martedì 23 dicembre 2008

La città dei bambini perduti

La città dei bambini perdutiIl forzuto e la bambina si presero per mano e andarono insieme in cerca del fratellino di lui; il piccolo è stato rapito da una setta di ciclopi per conto di uno scienziato pazzo che sta provando a catturare i sogni dei bambini perché incapace di farne.
Una favola cupa con una storia d'affetto fra un adulto bambino e una bambina adulta, in una città portuale verdastra, risultato di un groviglio di stretti vicoli putridi e canali liquamosi, dove i "grandi" personaggi sono composti da attrazioni da circo, cloni, prostitute e pazzi.
Nonostante una storia che non sempre appassiona si entra in un'atmosfera onirica, a tratti poetica, in un mondo dagli strani personaggi: una vera e propria immersione che avrà la sua conclusione in una piattaforma in mezzo ad un oscuro mare.
Gli adulti sono degli esseri abietti che vogliono estorcere la vitalità dei bambini, il mondo è un relitto e solo gli spiriti "bambini" conservano ancora qualcosa di umano.
Interessante esteticamente, ricorda lo stile steampunk, con colori cupi e saturi, il film si posiziona bene anche per il periodo natalizio.
Musiche dell'Angelo Badalamenti di David Lynch.
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 8 |

lunedì 22 dicembre 2008

Changeling

ChangelingNella Los Angeles del 1928 la giovane madre Christine torna dal lavoro e non trova in casa il figlio, è scomparso. La polizia della città sguazza in cattive acque e non può permettersi di fare ulteriori brutte figure di fronte alla stampa quindi ritroverà il bambino a costo di sostituirlo con un altro.
Il film inizia con un'atmosfera incerta con la Jolie che appare troppo sopra il film e il bambino troppo impostato (complice un non semplice né efficace doppiaggio), insomma una donna e un bambino che non sono molto credibili, sanno di artefatto, stonano.
Il compito è difficile, una mamma che perde il figlio e che viene sostituito con un altro, come riuscire a rendere la sofferenza senza storpiare? Angelina ci riesce bene nel proseguo del film, ma rimane la sensazione che reciti troppo sopra le righe.
Eastwood ha ormai un suo marchio in questi drammi americani e riesce sempre a colpire, a toccare l'uomo nella sua essenza occidentale. Questa volta propone un fatto realmente accaduto per mettere in mostra cos'era l'America di poco meno d'un secolo fa, ma nella sostanza vuole mostrare il come si è "superato" quel fatto, estraendo un certo humus dello spirito americano.
Nel film di Clint sembra che per vivere sia imprescindibile un duplice atto di fede, non solo nella religione, che rimanere sempre sullo sfondo, a vegliare, ma ad essere protagonista c'è anche una laica fede, quella nella democrazia che è sentita con fervore, direi commovente a confrontarla a quella che si percepisce nell'Italia di oggi.
In una situazione in cui chi ha potere decide cosa deve essere vero ("il regolamento è quello che dico io") e quando i dissidenti vengono fatti scomparire in umilianti e disumani ospedali psichiatrici, rimane sempre la speranza nelle persone buone e in un invisibile pubblico giudicante: il popolo.
Non è solo la fede con "gli infiniti modi di operare del signore" a dare sostegno nella difficoltà e nella disperazione, la seconda stampella è terrena, viene dall'opinione pubblica e dalla legge, dal poter contare su qualcuno che giudicherà i fatti e sentenzierà.
Questo buon film ha un pregio in più per lo spettatore italiano ed è quello di mettere in risalto quali sono gli elementi che danno forza al singolo in una democrazia: stampa libera, una legge che porta a termine il suo compito e un popolo che vigila. In queste condizioni anche i drammi sono ridimensionabili, la vita può apparire meno ingiusta ed è legittimo continuare a sperare.
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 7 |

giovedì 18 dicembre 2008

Sh013 - Non sopporto le biondine che parlano troppo

Non sopporto le biondineScreensHot: un fotogramma alla settimana proveniente da qualche film.

mercoledì 17 dicembre 2008

domenica 14 dicembre 2008

Frontiers. Ai confini dell'inferno

Ai confini dell'infernoTumulti politici accompagnano l'imminente elezione di un leader di destra della Francia contemporanea, alcuni ragazzi approfittano dei disordini per commettere un furto, si tratta ora di fuggire, abbandonare il paese e godersi il bottino. Ma una tappa per il riposino bisogna farla, peccato che nell'ostello il servizio sia da macelleria.
Che peccato, partito niente male, si lascia scivolare in un fiume di sangue e nella degerazione sadica di una famiglia neonazista. Il trasporto iniziale sfuma nell'eccesso degli elementi caratteristici del genere che da vincoli su cui far leva diventano esagerazioni: citazioni dei film "parenti", torture protratte allo sfinimento e un finale troppo poco credibile con Yasmine, la bella ragazza protagonista, che si trasforma da insicura neo-incinta che ha appena perso il ragazzo a Terminator dotata di resistenza fisica e psicologica sovraumana. Così si butta via quasi tutta la sostanza politico-sociale e rimane solo un buon circo degli orrori che si ferma sapientemente giusto poco dopo aver iniziato a stancare.
La conclusione diventa la risposta ad una domanda in apertura del film: «Chi vorrebbe vivere in un mondo di caos e odio?». Una ragazza incinta. Mah, complimenti per l'ottimismo nonostante tutto.
Più convincente il monito di fondo: giovani state attenti alle possibili derive autoritaristiche che si insinuano con i leader sorridenti della neo destra europea.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 5 | Son: 6 |

sabato 13 dicembre 2008

Il mastino dei Baskerville

Il mastino dei BaskervilleSir Charles Baskerville viene trovato morto in un vialetto del parco della sua villa, sembra essere stato stroncato da un attacco cardiaco, e il suo medico personale crede che sia stato provocato da un leggendario mastino che minaccia il casato a causa della malefatta di un antenato. Per tutelare la vita dell'erede viene richiesto l'acume deduttivo del celebre detective del 221b di Baker Street.
Sherlock Holmes mi ricorda le elementari (da notare il gioco di parole) quando mi fissai per qualche mese con il personaggio e, fatalità, la befana mi regalò un libro con alcuni racconti di Conan Doyle che devo avere ancora da qualche parte; non ricordo se conteneva anche quello da cui il film è tratto, ma, anche se fosse, la storia non me la ricordavo.
La nota positiva di questo rivisitazione moderna del quasi non-giallo, visto che a due terzi è già tutto svelato, è data da una buona atmosfera evocata dal paesaggio della brughiera e dalla regia che ben si plasma alla situazione.
Quello che non convince, oltre ad una parte finale che perde un po' di mordente proprio quando le vicende sono più d'azione, è la difficoltà di immedesimarsi in un protagonista che segue gli eventi. Nella prima parte Sherlock viene presentato e poi nascosto per lasciar svolgere le indagini al fido Watson; quando i due si ri-incontrano ci si trova con una coppia dove il nuovo "protagonista" deve/dovrebbe essere Sherlock, creando un certo distacco dalle vicende dello spettatore. Solo in dirittura d'arrivo, si percepisce come soggetto la coppia, quando viene mostrato qualcosa in più sul loro rapporto d'amicizia molto british.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 6 |

venerdì 12 dicembre 2008

L'ultimo cinema del mondo

L'ultimo cinema del mondoSoledad scappa da Buenos Aires direzione sud, si ferma solo quando finisce la strada in un piccolo villaggio che ruota la sua vita sociale, ludica ed educativa intorno ad un vecchio cinema che riesce a proiettare, una volta al mese, quello che rimane di pellicole minori.
Un "solito" film che parla su di sé per parlare di cinema come metafora di vita, riesce a regalare qualche situazione comica anche se nel complesso sembra un po' scontato e risulta sostenuto, più che dalla divertente e surreale nuova realtà della protagonista, dalle illuminazioni delle innovative teorie nate già vecchie di un personaggio secondario che dona al racconto una sfaccettatura filosofico-politica.
Nel suo costruire una storia d'amore fatta di incomprensione del linguaggio parlato, appare un regista non molto deciso nel posizionarsi con la macchina da presa, ma con piccole-grandi cose banali da dire riesce a sostenere questa parentesi di mondo che verrà inesorabilmente scoperta, e cambiata, dall'avvento di una televisione che rinchiude e distrugge la socialità donata dallo sgangherato cinema al piccolo villaggio.
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 6 |

giovedì 11 dicembre 2008

Sh012 - La scrittrice in un turbinio adolescenziale

La scrittrice in un turbinio adolescenzialeScreensHot: un fotogramma alla settimana proveniente da qualche film.

martedì 9 dicembre 2008

I film natalizi

I film di natale sono tantissimi perché possono comprendere anche quei film che non parlano direttamente del natale ma che vengono rispolverati puntualmente durante il periodo natalizio; come Tutti insieme appassionatamente o Il mago di Oz, per fare qualche esempio.
Nel selezionare per comporre una lista di sicuro pesa il fattore legato all'aver visto il film quando si era più piccoli. Se dovessi elencare i film che evocano l'atmosfera natalizia in me (quindi non vuole essere la lista dei migliori film di natale), sceglierei questa dozzina:
I film nataliziAvete capito quali film sono?
Fra qualche giorno aggiungerò anche i titoli, credo sia scontato precisare che chi ne indovinerà di più avrà maggiore possibilità di ricevere un regalo da Babbo natale e meno carbone da parte della Befana.

