venerdì 30 maggio 2008

Planet terror

Planet terrorUn gas da guerra trasforma un paesello di reietti in un paesello di zombie, nel mezzo dell'infezione un manipolo di uomini tenterà la lotta alla sopravvivenza. Nello scenario si muove anche una truppa di militari reduce dall'ultima missione in cui sono riusciti ad eliminare Bin Laden riportando però effetti collaterali pesanti.
Mentre guardavo Planet Terror rivalutavo A prova di morte (il primo capitolo di Grindhouse) e il pensiero che mi balzava nella testa è che Rodriguez sta a Tarantino come il fracasso sta alla sinfonia.
Il fake trailer iniziale di Machete è inaspettato e riuscito, un incipit scollegato che porta un clima faceto e spassoso che ben precede l'inizio del “vero” film: la go-go dance di una Rose McGowan veramente stupefacente.
Nella prima parte gli elementi sono ben dosati horror, citazioni, narrazione e personaggi, ma da metà film in poi bubboni, citazioni e sparatorie splatter cominciano a prendere il sopravvento e annoiare.
L'ultima parte è un po' scadente, anche se arriva il cameo di Tarantino, si scappa fino ad un finale da boccata d'aria che delega a mutilati, lesbiche, babysitter fighette isteriche e tutti quelli che hanno perso il cammino, il compito di rifondare l'umanità.
Per me Rodriguez è un furbo dotato di alto budget e anche se questa eccessiva pellicola, che sbrana e ingloba tanti classici del B-movie fino a diventare una scimmiottatura più che una parodia, risulta un buon pacchetto di intrattenimento, a me non convince.
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 6 | Son: 7 |

lunedì 26 maggio 2008

The day after tomorrow

The day after tomorrowIl surriscaldamento globale sta portando effetti altamente nocivi al clima della nostra bistrattata terra. Un giovane ricercatore fra i ghiacciai del polo usa per la prima volta una trivella e la jella vuole che si stacchi da sotto i suoi piedi un cubetto di ghiaccio grande come uno stato che modificherà la temperatura degli oceani dando vita ad uragani e segnando le premesse per una nuova era glaciale.
Il film cerca di conciliare la denuncia sulla questione ambientale, che poi è una questione totale, e il film d'azione; il risultato è un po' insipido, la storia insulsa e americanocentrica, solo gli effetti speciali, veramente notevoli, rendono la visione piacevole.
Incredibile e inverosimile l'idea di evacuare mezzi Stati Uniti in Messico, e riuscirci pure in pochi giorni. Dopo questa trovata la scampagnata di mille miglia del climatologo incompreso, ma con un futuro come Mesner, dato che riesce a raggiungere il figlioletto laddove tutti gli altri assiderano, diventa solo un'impresa assurda.
Cascasse il mondo gli americani si rialzano sempre: la bandiera si può congelare ma sventolerà di nuovo al primo raggio di sole.
Sgradito
| Reg: 7 | Rec: 4 | Fot: 7 | Sce: 4 | Son: 5 |

domenica 25 maggio 2008

Cobra all'attacco!

Cobra all'attacco!Da piccolo ho giocato con i G.I. Joe e mi ricordo la felicità per il primo “pupazzetto” che mi regalarono i miei genitori per la buona pagella, anche se per strada persi subito uno degli innumerevoli equipaggiamenti.
Quello che non ricordo è che fra i pupazzetti ci fossero anche queste signorine:



[Tre personaggi del film "G.I. Joe" che dovrebbe uscire nel 2009, sono nell'ordine: La Baronessa (Sienna MIller), Covergirl (Karolina Kurkova) e Scarlett (Rachels Nichols). Alla regia Stephen Sommers lo stesso di Van Helsing e La mummia]

venerdì 23 maggio 2008

The Bourne ultimatum

The Bourne ultimatumTerzo capitolo della saga scritta da Robert Ludlum e modificata un po' per adattarla al cinema.
Bourne, il perfetto cittadino globalizzato, vaga ancora in giro per il mondo alla ricerca della propria identità.
Niente di nuovo, il secondo capitolo a me era piaciuto un po' di più, ma è ben freneticamente girata anche quest'ultima (?) puntata nella quale Jason Bourne riesce finalmente a ritrovare David Webb: sé stesso o un'altra persona?
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

Femme fatale

Femme fataleI primi dieci minuti sono emozionanti, tirati e calcolati per far seguire con il fiato sospeso un furto di lusso che coinvolge due splendide donne. Poi non tutto va per il verso giusto e il film deraglia verso un'ipotetica possibilità offerta da un sogno premonitore che porta con sé anche un po' di sonnolenza.
Certo che genitori incapaci di riconoscere la propria figlia... bah.
De Palma è bravo, ma arrivato alla fine della storia ho storto un po' il naso.
Gradito
| Reg: 8 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 6 | Son: 6 |

The Abyss

The AbyssAbyssIncontri ravvicinati del terzo tipo sott'acqua.

Gradito
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 7 | Son: 6 |

Control

ControlPiù o meno metà della breve vita di Ian Curtis, il catante dei Joy Division suicidatosi a ventitré anni dopo un turbamento esistenziale corroborato dalle crisi epilettiche e dalla delusione d'amore.
Estasiato
| Reg: 7 | Rec: 9 | Fot: 9 | Sce: 7 | Son: 9 |

I padroni della notte

I padroni della nottePraticamente la parabola del figliol prodigo in versione rivisitata e ambientata a New York.
Bobby decide di non seguire le orme paterne nella polizia mentre suo fratello sì.
Facendosi chiamare con un cognome diverso Bobby lavora come gestore di un locale di successo frequentato da un russo anche lui gestore, ma nel campo dello spaccio di cocaina.
Dopo una retata per incastrare il boss incominciano seri problemi e i più forti sembrano essere i cattivi.
Conflitto familiare con riconversione, un buon poliziesco con sostanza accompagnato da uno spirito molto conservatore.
Bravo Joaquin Phoenix e alcune scene veramente ben riuscite.
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 7 |

martedì 20 maggio 2008

Un "corto" divertente


Quando ci vuole, ci vuole.
Il signore del video è l'amministratore delegato della Microsoft, uno fra i cinquanta uomini più ricchi del pianeta, e si trovava per una conferenza all'università di Budapest quando uno studente ha pensato di manifestare il suo dissenso verso le politiche della società di Redmond prendendolo a "uovate".
Steve Ballmer, questo è il nome del signore, è un acerrimo nemico di Linux, dalla sua bocca uscirono le seguenti parole: "Linux è un cancro che aggredisce il senso della proprietà intellettuale d'ogni cosa che tocca". La proposizione va tradotta in "se Linux si espande noi perdiamo soldi".
Non nascondo un certo piacere nel vedere Ballmer che si ripara dietro la cattedra. Fantastica la camicia dello studente con la scritta Microsoft=Corruzione.
Al primo lancio gli altri studenti non dicono niente, è solo al secondo che parte un "oooh"; chissà se è dovuto all'effetto sorpresa o perché, in fondo, anche loro sanno che almeno uno se lo merita.

lunedì 19 maggio 2008

Syriana

SyrianaQuattro carriere lavorative e scelte di vita personali che influiscono sui destini economici ed etici globali. In particolare si tratta di rapporti fra Medio Oriente e Stati Uniti per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi.
Per una strana coincidenza ho visto questo film e avevo appena scritto una relazione sul processo di internazionalizzazione dei diritti umani, argomento qui toccato direttamente.
La storia è complessa e un po' confusa, con uno stile da reportage giornalistico con virate verso l'action-thriller politico. Si vuole mostrare il torbido dei piani alti della piramide del potere con gli interessi governativi americani che colludono con quelli delle compagnie petrolifere avide dei giacimenti del Medio Oriente. Per riuscire negli intenti si corrompono gli emiri che, beati nel lusso, diventano complici dell'arretratezza della loro terra e delle difficoltà del loro popolo.
L'emiro di turno è vecchio e malato, deve quindi essere indicato il successore fra i suoi due figli. Il principe Nasir ha idee riformatrici e vorrebbe vendere il petrolio ai cinesi, che offrono di più, per poter avviare con gli introiti un processo di democratizzazione del paese, modernizzandolo e riconoscendo diritti alle donne. Ovviamente la “cupola” non vuole assolutamente perdere i suoi affari e quindi il nuovo emiro dovrà per forza essere l'altro figlio, ignorante e manipolabile.
Sullo sfondo, lontano da queste “decisioni”, ma direttamente coinvolto, un giovane pakistano perde improvvisamente il lavoro dopo un cambio di gestione nella compagnia petrolifera. Senza possibilità e senza speranze trova nelle decise parole, e nelle persuasive promesse, di un integralista musulmano una strada d'uscita: fare kamikaze contro la nave della compagnia per cui lavorava.
Gli Stati Uniti si comportano nell'esatto contrario di quello che alcuni studiosi di relazioni internazionali propongo per avere un mondo migliore: anteporre i diritti umani al diritto d'impresa e abbandonare l'idea di un guadagno fatto con ogni mezzo a disposizione. Milton Friedman permettendo.
Consiglio vivamente questo film per la visione geopolitica che presenta, anche se la realizzazione meritava qualcosa in più, specie in chiarezza (penso che un Michael Mann avrebbe potuto farne un ottimo film).
Deliziato
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 7 | Son: 6 |

giovedì 15 maggio 2008

Nazarin

NazarinPadre Nazario vive in un paesino messicano applicando gli insegnamenti di Cristo, le circostanze lo costringono a peregrinare fra i bisognosi scortato dalla prostituta Andara e dall'angelica Beatriz.
Nazario crede fermamente nei suoi ideali e come un Don Chisciotte lotta per salvare la povera gente ma ne esce sconfitto, crede e agisce secondo i dettami cristiani, ma mettendoli in pratica ottiene sempre effetti controproducenti: viene abbandonato dalla Chiesa, ignorato-sfruttato-deriso dal popolo e perseguitato dalla polizia.
Per Buñuel il cristianesimo non può cambiare il mondo perché si scontra con la realtà fatta dalle ambizioni e debolezze umane, e dalla casualità.
Alla fine anche padre Nazario, sempre ligio e coerente, ha un dubbio: un gesto di solidarietà nei suoi confronti, fatto da una donna che gli vuole regalare un ananas, viene prima rifiutato, dopo tutto quello che gli è capitato si vede nei suoi occhi la fede vacillare, poi accettato, ma è ancora la stessa persona di prima?
Deliziato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot:8 | Sce: 9 | Son: 6 |

domenica 11 maggio 2008

Into the wild

Into the wildIl viaggio alla ricerca di sé di un ragazzo appena diplomato, direzione, con biglietto di sola andata, Alaska. Dal romanzo di Jon Krakauer un viaggio di formazione che ha il pregio di essere un film su cui si può parlare molto, anche a sproposito.
Sentivo il “mondo alternative” commentare con un “oooh che bello” questo film, ma per me è appena sufficiente. Tecnicamente non è male, anche se troppo lungo, anche se paesaggi bellissimi sembrano qualche volta svuotati e anche se rimango perplesso per la scena della super-mela, in cui il protagonista spezza la rappresentazione guardando direttamente in camera.
Per quanto riguarda alcuni contenuti si cade sul banale e altre volte sul piaccione tanto che a tratti mi veniva da distogliere lo sguardo.
Il giovane Christopher dopo ottimi risultati scolastici decide di scappare da una società consumista fatta di “cose, cose e cose” che non appagano il suo essere. Abbandona tutto e tutti, sostituisce la vecchia “veste” regalandosi un nuovo nome, Alexander Supertramp, e si incammina verso una meta di solitudine in un ritorno alle origini e al selvaggio che vorrebbe essere una ricerca della Verità.
Fin qui niente di male, ma dispiace che dopo aver studiato e letto pure vari libri debba avere bisogno di una “scampagnata” del genere per capire quello che tanti capiscono comodamente seduti: la felicità è tale se condivisa.
La cosa assurda è che sembra avere tutto quello che poteva desiderare, oltre a bellezza e corpo sano, nel viaggio incontra persone che provano interesse per lui e per il suo “sentire”, desiderose di condividere l'esistenza insieme: la sorella-voce-narrante lo vorrebbe vicino come fratello, un coltivatore di grano lo vorrebbe come amico, una coppia di hippie lo vorrebbe come figlio, una splendida sedicenne lo vorrebbe come ragazzo, un vecchio reduce lo vorrebbe come nipote.
Alex invece scappa anche da queste relazioni, da questa “famiglia” ritrovata, concedendosi solo come dispenser di pillole di saggezza e portando con sé uno spirito mistico individualista accecante. Non si aggrappa alle piccole verità rivelate che ha la fortuna di incontrare e si dimostra un incontentabile fino all'ultima frase appuntata come una “rivelazione” senza rimpianti, se non quello che almeno il libro con piante e bacche buone e velenose poteva leggerlo con più attenzione.
Christopher misurava sé stesso e le persone che lo circondavano secondo un rigido codice morale, approccio che condivido, anche se il rischio è un sentiero di solitudine, come viene detto nel film, ma non si può chiudere il metro quando invece la coerenza al tuo “codice morale” ti si piazza ripetutamente davanti. Possibile poi che questo Alex non abbia mai dubbi e proceda quasi come un automa verso la meta?
Gradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 7 | Sce: 7 | Son: 8 |

giovedì 8 maggio 2008

La giocatrice della Peonia Scarlatta – Una Partita di Hanafuda

La giocatrice della Peonia ScarlattaUn mélo sul mondo Yakuza con un'eroina esperta nel gioco dell'Hanafuda che deve prima fronteggiare una truffatrice che bara usando il suo soprannome “la peonia rossa”, poi aiutare due innamorati a fuggire, e infine destreggiarsi nei labili equilibri e nelle rivalità di due clan. In realtà tutto ciò avviene in modo intricato e per riuscire a dipanare la matassa va da sé che si seguirà un filo di sangue.
Un film dai colori cupi che mostra la difficoltà e l'abilità di far coesistere onore, lealtà e dovere con le emozioni personali, secondo una coerenza e dedizione ai propri ideali incondizionata e molto lontana dall'opportunista cultura occidentale.
Le riprese sono statiche, storia e personaggi si compongono e comprimono nelle inquadrature di questo terzo capitolo della saga che il regista giapponese Kato ha dedicato alla Peonia Scarlatta, uno dei primi esempi di eroe al femminile.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 6 | Fot: 8 | Sce: 7 | Son: 6 |

Georecidivo

Georecidivo

I più attenti e gli amanti dello scrolling avranno già capito cos'è: da qualche settimana in fondo alla colonna a destra del blog c'è una mappa con dei puntini rossi... A bandierina corrisponde una vostra visita su Il Recidivo. Un saluto agli habitué che si riconosceranno più o meno nella zona.

