martedì 30 marzo 2010

Le maschere del cinema


le maschere nel cinema
La maschera si interpone fra noi e gli altri, diventa il mezzo attraverso cui proporsi senza esporsi completamente, filtra elementi della nostra identità che siamo disposti a mostrare e nasconde quelli che preferiamo tenere occulti.
Una maschera celando libera, limitando amplifica, ogni giorno mettiamo e rimettiamo maschere, non sempre sono "confezionate" da noi, la società ne richiede e ne impone. Il cyberspazio di internet è pieno zeppo di maschere.
Eppure dietro ogni maschera c'è sempre una persona che in qualche modo spunta fuori.

Nel cinema ci sono maschere tangibili, non parlo certo di quelle vecchie figure che con una torcia indicavano le poltroncine libere agli spettatori, le maschere nel cinema sono quelle dei personaggi, maschere che diventano emblematiche e raccolgono aspetti rappresentativi di vita che si fanno archetipi (idee, valori, paure...).

Ma la maschera è un artefatto, non sempre è così limpida e rassicurante la sua funzione, anzi una sua caratteristica implicita è di essere ambigua, ricorda che l'apparire difficilmente riesce a coincidere con l'essere: la maschera come può servire per enfatizzare alcuni aspetti posseduti e proteggere da sguardi indiscreti, può ingannare mostrando qualcosa che invece non si è.

  • Cosa c'è sotto la maschera?
  • Possiamo toglierla?
  • Siamo ancora capaci di farlo?
  • Vale la pena?
  • Senza maschera diventiamo troppo vulnerabili?
  • L'individuo sceglie sempre le sue maschere o una maschera può anche plasmare l'individuo?
  • Noi siamo tutte le nostre maschere o quello che rimane una volta tolte tutte?

[Con nostalgia ricordo letture di Schopenhauer, Nietzsche e sociologiche lezioni]

Qualcosa in comune con: