto è un passato alternativo con una situazione politica che vede Richard Nixon eletto per la quinta volta Presidente degli Stati Uniti in un clima da Guerra Fredda, sull’orlo del disastro nucleare.
I supereroi sono persone “normali” che hanno deciso di mascherarsi e combattere il crimine, tranne Dr.Manatthan che dopo un incidente in laboratorio è dotato di immensi poteri ma lo stanno progressivamente allontanato dal sentirsi parte della condizione umana, portandolo ad un nuovo stato di coscienza e ad una costante malinconia.
Il gruppo ha avuto un ruolo importante nei trascorsi, ora hanno praticamente appeso la maschera al chiodo, senonché uno di loro viene assassinato.
Chi si sta muovendo contro la vecchia squadra?
Rorschach, l'ultimo guardiano ancora in attività, si mette ad indagare.
L'atmosfera noir viene intramezzata da momenti d'azione e dalla ricostruzione delle singole storie di vita dei guardiani. Un percorso che porterà però alla riflessione etica e politica sul genere umano.
La natura selvaggia dell'uomo spinge la sua specie verso l'autodistruzione. L'uomo più intelligente del mondo e quello più potente come si dovrebbero comportare nel momento in cui il passo di non ritorno fosse imminente? Dovrebbero intervenire? E se intervenissero cosa dovrebbero fare? Con quali compromessi? Si potrebbe basare la pace sociale sulla menzogna?
Il film dà la sua risposta, a me la visione ha lasciato una sensazione insolita: fra l'annoiato e l'affascinato.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 8 |

martedì 11 gennaio 2011

Canali Digitale Terrestre per Cinefili

rai4ciaoiris

È ormai passato un mese dall'ultimo post con visione, ma nemmeno in questo caso scriverò di un film. Solitamente durante il periodo natalizio di film ne guardavo molti più della norma, quest'anno non è stato così e non ho avuto neppure voglia di inserire quelli arretrati. Ho invece avuto modo di scorrere un po' la programmazione del Digitale Terrestre e voglio portare all'attenzione degli amanti del cinema tre canali che si contraddistinguono per offrire un palinsesto capace di catturare il loro interesse. Si tratta di: Rai4, Iris e Rai Movie.

I più "anziani" e attenti lettori sapranno che ritengo la tv decadente e questo digitale è solo uno step verso la web-tv che rappresenta il nuovo vero livello, dove il significato di canale è poco rilevante ed ognuno può costruire on-demand il suo flusso.
Tornando però all'offerta del digitale terreste, voglio elogiare in particolare Rai4 che ho testato nella serata dell'epifania passando un'esperienza molto piacevole.
I film visionati sono stati L'albero della vita e Sword of the stranger. La pubblicità non era invasiva: solo prima, a metà e dopo il film. E durava poco: appena il tempo di un salto in bagno per incipriarsi il naso e andare in dispensa a prendere uno snack e una birretta. Questa soluzione offre veramente la possibilità di godersi l'atmosfera del film.

Devo confessare che in realtà li ho visti in streaming, rinunciando alla qualità dell'immagine, infatti Rai4, come Rai Movie, si può vedere anche tramite internet... L'ho già detto che sono per la web-tv! (sperando che anche questa arrivi alla qualità HD).
Ah, la Rai offre anche dei canali tematici web, peccato solo per la scelta di utilizzare Microsoft Silverlight (Moonlight per gli utenti Linux) per tutte le loro trasmissioni.
Buone visioni.

domenica 9 gennaio 2011

Buon 2011 - Non voglio crescere



Tom Waits (1992)
[Regia videoclip di Jim Jarmusch]




The Ramones (1995)