martedì 27 novembre 2007

Perdita Durango

Perdita DurangoL'incontro col il regista Álex de la Iglesia è avvenuto davanti al televisore di un conoscente mentre facevamo zapping. Improvvisamente un metallaro, anzi “un peccatore della madonna”, e un prete pranzavano allo stesso tavolo. 
Qualche inquadratura giusta, il filtro colori adatto e un'atmosfera subito palpabile indicavano chiaramente che c'era qualcosa in più di un classico film di serie B.
Il film era El Dìa de la bestia e cercando qualche informazione in più scoprii d'avere già visto anche un altro film del regista: La comunidad. Entrambe erano state visioni molto divertenti e avevo buone aspettative anche per questo Perdita Durango. Aspettative tanto buone da spingermi a recuperarlo e guardarlo il lingua originale.
Il titolo è il nome della protagonista che ricorda molto la “Jackie Brown” di Quentin Tarantino (i due film sono dello stesso anno, coincidenza?), ma la storia di Perdita è più a la Rodriguez.
Perdita segue il suo amato Romeo, che di nome fa Dolorosa, lungo il confine del Mexico. Devono portare a termine un traffico illecito e trovare il tempo per un rapimento: la materia prima per un imminente rito sacrificale. Sulle loro tracce uno sfortunato investigatore.
Un pulp moscio nonostante la prosperosa Perdita. Forse in una calda sera di Luglio, con una fresca San Miguel in mano, l'effetto sarebbe stato migliore, ma il film rimane abbastanza piatto e le aspettative, troppo alte, in gran parte deluse.

Gradito
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 5 |

Qualcosa in comune con: