giovedì 30 aprile 2009

Sh024 - Questo virus ci ucciderà tutti

Questo virus ci ucciderà tuttiScreensHot: ammira solo, usa come sfondo del desktop o indovina il film.

mercoledì 29 aprile 2009

Jessica Alba multata. Tanti Auguri!

Jessica Alba multataMamma Jessica è golosa. Golosa sì, ma non di tutto!
A dir la verità, nel vedere la foto, sembra che abbia svaligiato il negozio di dolciumi, ma la polizia è arrivata perché Jessica aveva l'auto in divieto di sosta, c'è anche chi dice per guida contromano.
Questa "notiziona" cade a fagiuolo per permettermi di farle gli auguri di compleanno: proprio ieri la ex-signorina, che sappiamo essere un'affezionata de Il Recidivo, ha festeggiato i ventotto anni.
Per me è diventata un po' troppo glamour, la preferivo di gran lunga al tempo di Dark Angel. Guardatela, ormai ha talmente tanti soldi che può permettersi di fare i sorrisetti anche mentre un poliziotto le rifila una multa.
Chissà, magari era solo un controllo documenti un po' furbetto... Boh, comunque devo ricordarmi di trovare una sostituta.
Avete qualche proposta?
[Immagini: Repubblica e Gossip]

martedì 28 aprile 2009

Tetsuo: the iron man

TetsuoUn uomo nascosto in un’officina abbandonata prende un tubo metallico e se lo infila con forza in un taglio appositamente procurato nella gamba. La ferita si riempie di vermi, l’uomo fugge e viene investito dall'auto di una coppia che, invece di soccorrerlo, lo porta in un bosco per abbandonarlo non prima d'averlo utilizzato come eccitante del loro amplesso.
Poco tempo dopo l’investitore si trova a sua volta infettato.
In una sinfonia metallica comincia il delirio dell’uomo d’acciaio che nella sua mutazione ingloberà voracemente nuovi pezzi. È una trasformazione genetica che incombe come risultato di una tecnologia inseminatrice che avvolge l’uomo privandolo della sua identità, disumanizzandolo. Dal processo si salvano solo gli occhi, solo “la visione”.
Se in un primo momento la metamorfosi è vissuta proprio come un incubo kafkiano, diventa poi una nuova condizione esistenziale che necessita di un re-incontro-scontro con l’altro (mutante), creando una nuova entità pronta a colonizzare il mondo.
Fortemente influenzato da Cronenberg e da Akira di Ōtomo, il regista Tsukamoto offre un film dal basso budget ma efficace visivamente. Lo schematismo e la frenesia del finale coronano l’atmosfera subliminale dagli impulsi disorientanti di un film cult.
Siete pronti a spararvi un Tetsuo?
Estasiato
| reVisione dal passato |

lunedì 27 aprile 2009

La cena dei cretini

La cena dei cretiniL'editore Pierre Brochant deve trovare un cretino per una delle cene che lui e i suoi abbienti amici organizzano ogni settimana per farsi qualche risata e appagare la loro presunzione di superiorità da ricchi.
François Pignon sembra l'uomo sempliciotto di cui ha bisogno, è maldestro, lavora come funzionario del ministero delle finanze e ha un hobby particolare: costruisce edifici famosi con i fiammiferi.
Un improvviso colpo della strega costringe il signor Brochant a rinunciare alla cena, ma è troppo tardi per avvisare il suo stupido invitato che lo condurrà ad una disastrosa serata.
Il regista è lo sceneggiatore dello stesso testo che ha avuto molto successo a teatro, è si vede chiaramente: il film scorre via senza catturare nella visione, incalzati dalla scrittura delle gag che si susseguono a cascata.
Il film è quasi tutto girato dentro l'appartamento che diventa semplice scenografia per i fraintendimenti e le figuracce causate dal povero Pignon.
In teoria “i cretini sono fatti per essere fottuti”, pensa Brochant all'inizio del film, basta farli parlare un po' per godere delle loro “qualità”, ma scoprirà che “ci sono dei cretini ad alta definizione” in grado di guastare tutto quello che toccano e talmente incontrollabili da renderti la vita tremenda. Sono personaggi tanto stupidi da annullare anche quanto di buono riescono, inaspettatamente, a fare.
Gradito
| Reg: 5 | Rec: 6 | Fot: 5 | Sce: 8 | Son: 5 |

venerdì 24 aprile 2009

Ubuntu 9.04 - Si zompetta in avanti!


Ubuntu 9.04

Ieri è uscita la nuove versione del mio sistema operativo preferito: Ubuntu.
Il nome in codice è Jaunty Jackalope (Lepre Cornuta Disinvolta) e arriva dopo due rilasci che ho trovato personalmente non molto soddisfacenti. Questa volta, invece, riscontro dei sostanziali progressi e non posso fare a meno di consigliarlo anche ai meno esperti che possono provarlo da live-cd senza bisogno di installare nulla, ovviamente sarà più lento.
Con l'occasione ho fatto un video del mio desktop personalizzato per dare un'idea a chi non conosce Ubuntu ed incuriosirlo con un po' di effetti grafici (si noterà che non sono molto abituato ad usarli).
Era da un po' che volevo provare You Tube e questa è stata l'occasione giusta: ecco il canale de ilRecidv0 - l'ultimo è uno zero, perché qualche usurpatore di nick mi ha preceduto - ed ecco il video:



Per scaricare gratuitamente la nuova versione di Ubuntu vi rimando direttamente al sito italiano ricco di informazioni, documentazione e guide. Per qualche "trucchetto" c'è invece ukuntu.

giovedì 23 aprile 2009

Sh023 - Eterea sudamericana

Eterea sudamericanaChe film è, che film è?
(versione per Eazye)

mercoledì 22 aprile 2009

Dallo ScreensHot al Cinequiz: una settimana ad indovinare film

indovina il film icona

Avvertenza: Questo post è scopiazzato da questo di Dirk Diggler che ha avuto l'idea di raccogliere i link dei cinequiz della settimana.

Quando ho iniziato con la "rubrica" ScreensHot per festeggiare i 100 film inseriti ne Il Recidivo sapevo bene di non aver inventato nulla, ma ho pensato di dargli una sfumatura personale facendo sì che l'immagine potesse avere anche un'utilità: diventare uno possibile sfondo per il desktop.
Nel corso del tempo ho incrociato altri blogger che sono più sfegatati di me dal lato ludico, e forti di memoria fotografica e di un segugio cinefilo si lanciano nel decifrare il "malefico" film da cui è tratta la misteriosa immagine di turno.
Se vi piacciono i Cinequiz ecco quindi i link diretti per una settimana quasi piena di appuntamenti:

martedì 21 aprile 2009

36 Quai des orfèvres

36 Quai des orfèvresDa alcuni mesi i mezzi portavalori di Parigi sono presi di mira da una banda che utilizza furgoni neri ed un equipaggiamento d'assalto per svaligiarli. Il capo della polizia giudiziaria riceve un ultimatum e mette il suo incarico nelle mani di chi riuscirà a sgominare la banda.
I contendenti sono due: Lèo, capitano della Squadra di ricerca e intervento, e Klein, capitano della Squadra di repressione del banditismo. I due colleghi sono legati da un passato comune, hanno amato la stessa donna, che però è diventata moglie di Lèo e per questo Klein cela dentro di sé del rancore.
Coinvolgente polar con una sceneggiatura sostanziosa che scandaglia le relazioni intricate tra polizia, malavita e vita privata.
Percorsi individuali profondi per persone che, con azioni quotidiane, vivono questioni etiche complesse con in primis la difficoltà di raggiungere ad una vera giustizia seguendo la via istituzionale.
Lèo prova a trovare una propria via con la consapevolezza che attaccare la gerarchia, mettendo in questione il sistema, comporta il rischio di essere messi a tacere.
La vendetta può dunque avere il sapore di giustizia, ma è una giustizia ridotta e personalistica dove il bene comune viene dimenticato e non ha più morale. In questo scenario polizia e malavita sfumano i loro confini e le divisioni sono solo di facciata.
La legge degli uomini per gli uomini fallisce e l'etica perde il carattere universale rendendo l'individuo solo, in balia di interessi egoistici perseguiti senza scrupoli: non è più società giusta, ma società del più forte, forte non della ragione, ma del sopruso.
Buona regia di Marchal che conosce bene il microcosmo di cui parla avendo lavorato come poliziotto notturno. Nel cast oltre ai due noti attori francesi Depardieù e Auteil c'è anche l'italiana Valeria Golino. Io non sono mai riuscito a sopportarla.
Deliziato
| reVisione dal passato |

lunedì 20 aprile 2009

Ortone e il mondo dei Chi

Ortone e il mondo dei ChiIl buon Ortone è un elefantone che bighellona nella foresta e grazie alla grandi orecchie riesce a captare delle voci provenire da un minuscolo granello di polvere che fluttua nell'aria. In quella particella quasi invisibile c'è il mondo dei Non-so-chi che per non essere distrutto necessita del suo aiuto; lui farà di tutto per darglielo.
Una voce fuori campo, sempre in rima, ci accompagna in questa simpatica storiella dal sapore filosofico-educativo. Ortone è grande e grosso, ma ha la capacità di mettere in discussione il suo punto di vista, capirne la relatività e aprirsi ad una diversa e apparentemente impossibile dimensione. Ovviamente ciò non viene ben visto, in particolar da una cangura “conservatrice” che non può accettare certe stramberie che rischiano di minare l'ordine prestabilito.
Lo stesso rapporto conflittuale si verifica diametralmente all'interno della utopica città dei Non-so-chi, dove il consiglio dei saggi della città non vuole credere che, dopo cent'anni di felicità e armonia, possano esserci “cattive notizie” e ancor meno che il loro salvatore viva in un mondo “esterno”.
Bella l'idea di utilizzare il disegno più stilizzato, dentro l'animazione moderna, per dare l'effetto “immaginazione” e anche la variazione in stile pikachu-giapponese per un'ironica scena d'azione.
Peccato invece che nel doppiaggio italiano si sia scelto di usare il “romanaccio” per alcune battute, come se fosse uno stereotipo che fa ridere per forza, e affibbiato un immancabile accento russo al cattivo di turno.
La maggior parte delle battute è abbastanza elementare e risultano un po' scontate per un pubblico adulto, tuttavia Ortone è un buon film per genitori progressisti e per i loro figli che verranno rincuorati dalla morale di fondo che vuole ogni persona importante, per piccola che sia.
Gradito
| Reg: 7 | Ani: 7 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 7 |

giovedì 16 aprile 2009

Sh022 - Ricciolina impaurita

Ricciolina impauritaChe film è, che film è?

mercoledì 15 aprile 2009

The Getaway

The GetawayDoc Mccoy è davanti ad una commissione, ha chiesto l'uscita dalla prigione per buona condotta, ma gli viene negata. Parte un montaggio diacronico con sonoro martellante e improvvisi fermo immagine: è il ritmo della gattabuia ed è insostenibile. Doc cede, chiama Carol, la sua donna, e le chiede di convincere un politico corrotto perché interceda per la sua scarcerazione.
In cambio di una rapina in banca Doc è libero, ma scoprirà presto che lo scambio non è affatto equo e cela inaspettati risvolti.
The Getaway si posiziona benissimo fra i classici western e i moderni film d'azione, con un sottile filo erotico che si trascina per tutto il film.
Doc è un uomo stanco dell'oppressione e dotato di una rinnovata spinta vitalistica che lo indirizza verso il Messico per costruire la nuova vita con la sua Carol. Occorre andare verso il confine, uscire da quella società sporca, ma prima c'è il viaggio, l'on-the-road.
La disperata fuga di Doc ci presenta con spirito maschilista una terra sconfinata e provinciale dove un “perdente” riesce a far mordere la polvere ai vincenti, o meglio ai prepotenti. Il ritmo è teso fra inseguimenti, colpi di scena e sparatorie che sono spezzati da inaspettati inserti ironici.
Il nostro eroe, un po' dannunziano nella sua indole, vuole cercare di raggiungere il suo ideale di vita, una vita semplice e spensierata, molto individualista, ma come una forza magnetica il marcio tenta di risucchiarlo.
Il film è tratto da un racconto di Jim Thompson che non aveva il lieto fine, ma Peckinpah lascia una strada spianata davanti alla sua coppia: il sogno americano deve in qualche modo sopravvivere, anche se in altri lidi.
- Hai visto Rudy?
- Va all'inferno! Cerca lì e lo trovi.
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

