venerdì 30 novembre 2007

Consigli per i film del week-end

-Malcom X (ven 30, 23:25 Rete4)
-I cancelli del cielo (ven 30, 01:40 Rai3)
-Agata e la tempesta (sab 1, 02:50 Rai1)
-Millions (sab 1, 03:00 Can5)
-Chappaqua (sab 1, 03:30 Rai3)
-Tutti dicono I love you (dom 2, 14:00 La7)
-Provaci ancora, Sam (dom 2, 15:55 La7)
-Misterioso omicidio a Manhattan (dom 2, 17.45 La7)
-Mr. Crocodile Dundee (dom 2, 20:40 Ita1)
-Un giorno di ordinaria follia (dom 2, 21.30 Rete4)
-Tabù Gohatto (dom, 2, 02:00 Rai3)
-The Million Dollar Hotel (dom 2, 02:25 Can5)

AL CINEMA: Lascia perdere, Johnny! di F.Bentivoglio

mercoledì 28 novembre 2007

!Stats

Tempo grigio fuori, un freddo secco profumato di smog.

Tempo di dare un'occhiata alle statistiche de “Il Recidivo”.
La considerazione da fare è che lo spirito di questo blog tende in primis all'utilità personale, se qualcun altro passa, e lo usa, benon, ma non si è cercato un inserimento nella cricca dei cinebloggers o in un qualsiasi altro manipolo di blog. Sono quindi un po' combattuto se badare ai dati o fregarmene altamente, ma i numeri, anche se ormai lontani, mi sono sempre piaciuti. In particolare le statistiche del blog mettono in buona luce il mondo open source ed ecco quindi qualche percentuale sui visitatori:

- Sistema Operativo:
| Linux: 67% | Win XP: 29% | Win 2000: 3% | Win Vista: 0,5% | Mac: 0,5% |

- Browser utilizzato:
| Firefox: 95% | Altri: 5% |

- Post più letto: Paprika

- Visitatori giornalieri: 11

martedì 27 novembre 2007

Perdita Durango

Perdita DurangoL'incontro col il regista Álex de la Iglesia è avvenuto davanti al televisore di un conoscente mentre facevamo zapping. Improvvisamente un metallaro, anzi “un peccatore della madonna”, e un prete pranzavano allo stesso tavolo. 
Qualche inquadratura giusta, il filtro colori adatto e un'atmosfera subito palpabile indicavano chiaramente che c'era qualcosa in più di un classico film di serie B.
Il film era El Dìa de la bestia e cercando qualche informazione in più scoprii d'avere già visto anche un altro film del regista: La comunidad. Entrambe erano state visioni molto divertenti e avevo buone aspettative anche per questo Perdita Durango. Aspettative tanto buone da spingermi a recuperarlo e guardarlo il lingua originale.
Il titolo è il nome della protagonista che ricorda molto la “Jackie Brown” di Quentin Tarantino (i due film sono dello stesso anno, coincidenza?), ma la storia di Perdita è più a la Rodriguez.
Perdita segue il suo amato Romeo, che di nome fa Dolorosa, lungo il confine del Mexico. Devono portare a termine un traffico illecito e trovare il tempo per un rapimento: la materia prima per un imminente rito sacrificale. Sulle loro tracce uno sfortunato investigatore.
Un pulp moscio nonostante la prosperosa Perdita. Forse in una calda sera di Luglio, con una fresca San Miguel in mano, l'effetto sarebbe stato migliore, ma il film rimane abbastanza piatto e le aspettative, troppo alte, in gran parte deluse.

Gradito
| Reg: 6 | Rec: 6 | Fot: 6 | Sce: 5 | Son: 5 |

venerdì 23 novembre 2007

Consigli per i film del week-end

- Assassinio sull'Orient Express (ven 23 - 23:25, Rete4)
- Chi ha incastrato Roger Rabbit (sab 24 - 15:30, Rai2)
- La famiglia Addams 2 (sab 24 - 16:05, Ita1)
- Il Vangelo secondo Matteo (sab 24 - 01:55, La7)
- La mosca (sab 24 - 02:20, Ita1)
- Me and You and Everyone We Know (sab 24 - 02:55, Can5)
- Casomai (sab 24 - 03:10, Rai1)
- Il nostro Natale (sab 24 - 03:40, Rai3)
- Pazzi in Alabama (dom 25 - 10:25, Can5)
- Una poltrona per due (dom 25 - 20:15, Ita1)

