martedì 31 marzo 2009

Stranded (naufraghi)

StrandedPrimo tentativo di mettere piede su Marte, nella discesa qualcosa va storto, un errore software fa schiantare la navicella sull'arida superficie del Pianeta Rosso, il capitano non ce la fa ma il resto del piccolo equipaggio sopravvive all'impatto.
Un esempio di come anche con pochi soldi si può fare un film di fantascienza, di serie B, guardabile e per certi versi piacevole se si è disposti a mettere da parte pretese d'azione, effetti speciali e panorami fantastici.
Il film è prevalentemente parlato, ma la regia riesce a non rendere la cosa troppo pesante. La prima questione per i naufraghi è quantificare il loro livello di sopravvivenza sfruttando ogni risorsa disponibile per prolungarla. Dopo i calcoli è chiaro che le scorte non basteranno alla sopravvivenza di tutti nell'attesa dell'arrivo di un'ipotetica missione di salvataggio. Da questa condizione si apre un'interessante contrapposizione etico-esistenziale con la speranza nell'imprevedibile da una parte e i freddi calcoli della ragione dall'altra.
In un primo momento l'analisi scientifica per la massimizzazione dei "benefici" ha la meglio e il gruppo si divide in due: tre persone con il loro sacrificio documenteranno con una telecamera il paesaggio marziano e altre due, grazie alle provviste degli altri, attenderanno i soccorsi.
Due rivelazioni impreviste scombussoleranno le valutazioni con una virata aliena e un finale campeggio marziano non molto convincente.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 5 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 5 |

lunedì 30 marzo 2009

Gli invasati

Gli invasatiIl Dr. Johnson vuole studiare i fenomeni paranormali che si riscontrano da anni a Hill Hause, una maestosa villa del New England, e decide di rinchiudersi insieme al proprietario della casa e a due donne, non propriamente scelte a caso, per alcuni giorni.
I quattro si troveranno alle prese con le oscure presenze generate dell'antico edificio, ma le cose prenderanno una piega tragica con l'arrivo della moglie del dottore.
Un film di tensione che basa il suo effetto sul non visto, la sua forza sul sonoro, il suo coinvolgimento su montaggio e fotografia, la sua suspense sul fine gioco della sceneggiatura che insinua un costante dubbio: sono reali oscure presenze o suggestioni psicotiche plasmate dall'atmosfera che riesce ad incutere quel luogo nella mente degli inquilini?
Tutto è orchestrato con sapienza ed efficacia, permettendo allo spettatore uno stato di ansia continua che sbocca nel colpo di paura solo in un paio di momenti.
L’incertezza è il fulcro principale della narrazione e investe lo spettatore che è costantemente alle prese con il tentativo di dare una spiegazione accettabile alle percezioni, componendo il background della protagonista con il suo stato emotivo, venendo turbato dagli oggettivi fenomeni riscontrati anche dello scettico proprietario di casa e disorientato dalle allusioni sessuali che si insinuano fra i quattro.
Nel filone delle “case infestate” entra di diritto al primo posto di mio gradimento e a coronarlo ci sono anche due battute memorabili. Nella prima il profano si interroga sulla psicocinesi: “...sono quelli di Mao?”. Nella seconda si esprime un'ironica perla di saggezza: “C'è solo un modo per discutere con le donne: stare zitti!”.
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 9 |

sabato 28 marzo 2009

Domani scatta l'ora legale e oggi quella della terra

ora legaleQuesto articolo spiega tutto bene. In poche parole il WWF ha organizzato un'iniziativa che prevede lo spegnimento delle luci per un'ora dalle 20.30 di oggi con lo scopo di portare l'attenzione sull'imminente apertura dei negoziati per un nuovo accordo globale che sarà necessario dopo la scadenza del Protocollo di Kyoto (2012). La speranza è che il nuovo corso politico americano si traduca nella sostanza anche in una rinnovata tutela della terra e che anche gli Stati Uniti sottoscrivano impegni per la riduzione dei gas serra dato che sono i produttori del 36% delle emissioni globali.
A Roma Totti spegne il Colosseo, noi vediamo come contribuire, anche domani e dopodomani e dopodopodomani... come al solito il mio consiglio è partire dagli sprechi.

L'angelo sterminatore

L'angelo sterminatoreDopo essere stato a teatro un gruppo dell'alta borghesia si riunisce per cenare e passare la serata insieme, intanto la servitù si affretta inspiegabilmente ad abbandonare la casa.
Le ore passano, si fa tardi, ma nessuno riesce più a varcare la soglia del salone in cui si trovano per andarsene. Una forza misteriosa li bloccherà per giorni.
Ecco l'apocalisse di Buñuel, il suo angelo sterminatore cade sulla borghesia e i prigionieri del salotto pian piano sono costretti a togliersi i vestiti, gettare la maschera e svelarsi per quello che sono. Bruciano gli oggetti che li caratterizzano, la mobilia d'antiquariato, i quadri, ma ad essere intaccato non è solo il lato materiale, anche il presunto nobile spirito sfuma in fretta.
Le convenzioni sociali che contraddistinguono il ceto borghese si sfaldano fino a riportarlo al livello delle bestie; ma allora tutta quell'aura era solo apparenza frivola, un qualcosa che può addirittura essere smascherato dentro un'unica grande stanza.
Nella bizzarra situazione un oggetto riveste un'importanza centrale: l'armadio diviso in tre ante che raffigurano immagini sacre. Nella loro permanenza forzata ogni scompartimento avrà un utilizzo dissacrante rispetto a quello per cui era stato concepito.
Nel frattempo qualcosa accade anche fuori dalla villa dove le autorità vorrebbero entrare ma non ci riescono. Nonostante il loro atteggiamento e la presunzione di essere i detentori del potere, non riescono a far nulla perché è la borghesia a dettare legge; non gli rimane che aspettare.
A sbloccare la situazione è la valchiria, la vergine, che con fatti e parole ricrea la fiducia necessaria per varcare la soglia. La borghesia può ricomporsi, torna alla condizione iniziale e finalmente la maledizione cessa. Ma non è finita.
Se fossero usciti da quello stato surreale avevano promesso di celebrare una cerimonia. Detto, fatto: nemmeno dalla chiesa riusciranno ad uscire.
Insomma anche la chiesa, a pari della borghesia, diventa un elemento che merita d'essere “epurato”.
Buñuel decostruisce le situazioni e la morale, eliminandone la scorza superficiale e mettendo in dubbio l'ordine precostituito. Tutte le domande che ci si pone guardando il film nei suoi eventi stranianti, sono domande che portano ad interrogarsi sulla condizione reale e su quella costruita di esseri umani.
Estasiato
| reVisione dal passato |

giovedì 26 marzo 2009

mercoledì 25 marzo 2009

Barbiere Virtuale - incredibile effetto acustico 3D


Barbiere Virtuale
Quella che ascolterete fra poco è un'olofonia vi sembrerà di sentire i suoni provenire da fuori le vostre orecchie.
Ecco cosa fare:
  • Munirsi di cuffiette stereo e posizionarsi in un luogo silenzioso
  • Collegare le cuffie al vostro computer e alzare il volume
  • Schiacciare "play" del video qui sotto e chiudere gli occhi!


Ho letto che i Pink Floyd già nel 1983 utilizzarono lo speciale microfono olofonico (brevetto di Umberto Maggi ex musicista dei Nomadi!) nel loro album "The Final Cut". Forse arrivo tardi, ma l'ho scoperto solo ora e dato che mi ha colpito veramente ho pensato di condividere con voi. Che ve ne pare?

lunedì 23 marzo 2009

Mary

MaryUn regista, che ricorda molto Mel Gibson, ha appena finito di girare un film su Maria Maddalena. Marie è l'attrice che la interpretava ora è sconvolta dall'esperienza e decide di mettersi in viaggio per Gerusalemme. Ted è un conduttore televisivo che sta trattando la figura di Gesù Cristo nel suo programma, facendosi sempre più coinvolgere e trascurando la moglie prossima al parto.
I tre personaggi incroceranno le loro vite.
Abel Ferrara ci propone un film stratificato e variegato con un montaggio che centrifuga le storie. Partendo da un turbinio di dubbi esistenziali, passando per il metacinema, si parla del rapporto fra religione e media, del rapporto fra dio e l'individuo, del bisogno di dare un senso al dolore e alle sventure. Si vaga senza giungere da nessuna parte in particolare. Sullo sfondo aleggia quasi circondando il discorso, facendo da confine o forse assediandolo, un minaccioso fondamentalismo.
E' proprio imboccando molte strade e con una durata filmica contenuta che viene esplicitata la vacuità del parlare troppo sul tema religioso, perché non avremo risposte... l'unica certezza è solo il disagio che rimarrà. Ci aspetteremmo il classico tunnel buio con in fondo la luce, ma Abel ci propone un tunnel illuminato senza fine.
Ted disperato si reca in chiesa, guarda il crocefisso, chiede aiuto ma la testa di colui a cui chiede aiuto sta sanguinando, ha sofferto anche lui, non lo guarda, la testa è china, la risposta non c'è. “Mi ero perso e non sapevo dove cercarmi”.
Estasiato
| reVisione dal passato |

domenica 22 marzo 2009

Ponyo sulla scogliera

Ponyo sulla scoglieraIl piccolo Sosuke trova nella scogliera un vasetto di vetro con intrappolato uno strano pesciolino rosso, dopo essere riuscito a liberarlo decide di proteggerlo e chiamarlo Ponyo.
Il pesciolino in realtà è una piccola sirena in cerca d'avventura e l'incontro con il bambino la spingerà a desiderare di diventare umana, ma un misterioso signore del mare non sembra essere d'accordo e farà di tutto per riportarla a casa.
Miyazaki crea una favola in un pirotecnico gioco liquido, da notare che la tecnica è in vecchio stile, ossia disegni a mano. L'avventura di due bambini di solo cinque anni che si vogliono bene è una rivisitazione della favola della Sirenetta contestualizzata in una visione orientale nella quale Miyazaki riesce a trattare poeticamente un fenomeno dalla potenza devastante come lo tsunami.
Rispetto ai precedenti film del maestro si assiste ad una duplice virata: la prima verso un pubblico più piccolo, sia per quanto riguarda la storia che per le scelte estetiche; la seconda virata è nella sceneggiatura dove l'elemento fantastico prevale decisamente sul razionale.
La prima parte del film è più emozionante e meglio riuscita, nella seconda si esplicita il messaggio ecologico - elemento ricorrente del cineasta - che esorta a riconoscere e amare la natura per quello che è.
Ad emergere nelle vicende sono le figure femminili (la mamma di Sosuke e la Dea del mare) che infondono sicurezza e si manifestano al momento del bisogno sapendo cosa fare, mentre la figura maschile è lontana, assente, e se c'è non sa comportarsi adeguatamente (il padre di Sosuke e Fujimoto).
Ormai le aspettative per le opere del regista sono alte e dato che questo "Ponyo" è più vicino al mondo dei bambini, rispetto ai precedenti, potrebbe allontanare il pubblico più adulto, ma perché privarsi della infantile magia che riesce ad infondere?
Attenzione alla canzoncina finale che può trasformarsi per qualche ora in un tormentone e portare ad improvvisi canticchiamenti imbarazzanti.
Deliziato
| Reg: 8 | Ani: 8 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 8 |

giovedì 19 marzo 2009

mercoledì 18 marzo 2009

Non bussare alla mia porta

Non bussare alla mia portaInizia come un western, ma in questo caso il cowboy Howard Spence è un attore dei nostri giorni che, dopo una vita passata fra alcol e belle donne, decide di scappare dal mondo del cinema per fare un salto (indietro) nella sua vita, abbandonando improvvisamente il set delle riprese del suo ultimo film.
Prelevato un po' di contante e liberatosi di tutto ciò che potrebbe renderlo rintracciabile, raggiunge il paesino dove abita la vecchia madre che da quando se ne era andato aveva avuto sue notizie solo attraverso gli articoli scandalistici dei giornali. Nel frattempo l'assicurazione della produzione del film ha sguinzagliato un detective per rintracciare Howard e riportarlo sul set.
Wenders firma un on the road nostalgico di un'America che non c'è più, una storia con personaggi che intrecciano drammaticità e comicità, noi li conosciamo pian piano, in una viaggio che attraversa maestosi paesaggi e si fa a tratti surreale. In questa America Howard tenta di tornare alle origini perdute, provando a ricuperare le relazioni familiari, ma scopre come sia difficile, e soprattutto troppo tardi.
Rimane da sperare almeno in una riconciliazione, ma è possibile? Forse, dopo tutto, non rimane che tornare al cinema, che come dice la figlia è sempre meglio della cruda vita, per cavalcare ancora una volta verso il tramonto: l'illusione può far sopravvivere alla realtà.
Deliziato
| reVisione dal passato |

martedì 17 marzo 2009

Underworld: La ribellione dei Lycans

La ribellione dei LycansNon mi ricordavo bene se avevo visto solo il primo capitolo o anche il secondo della saga di Underworld, ma ho presto scoperto che non era poi così importante perché questo terzo episodio è praticamente un prequel che torna alle origini della diatriba fra vampiri e licantropi, ops, scusate, lycans.
Gli aristocratici vampiri tengono fuori dal castello e schiavizzano i lupi mannari, ma tra le file dei due schieramenti si insinua un sacrilego amore che romperà i rapporti di potere.
Lo sbalzo temporale fa uscire di scena, come protagonista femminile, la bella Selene (Kate Beckinsale), al suo posto c'è Sonia (Rhona Mitra) una vampira non molto carismatica che cade fra le braccia, pelose, di Lucian: il licantropo che darà via alla ribellione.
L'ambientazione che potrei definire fantasy-emo-gothic risulta un po' striminzita e la sceneggiatura cede spesso; in particolare con una patetica chiave che compare sempre al bisogno. Atmosfera debole e sonoro ripetitivo, fatto prevalentemente di frustate e ruggiti, rendono la visione piatta e poco coinvolgente.
La ribellione dei Lycans con schiavi che lottano per la libertà spezzando le catene imposte dai nobili succhia-sangue è una metafora semplice, potenzialmente attraente, qui sfruttata male.
Sgradito
| Reg: 4 | Rec: 5 | Fot: 6 | Sce: 4 | Son: 5 |

lunedì 16 marzo 2009

Hackers

HackersZer0_cool è il nickname di un ragazzino che a soli undici anni è già un mago dell'informatica tanto da essere ritenuto pericoloso dal Tribunale degli Stati Uniti perché colpevole di aver ideato un virus che ha infettato migliaia di computer. Per questo fatto la condanna è restare lontano dai computer per nove lunghi anni.
Il ragazzino ovviamente non mette da parte la tastiera, cresce, si trasferisce a New York, cambia nick in Crash Override ed è pronto per tornare nella cyber-scena. Questa volta per svelare i loschi piani di un cracker che lo vorrebbe incastrare e per innamorarsi di un'altra hacker che si fa chiamare Acid Burn.
Era da molto tempo incuriosito dal primo film con la Jolie in un ruolo “importante”, anche perché il tema mi interessava e poteva divertirmi. Finalmente l'ho visto e posso ritenermi più che deluso.
Affermare che il film sente il segno dei tempi è dir poco, la sceneggiatura è abbastanza imbarazzante e con una visione definiamola espressionista, ma è fargli un complimento, dell'informatica. Un'unica cosa mi è rimasta: l'entusiasmo di uno dei personaggi nel vedere l'ultimo innovativo modem:“da sbavare 28.8 kbps!”.
Sgradito
| Reg: 4 | Rec: 4 | Fot: 5 | Sce: 4 | Son: 5 |

domenica 15 marzo 2009

Regalo 3 CD a tutti quelli che...


regalo cdRegalo 3 CDRegalo 3 CD a tutti quelli che semplicemente li scaricheranno.
Sono gli stessi autori a rendere disponibili (sotto licenza Creative Commons) i loro lavori su Jamendo, un sito che i più attenti navigatori de Il Recidivo avranno già scoperto da tempo.
Io vi consiglio tre album che possono essere una buona musica di sottofondo nella scrittura, o lettura, dei vostri post preferiti.


Maya Filipič
Between two word
Piano moderno rilassante
scarica



Ehma
La plage de Blâne-est
Musica soft in stile Il favoloso mondo di Amélie
scarica



Silence
L'autre endroit
Musica elettronica d'atmosfera
scarica



venerdì 13 marzo 2009

La fabbrica di cioccolato

La fabbrica di cioccolatoTratto da... il.. la fabbrica di cioccolato di Willie Wolker. Tanana-na-na ta-nà!
Willy Wonka è il proprietario di una fabbrica di cioccolato e indice un concorso per trovare il suo successore. Nasconde cinque biglietti dorati (e non più d’argento)¹ dentro altrettante tavolette di cioccolato: chi le troverà potrà visitare la sua misteriosa fabbrica.
Charlie è un povero ragazzo che d'oro ha solo il cuore, ma sogna di scoprire cosa c’è dentro quella fabbrica. Senza soldi per comperare le barrette sarà la fortuna a girare dalla sua parte.
Tim Burton, alle prese con un remake della già trasposizione cinematografica del libro di Roal Dahl, impregna il film con le sue tipiche atmosfere dark, ma questa volta dai colori accesi, creando un paese delle meraviglie fiabesco e horrorifico, abitato da poco rassicuranti gnometti Oompa Loompa.
La storia può essere letta come una metafora dei nostri tempi dove i bambini hanno perso l’innocenza e si sono dati al vizio, diventando copie dei loro pessimi genitori, un tempo dove il materialismo ha trionfato sull’immaginazione.
Ecco allora Willy Wonka, un personaggio che rigetta il mondo circostante isolandosi e creandone uno a suo piacimento, sprezzante dei suoi simili fino ad arrivare ad indossare dei guanti di lattice per paura di qualsiasi contatto e di una possibile contaminazione dal mondo corrotto. Ma attenzione, sotto quel sorriso da Stregatto si cela un trauma infantile che e il fantasioso imprenditore, attraverso sadici contrappassi, cerca di esorcizzare punendo i bambini cattivi.
Una rivincita per chi vuole sognare, per chi crede oltre il realizzabile, ma anche la riscoperta del piacere-necessità dell’affetto caldo di una famiglia.
Johnny Depp è ottimo nella sua parte, ma ragguardevole è anche l’effetto di Deep Roy che interpreta i centinaia Oompa Loompa e le loro coreografie esaltanti.
Alla fine questo eccentrico capitalista che sfrutta centinaia di piccoli operai de-personalizzati, fatti con lo stampino, è proprio così adorabile?
Deliziato
| reVisione dal passato |

¹Non sono impazzito, il corsivo è una citazione (leggermente modificata) di un pseudo-poeta minore.

giovedì 12 marzo 2009

mercoledì 11 marzo 2009

Airheads - Una band da lanciare

Una band da lanciareI protagonisti del film sono ben definiti dalle parole di un giornalista della storia:“una banda di musicisti falliti contro la società che non vuol dar loro ascolto”. A comporre la band "The Lone Rangers" c'è un trio che non spicca per acume, ma brama di raggiungere la fama. I tre svalvolati decidono infatti di far irruzione in una piccola radio per costringere il dj a passare il loro singolo.
Armati di mitra caricato a salsa piccante riusciranno ad attirare l'attenzione su di loro, ma per colpa di sfortunati eventi non a mandare in onda il pezzo. Nelle loro stelle c'è però scritto un “live in prison” da tre dischi di platino.
L'anarchia paga sempre, e questi giovani hanno un debole per l'anarchia, il problema è che il regista sembra farsi baluardo della musica hard-rock del sottobosco del panorama musicale, spesso ignorata dalle grandi compagnie discografiche che guardano più ad introiti sicuri e al look, salvo poi dimostrare con l'evolversi della storia che manca la sostanza: anche la nuova band diventerà famosa, avrà un contratto e venderà, grazie all'immagine creata con lo strampalato sequestro piuttosto che per la loro musica.
Nel cast ci sono anche il mitico Steve Buscemi e l'impacciato Adam Sandler, ma sono simpatiche macchiette in un film minore che ha il pregio d'essere orecchiabile - grazie alla colonna sonora con Motörhead, Anthrax e Ramones - e rievocarmi i tempi in cui progettavo e inneggiavo, sorridendo, l'Anarchia Moderata con il mio compagno di banco.
Sgradito
| Reg: 4 | Rec: 5 | Fot: 5 | Sce: 4 | Son: 7 |

martedì 10 marzo 2009

Il widget de Il Recidivo!


Bello il widget de Il Recidivo!
Per rimanere aggiornati sugli ultimi inserimenti direttamente nelle vostre pagine web basta inserire, negli appositi spazi, il codice che appare nella finestra dopo aver cliccato su "get widget".

Le avventure acquatiche di Steve Zissou

Le avventure acquatiche di Steve ZissouSteve Zissou è un avventuroso documentarista del mondo acquatico e nell'ultima impresa il suo migliore amico è stato divorato da un animale misterioso: lo squalo giaguaro.
La carriera di Zissou è in declino, ha perso credibilità e non riesce a trovare i fondi per potersi imbarcare di nuovo e appagare il suo bisogno di ricerca, di vendetta più che di scienza.
Grazie all'improvviso arrivo di Ned, il presunto figlio, e della sua eredità, si riesce finalmente ad organizzare una nuova spedizione. A bordo della nave Belafonte con il suo equipaggio dal caratteristico cappello rosso, Zissou parte per una nuova avventura.
Potrebbe sembrare una parodia del genere d'avventura, con tanto di attacco dei pirati, ma l'atmosfera del film è spiazzante, si passa con agilità da situazioni ironiche a malinconiche; dalla risata, alla freddezza.
Il tema principale è la difficoltà di essere adulti, dovuta soprattutto alla mancanza della figura paterna che si traduce nella sua ricerca: il figlio illegittimo che vuole conoscere il padre, il collaboratore che vede il suo capitano come un padre, la giornalista incinta che cerca un padre per il figlio e lo stesso Zissou alla ricerca di essere quel padre che non aveva avuto il coraggio d'essere.
Non è una ricerca romantica è una ricerca rassegnata, quasi nichilista, che si collega ad una riflessione sul cinema (visto che si assiste anche alla produzione di un film nel film) che si concretizza in una critica all'incapacità di far immaginare.
Per recuperare la facoltà di rappresentare e completare liberamente la visione bisogna fare come nel finale del film, dove tutti i personaggi riuniti si immergono nell'oceano, e nell'inconscio, per poter vedere quello che altrimenti sarebbe solo effetti speciali.
Deliziato
| reVisione dal passato |

lunedì 9 marzo 2009

Futurama - Il gioco di Bender

Il gioco di BenderIl prezzo del carburante è sempre più alto, sembra che la materia prima scarseggi, così l'equipaggio del Planet Express decide di infiltrarsi nell'unica miniera di materia oscura per scoprire cosa sta accadendo.
Nel frattempo Bender guardando dei ragazzi giocare a Dungeons & Dragons capisce che è proprio quello che ha sempre voluto fare nella vita e decide di farsi impiantare un chip per l'immaginazione. Complice l'effetto della materia oscura, si ritroverà incapace di separare fantasia da realtà.
Il terzo dei quattro film realizzati per l’home-video è un piccolo tributo al fantasy con un'ironica derisione della bigotta paura che vuole il mondo dei giochi di ruolo come una facile via per la deriva psichica dei suoi giocatori.
Oltre al capostipite degli Rpg l'altro universo da cui si attinge a piene mani è quello de Il Signore degli Anelli e così l'anticristallo, un dado a dodici facce, diventa il tesssoro, anzi il dodecasssoro, di Fray, che ovviamente assume le sembianze del Gollum mentre Leila diventa Legoleilas, e via su questa falsariga.
Il ritmo cede in certi punti, ma il gioco di citazioni ed omaggi farà sicuramente piacere agli amanti del genere, e ai nostalgici come me, che forse impareranno che giocare a D&D non ti rende più figo. “E chi lo dice? Il principe dei Goblin?”
Gradito
| Reg: 6 | Ani: 7 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 5 |

domenica 1 marzo 2009