lunedì 13 aprile 2009

I Tenenbaum

I TenenbaumI Tenenbaum sono una famiglia molto particolare perché i tre figli, di cui un'adottata, sono tutti precoci geni in qualche cosa: uno in economia, l'altro nel tennis e lei in drammaturgia. I primi anni di vita sono scanditi da un ritmo forsennato e accompagnati da successo e denaro, ma non c'è tempo per loro, la famiglia si sgretola e si incrinano i rapporti interpersonali.
Poi succede qualcosa: il padre, che se n'era andato da casa dopo aver tradito più volte la moglie, dimenticato i figli e dilapidato i soldi vivendo per trent'anni nella suite di un albergo, decide di tentare un riavvicinamento sperando di recuperare le relazioni familiari.
Anderson rallenta i tempi e ci propone personaggi la cui genialità è motivo di risata più che di ammirazione, sono i lati deboli quelli su cui lavora. Le particolari genialità diventano solo estroversioni, una veste, non certo una corazza, perché sono tutti fragilissimi alle prese con delle vite che non riescono a vivere felicemente.
La famiglia deframmentata dalla spasmodica ricerca di appagamento individuale si trova a girare intorno a un nuovo perno ossia questa figura paterna prima assente, ora pentita, un po' per illuminazione e un po' per forza. Ma è difficile ricostruire qualcosa e ritrovare un centro di gravità quando troppo tempo è passato.
In una tristezza "da favola", che si può considerare il vero timbro del regista, sfogliamo un libro familiare dalla bella colonna sonora e dai personaggi eccentrici, palpandone la malinconia e giungendo, dopo una riscoperta della sincerità, al piccolo appiglio del perdono.
Deliziato
| reVisione dal passato |

giovedì 9 aprile 2009

Sh021 - Occhialetti verdi

Occhialetti verdiChe film è, che film è?

mercoledì 8 aprile 2009

Futurama - Nell'immenso verde profondo

FuturamaUltimo della serie di quattro dvd per la versione "filmetto" delle avventure di Futurama. Questa volta a fare da sfondo agli eventi è il messaggio ecologico con i nostri che dovranno salvare l'universo da spietati costruttori (il papà di Amy) e dai misteriosi complottismi delle forze oscure che vogliono una nuova era per l'universo.
Ovviamente c'è del divertente, come il vizioso robot Bender che vuole circuitarsi la fembot del mafioso di turno e Leila alle prese con un gruppo di riottose femministe mentre Fray diventa, ancora una volta, l'inconsapevole eroe dell'universo. Ma la storia non è molto avvincente, sono passati solo pochi giorni e già non mi ricordo cosa voleva il vermetto rappresentante delle forze oscure e le uniche cose che mi sono rimaste sono il copricapo di stagnola che Fray indossa per proteggersi dai pensieri della gente e il professor Farnsworth che dietro compenso approva impatti ambientali per il nulla osta alle costruzioni. O forse quest'ultimo era un episodio della realtà?
Sgradito
| Reg: 6 | Ani: 7 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 7 |