Eccoli svelati:
  • La storia infinita
  • Mary Poppins
  • La spada nella roccia
  • Gremlins
  • Mamma ho perso l'aereo
  • Ritorno al futuro
  • Fantaghirò
  • Il signore degli anelli
  • Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato
  • Tokyo godfathers
  • Babbo bastardo
  • Sos fantasmi

sabato 6 dicembre 2008

Fando e Lis - Il paese incantato

Il paese incantatoC'era una volta la città di Tar, una città che fa comprendere il senso della vita ai suoi abitanti, sarai bambino, adulto e vecchio allo stesso tempo, l'estasi si impadronirà di te.
Alla ricerca di questo paese incantato parte una coppia di innamorati: il giovane Fando che spinge un carretto con sopra Liz, la sua ragazza paralitica.
Questo film venne presentato nel 1968 all’Acapulco film festival, fu censurato, e Jodorowsky venne considerato un blasfemo. La storia non è niente di così provocatorio, è la ricerca della felicità, la questione sta nella rappresentazione degli eventi lungo cui avviene questa ricerca, un paesaggio grezzo intervallato da strani e surreali personaggi che si mischiano con i ricordi dei due protagonisti. A gravare sul tentativo di raggiungere l'appagamento terreno, oltre alle difficoltà che si incontrano, c'è un'eredità di tipo psicologico da smalitire legata all'inconscio e formatosi nell'infanzia nei rapporti familiari.
La strada è molto complicata, tanto che a Tar nessuno potrà veramente arrivar, solo all'apice del loro innamoramento Fando e Lis si illuderanno di potersi sostituire alla meta ed inventare loro la città.
Un film molto simbolico, un simbolico che nei particolari fugge alla comprensione e mi ha evocato la sensazione di rivedere un brutto sogno, ricostruito con la confusione del caso, in grado di toccare i punti giusti per digustare al momento e non farsi dimenticare poi.
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 6 | Son: 5 |

giovedì 4 dicembre 2008

Calendario 2009: una rossa passione per Jessica Alba

una rossa passione per Jessica AlbaJessica Alba è in Italia per promuovere il calendario molto casto che ha fatto per la Campari. Le foto non mi piacciono, troppo Photoshop, ma la ringrazio per la polaroid che ci ha dedicato.
A colpirmi è anche una sua affermazione che suona un po' incoerente considerati i suoi ultimi film. Infatti, non sembra molto credibile quando in un'intervista, a chi le chiedeva un consiglio per le giovani che vogliono fare le attrici, ha risposto così (se sono state riportate fedelmente le sue parole): «Amate molto quello che fate. Non temete il lavoro duro e i sacrifici. Siate autodisciplinate, guardate molti film classici e cercate la vera essenza del racconto. Non è solo una questione di fama e soldi».
Mi raccomando, nonostante la discrepanza fra lo spirito della moretta e le sue recenti scelte cinematografiche, i prossimi spritz devono essere macchiati Campari! ;-)
[Immagine: Polaroid per Il Recidivo (tramite Corriere.it)]

Sh011 - Una fatina piccante

Una fatina piccanteScreensHot: un fotogramma alla settimana proveniente da qualche film.

martedì 2 dicembre 2008

I Simpson & la mApple


Ho sempre apprezzato l'estetica dei prodotti Apple, non ne ho mai posseduto uno e devo confessare di aver spesso desiderato un MacBook che però sono costosi e non hanno mai incontrato le mie tasche, per questo guardo sempre con un po' di invidia quelle linee pulite ed essenziali, ma con un po' di disprezzo quelli che inneggiano a Steve Jobs come loro guru.
Dal punto di vista software non posso dir niente perché non avendo usato il sistema non sono in grado di dire la mia e anche se fosse così performante come si dice si scontrerebbe decisamente con la mia preferenza smodata per il software open-source.
Tutto ciò per spiegare la mia attrazione-repulsione per i prodotti Apple e motivare il perché ci tenevo a condividere questo frammento di una puntata dei Simpson (in inglese).

The Orphanage

The OrphanageLaura è sposata con Carlos e i due hanno un figlio adottivo di nome Simon, vivono da poco nell'orfanotrofio dove Laura aveva passato la sua infanzia e lo stanno trasformando in una casa-famiglia per accogliere altri bambini bisognosi d'aiuto.
Il vecchio edificio non sembra però completamente abbandonato e Simon è in cerca di amichetti con cui giocare.
Poco sangue e molta tensione per questo horror dal clima alla The Others.
Gli archetipi del genere sono i soliti della vecchia casa infestata dai fantasmi, ma vengono ben orchestrati senza cadere nel senso di noia da “già visto” grazie a un paio di colpi di scena e ad una buona evoluzione che crea una sensazione perturbante attraverso uno strutturato percorso psicologico di aggregazione-disgregazione familiare che scorre lungo il film.
Il rapporto madre-figlio è il nucleo portante del racconto: commovente la forza dell'istinto materno di Laura che mai si arrende nella ricerca di suo figlio, non di sangue, ma di amore, disposta anche al sacrificio a differenza del marito che cede quando si scontra con il “buon senso”.
Molto brava l'attrice Belen Rueda nei panni della protagonista.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 8 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 8 |

lunedì 1 dicembre 2008