lunedì 5 maggio 2008

Crank

CrankLui è lo stesso di The Transporter, l'erede del Bruce Willis dei tempi d'oro, il duro solitario contro tutti che si piega ma non si spezza; lo scenario è “l'americanata”: inseguimenti, sparatorie e azione a ritmi forsennati. Ma questa volta l'accelerazione è giustificata, anzi indispensabile, una questione di vita o di morte, quella del protagonista.
Chev Chelios, killer professionista, è avvelenato con un intruglio cinese che inibisce qualche ricettore cerebrale e per rimanere vivo deve eccedere con l'afflusso di adrenalina altrimenti il cuore si ferma, e naturalmente trovare il tempo per vendicarsi.
Questo film è una mezza genialata, ironico, assurdo, ben girato e anche la sceneggiatura non sarebbe male se non ci fossero troppe pecche tipiche del genere: si preoccupano di far vedere il cambio di pistola per ovviare al classico “proiettili infiniti”, ma non si preoccupano di cellulari che resistono a tutto, ustioni che scompaiono e personaggi che invece compaiono improvvisamente al posto giusto, nel momento sbagliato.
Il riferimento ai mondo dei videogiochi (Grand Theft Auto in particolare) è evidente, confermato con titoli di inizio e di coda, e marca l'approccio con cui si deve guardare questo cult movie.
Nel finale si raggiunge l'apice dell'inconcepibile, ma si esplicita anche un certo “significato” che evidenzia come il cattivo non sia più solo una minaccia esterna, l'acerrimo nemico da sconfiggere, ma anche interna, una mancata scelta esistenziale che ora tocca il cuore: si corre, si corre e alla fine, quando ci si ferma, si pensa a quello che veramente si sarebbe voluto e si scopre che era rallentare, annusare il profumo di una rosa e stare con la propria amata. Dosi di epinefrina a parte.
Risate e sconcerto, dialoghi radical-trash, e regia dall'animo punk.
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 6 | Sce: 6 | Fot: 7 | Son: 8 |

domenica 4 maggio 2008

I pugni in tasca

I pugni in tascaUna famiglia borghese alla deriva vive in una villa trascurata e decadente. La madre è cieca e i suoi quattro figli l'accudiscono controvoglia. Augusto è il fratello maggiore e vorrebbe andare a vivere in città con la fidanzata, Alessandro soffre di crisi epilettiche e sente un forte disagio con la famiglia, Giulia apparentemente normale è legata morbosamente al fratello Alessandro; chiude la casata Leone, il più piccolo dei fratelli, totalmente ritardato.
Un film dirompente che mi ha dato la sensazione di un Truffaut e un Buñuel sheckerati in salsa italiana, Bellocchio al suo esordio demolisce la famiglia borghese presentandola come un nucleo ossessivo ripiegato su se stesso. Centrale è l'idea che per vivere sia necessario eliminare dal proprio sguardo le persone bisognose di aiuto, del “nostro” aiuto, anche le più vicine, solo per poter dare spazio alla realizzazione del proprio io.
La famiglia appare come una gabbia morbosa che impedisce di vivere e tenuta insieme solo dalla contingenza delle convenzioni, non da un sentimento d'amore. Alessandro fa scattare la molla che mette in azione un macabro piano rendendo lucidi gli squilibri psichici per forzare le sbarre, ribellarsi, liberare alcuni, ma anche annientare se stesso.
Estasiato
| Reg: 8 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

venerdì 2 maggio 2008

Spegni

Spegni

Io sono un cultore di internet e della tecnologia in generale, ma ogni tanto starne senza può aiutare a capire i pregi, e magari i difetti, di questa simbiosi cibernetica. Non è detto che effettivamente ci siano aspetti negativi se si sanno usare bene le cose, ma un solo giorno senza si può anche fare e non procurerà di certo troppi dolori. Non parlo di pacemaker ovviamente, lo strumento tecnologico da tenere spento per ventiquattr'ore è il computer.
Io ho deciso di farlo quindi niente mail, radio, musica, informazioni, approfondimenti e linux per tutto il 3 Maggio (domani); nemmeno una toccatina e fuga eh, da mezzanotte a mezzanotte!

RESOCONTO (scritto il 4 Maggio 2008):
E' stata duretta al mattino quando mi sono alzato, ho preparato il tè e stavo per accendere in automatico, allora ho spostato il notebook e ho preso il giornale, ma le notizie erano troppo "lente" e non mi proponeva direttamente quelle che mi potevano interessare... in compenso ho riscoperto spazio sulla mia scrivania, la matita, il dizionario (troppo lento) la vhs.
Il secondo momento di "bisogno" è stato quando dovevo ricaricare il lettore mp3 per andare a correre e non trovavo una presa usb alla parete...
Ora eccomi qui con un amico ritrovato.

giovedì 1 maggio 2008