martedì 7 aprile 2009

Push

PushUna speciale divisione governativa sta proseguendo, sulla falsariga degli esperimenti eugenetici nazisti, la ricerca per creare dei superuomini. Sono riusciti a trovare un siero che potenzia le doti speciali di alcuni individui e, finalmente, anche qualcuno in grado di reagire al composto senza morire ma, ovviamente, riesce subito a scappare.
Nick è un telecinetico, non molto abile, che si nasconde nei sobborghi di Hong Kong tentando di sfuggire al ricordo della morte del padre. Viene a cercarlo Cassie, una tredicenne chiaroveggente, che gli chiede aiuto per trovare una valigia dal prezioso contenuto.
Le due fazioni si scontreranno, ma in mezzo ci sono anche i cinesi.
Se conoscete il telefilm Heroes non sarete per niente stupiti nel vedere i superpoteri dei personaggi di Push e tutto quello che è stato aggiunto è svilimento nella sostanza ed estetica caotica nella forma.
Praticamente la trovata del film è prendere l'idea del telefilm e trasformala in materiale che potrebbe soddisfare qualche ragazzino in grado di apprezzare la raffica di inquadrature della durata media di tre secondi con una sceneggiatura rattoppata che non porta da nessuna parte (la faccenda del futuro determinabile, ma sempre sovvertibile, non è granché).
Non c'è niente di sostanzioso in questo film, i personaggi hanno caratteri tracciati a grandi linee con un protagonista che da mezzo incapace si trasforma in “geniale” eroe (ma bastano quattro bigliettini per essere geniali?). L'evolversi della storia è sul patetico-noioso, con personaggi calati improvvisamente, e luoghi che diventano assurdi per la loro forzatura: penso alla scena del mercato pieno di acquari da far spaccare ai cinesi urlanti o a quella finale dove, nel palazzo in costruzione, le impalcature sono fatte completamente in bambù, ottimo per una sequenza di combattimento. Non si può non citare i disegni della ragazzina veggente, schizzati in fretta camminando, che però quando sono inquadrati sono tutti belli colorati.
Da un film del genere ci si aspetterebbe almeno un po' di intrattenimento, ma la visione ha l'effetto di un lungo slideshow e lo stesso ritmo.
Si potrebbe pensare che non mi è piaciuto niente del film, invece ho trovato la ragazzina Dakota Fenning carina nella sua parte di adolescente spocchiosa, intraprendente e un po' ribelle: una classica tredicenne dei nostri giorni.
Nauseato
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 4 | Son: 6 |

lunedì 6 aprile 2009

Ferro 3 – La casa vuota

La casa vuotaIl “ferro 3” è la mazza meno usata nel golf, eppure in questa storia ha un ruolo fondamentale: è l'oggetto utilizzato dal protagonista per momenti spensierati, ma si trasforma anche in terribile arma d'offesa volontaria o del tutto inaspettata.
Lui è Tae-Suk, un giovane che lascia foglietti pubblicitari attaccati alle porte delle case e dopo qualche giorno ripassa per controllare l'eventuale presenza del foglietto che evidenzia l'assenza dei proprietari. Se il foglietto è ancora lì, ne approfitta per intrufolarsi, non ruba niente, gode delle comodità della casa, ma fa anche le pulizie e aggiusta le cose che trova rotte. Poi, prima del rientro dei proprietari, se ne va'.
In una delle sue abituali intrusioni viene sorpreso da una donna e scatta il colpo di fulmine.
Kim Ki-Duk con simbolismi e metafore conquista i cinefili più intellettuali e attraverso un'estetica delle immagini, forse fin troppo rigorosa, cattura lo sguardo dello spettatore e sospende la storia in uno spazio che dal reale devia verso il surreale.
Le situazioni del film portano spesso a passare velocemente dalla risata alla tristezza, facendoci sentire un gusto amaro per aver sorriso troppo presto, per esserci dimostrati avventati.
Tae-Suk sarà costretto dagli eventi a calarsi nei panni di un invisibile giustiziere che prima punisce chi lo ha diviso dalla sua amata e poi, annullando la sua presenza agli occhi degli altri, riuscirà finalmente a raggiungerla.
Il solitario Tae-Suk senza dire una parola strappa la bella dalla sua casa-gabbia di materialismo e sudditanza per portarla, a cavallo della sua moto, alla ricerca di altre case vuote dove l'unica certezza è che adesso potranno riempirle con la sincerità del loro amore. Chissà se è sogno o realtà.
Deliziato
| reVisione dal passato |

domenica 5 aprile 2009

!Stats 4 - Quando ci si domanda se ha senso tenere un blog

Quando ci si domanda se ha sensoDovrei scrivere i post per la settimana prossima, ma non ho molta voglia, magari stasera. Passo quindi a dare uno sguardo alle statistiche del blog e convengo che è da molto che non faccio uno “Stats”. Diciamo pure che è un tipo di post poco interessante per il lettore e, per un blogghino come il mio, nel riportare le statistiche ci si sbroda, più che loda. Ma voglio condividere una considerazione.
  • Il Recidivo ha circa 1700 visite mensili (provenienza: 47% da Google; 28% da link diretti; 25% da aggregatori e altro).
Un altro mio blog è Ukuntu dove raccolgo i miei appunti utili su Ubuntu: la nota distribuzione di linux.
  • Ukuntu ha quasi 1700 visite mensili (provenienza: 28% da Google; 35% da link diretti; 37% da aggregatori e altro)
Se guardiamo al “successo” di un blog come il numero di persone che vi accede, più o meno i due blog si equivalgono.
Ma vediamo quanto tempo dedico ai due blog.
  • Per scrivere un post di Ukuntu mi ci vogliono in media 5 minuti e se guardate il suo template noterete subito che anche il tempo dedicato al reparto grafico è stato minimo (credo di non averlo mai toccato da dopo la procedura guidata). Il blog contiene, al momento, 45 post.
  • Per scrivere un post de Il Recidivo ci vuole molto più tempo e varia, se sono ispirato, se ho voglia, se desidero prima approfondire qualche aspetto del film o dei pensieri che mi sono venuti; facciamo che in media saranno 30 minuti per post. Anche il reparto grafico, pur essendo solo modifiche ed aggiunte ad un tema base, mi ha portato via un po' di tempo dato che essendo ignorante dovevo prima cercare, poi capire quel tanto che basta e, infine, provare. Il blog contiene, al momento, 267 post.
Se fate qualche veloce calcolo mentale potete capire quanto “lavoro” in più ci sia dietro Il Recidivo rispetto ad Ukuntu eppure il riscontro di pubblico sia quasi lo stesso.

Una dato ancora più "divertente" è che in termini di redditività di Adsense un altro mio vecchio blog che non tocco da un anno e mezzo e contiene solo foto (tempo per post: 1 minuto; nessuno sforzo intellettuale) rende quanto Il Recidivo (cioè molto, molto, poco, ma lo stesso). Tra l'altro ha solo 90 visitatori al mese!

Se mettessi da parte la passione e facessi un ragionamento economico sui dati qui sopra potrei ben dire che Il Recidivo è veramente inefficiente. Una perdita di tempo.

giovedì 2 aprile 2009

mercoledì 1 aprile 2009

IL ЯЗCIDIVФ SI ЯIИЙФVД!


Ormai è iniziata da giorni la primavera, si fa il cambio dei vestiti nell'armadio e se ne approfitta per dare una spolverata qua e là. Anche per Il Recidivo c'è aria di rinnovamento.
Da un analisi delle statistiche dei visitatori mi sono reso conto che sarebbe opportuno lasciar perdere la commistione fra diario cinematografico e database di visioni filmiche per concentrarsi su una fetta specifica di cinema. Insomma cambiare verso quello che aiuta a far emergere un blog: diventare un riferimento di nicchia.
In realtà la scelta è dovuta anche al fatto che ho notato molti film fermi nel mio file "Bozze_recidive.odt" dove annoto pensieri e voti dei film visti; ci sono titoli visti mesi e mesi fa, lasciati lì in sospeso.
Navigando nella rete in cerca di una traiettoria da seguire sono incagliato nelle classiche nicchie di cinema horror, fantascienza, cinema orientale e ho trovato invece dello spazio libero per il cinema russo. Lì sono approdato.
Ovviamente i post diminuiranno, ma cercherò di integrare la visione dei film che riuscirò a recuperare con contenuti extra e approfondimenti. Vorrei avere un post infra-settimanale dedicato al tema e un post domenicale di alleggerimento: stile etichetta "Varie", per capirsi.
Spero di non perdere i lettori affezionati e pian piano offrire uno spazio di riferimento per l'argomento... Ho già un paio di titoli pronti da gustare e sto preparando una nuova immagine per l'intestazione del blog.
[beh ovvio che è un Pesce d'aprile]