AL CINEMA: Factory girl di G.Hickenlooper

sabato 17 novembre 2007

Inland Empire

Inland EmpireUna visone è troppo poco, due saziano.
Inland empire è un moltiplicarsi inafferrabile di storie dove più si prova a dare una forma lineare, o almeno ragionevole, più si scopre che i pezzi non combaciano, che sono simili e/o elementi alternativi di storie. Di altre storie.
Siamo in pieno spirito post-moderno dove per spiegare una cosa bisogna spiegarne un'altra e poi un'altra ancora che si ricollega a sua volta a un'altra, e così via in gioco di rimandi infiniti per soddisfare il difficile compito.
Lynch continua il discorso sul cinema come la macchina dei sogni e Inland Empire rende lampante come il “materiale” del cinema sia un lavoro di ri-amalgama, ri-composizione, uno spostatamento di location, ma sempre un racconto di vite e sogni.
Il film è diviso grosso modo in tre parti e, per abitudine, siamo portati nella visone a definire la prima come “reale” e la seconda come il viaggio onirico. Questo almeno è sostenibile fino all'ultima parte che fa sospettare come anche la prima potesse essere una vita immaginata, una storia mancata.
In Inland Empire il sogno è nella realtà e la realtà è nel sogno, in questo stato si perde il piano della “veglia”, ma allora tutto diventa sogno e la realtà diventa illusione. Tutto è scomponibile e ricomponibile come fa un caleidoscopio che presenta immagini diverse decostruendo e ricomponendo gli stessi pezzi. Tutto avviene nella nostra mente. Tutto questo, lasciando da parte la “spettatrice” e la sit-com dei conigli, che non riesco a comprendere.
Un impero da esplorare, dove le storie possibili sono impossibili da sintetizzare, da ridurre. Ma allora cosa vado a vedere?
Non voglio la semplificazione interpretativa tipica di tanti filmetti, ma nemmeno un'impossibilità interpretativa.
Se Lynch crede di parlare direttamente al nostro inconscio, giocando con l'evocazione di emozioni in possibili storie in uno stato pre-narrativo, tanto vale “guardarmi” un mio sogno, anche se sentirò la mancanza delle belle immagini digitali. Lascio “Mulholland drive” come suo migliore film e uno fra i miei preferiti.

Gradito
| Reg: 9 | Rec: 8 | Fot: 8 | Sce: ? | Son: 8 |

venerdì 16 novembre 2007

Consigli per i film del week-end

- Mr. Nice Guy (sab 17 - 23:15, Ita 1)
- Il male oscuro (sab 17 - 01:55, La7)
- Accordi & Disaccordi (sab 17 - 02:55, Can 5)
- Ritorno al futuro 3 (dom 18 - 19:15, Ita 1)
- Pollock (dom 18 - 23:40, Rete4)
- Musikanten (dom 18 - 01:50, Rai 3)

AL CINEMA: La leggenda di Beowulf di R. Zemeckis

martedì 13 novembre 2007

Doom generation

Doom generationE' il secondo film della trilogia "Teenage Apocalypse Trilogy" del regista gay Gregg Araki che per l'occasione fa passare un'improvvisata vacanza on the road a due giovani dissidenti: Amy e il suo ragazzo Jordan. A scortarli, educarli e proteggerli c'è un diavolo incarnato di nome Xavier.
Un movimento senza destinazione, scandito da soste in motel con stanze di acido colorate, dove le situazioni degenerano sempre in qualche omicidio.
Il film mescola un po' di elementi esistenziali di tipo “beat” con scene splatter, tutto visto con disincanto e seguendo un filo conduttore che sembra portare alla libertà sessuale e poi al nulla.
Mi è sembrato un misto fra "Cuore selvaggio" di Linch e "Natural born killers" di Stone, condito con trash e pulp, senza però convincermi granchè.
Sgradito
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: 8 | Sce: 6 | Son: 6 |

lunedì 12 novembre 2007

28 settimane dopo

28 settimane dopoPartenza calma e soffusa con alcuni rifugiati in una casa isolata che fa tanto “La notte dei morti viventi”, meglio non affezionarsi troppo a questi personaggi perché l'improvvisa accelerazione porterà disastrose conseguenze.
Questo è l'inizio del seguito di “28 giorni dopo”, l'horror di Denny Boyle che riportò alla ribalta gli zombie seppur in una forma riveduta e corretta: non potevano più essere lenti e beoti, ora sono rabbiosi e veloci come faine. Alla regia c'è un certo Juan Carlos Fresnadillo, mai sentito prima, che non sarebbe neanche male come idee, ma non ha polso.
Il film ha tratti con una dinamicità da far invidia ai videoclip di mtv, la telecamera spesso a mano, traballante, vuole inquadrare tutto nel tentativo di toccare le frenesia del compiersi. Diciamo che scombussola bene. Audace l'uso di filtri particolari, uno che ricorda lo stile notturno di “Pitch Black”, un altro è un vero e proprio infrarosso, ma alcune scene con questi accorgimenti risultano un po' forzate.

Le vere cadute sono però nella storia che singhiozza per legacciare la trama qua e là forzando le situazioni con fatidiche coincidenze; il bambino protagonista non si può sopportare qualsiasi cosa faccia. Ma il film ha ritmo, prende e intrattiene fino al finale apocalittico. Non poteva essere diversamente con uno schema ben chiaro: “Fase uno: uccidere gli infetti; fase due: contenimento; se il contenimento fallisce, fase tre: sterminio totale". Sembra proprio che l'unica soluzione per un'umanità divoratrice sia l'estinzione. Almeno fino al prossimo capitolo del virus.
Gradito
| Reg: 6 | Rec: 5 | Fot: 7 | Sce: 4 | Son: 8 |

venerdì 9 novembre 2007

Consigli per i film del week-end

Coffee&Cigarettes (sab 10 - 01:05 Rai1)

Detroit Rock City (sab 10 - 02:20 Ita1)
I protagonisti (dom 11 - 03:15, Rete4)

AL CINEMA
:
Sleuth di K.Branagh

sabato 3 novembre 2007

Tideland

TidelandConsidero questo film un regalo involontario di Terry Gilliam nei miei confronti. Non credo possa piacere al grande pubblico e la difficoltà della sua distribuzione sembra darne conferma (io ho dovuto vederlo in inglese). La storia è tratta da una novella di Mitch Cullin ed è una rivisitazione di “Alice nel paese delle meraviglie” in chiave macabra e surreale.
La piccola Jaliza Rose dopo la morte della madre per overdose si trasferisce insieme al padre, un'ex rockstar nel baratro della dipendenza, nella vecchia casa della nonna sperduta in mezzo a immensi campi di grano. La realtà si mescola con l'immaginazione fra personaggi sorprendentemente anomali, nature dai colori vivissimi e atmosfere cupe.
Il film è stato girato in Canada durante le pause del deludente “I fratelli Grimm e l'incantevole strega”. Ma ora mi è chiaro, quel presunto blockbuster era solo la copertura, il compromesso, per avere i soldi necessari a girare quel che desiderava veramente il caro Gilliam. Il risultato tecnico ricorda le riprese lisergiche di Paura e delirio a Las Vegas, la fotografia è fantastica; quello che può creare disagio ai “molti” sono i comportamenti della protagonista in rapporto alle vicende, sono scioccanti, ma come dice lo stesso Gilliam, sono scioccanti perché innocenti. Fantasia e immaginazione sono gli strumenti dell'infanzia che rendono un bambino più forte di un adulto, la vita indebolirà. La performance di Jodelle Ferland è stupefacente, al tempo delle riprese aveva undici anni, bravissima in un ruolo difficile.

Estasiato
| Regia: 8 | Rec: 9 | Fot: 8 | Sce: 8 | Son: 8 |

venerdì 2 novembre 2007

Consiglio film per week-end

Introduco con questo post un appuntamento che diventerà (se mi piacerà) settimanale.
Ogni venerdì annoterò due film, fra quelli trasmessi nel week-end in tv, che mi piacerebbe vedere, registrare o consigliare al navigatore che approderà in questi lidi.
Per quanto possibile collegherò ogni titolo con il rispettivo trailer o altro contenuto inerente.
  • Dolls di K.Takeshi (ven 2 - 03:35, RaiTre)
  • Il sospetto di A.Hitchcock (sab 3 - 05:00, RaiTre)

giovedì 1 novembre 2007

Cannibal Holocaust

Cannibal HolocaustQuesto è uno dei film più colpiti dalla censura, alla prima uscita fu sequestrato da un magistrato e il regista condannato. Nel vederlo non ci si stupisce perchè siamo al limite dello snuff movie: quando qualsiasi somma dedicata agli effetti speciali è inutile perché la violenza è vera. A dir la verità il perseguitato regista ha giocato molto sulla cosa facendo credere che tutto fosse veramente accaduto. Non sarà così per “tutto”, è appurato che la violenza sugli animali è vera, ma anche la parte di finzione è molto convincente se si pensa che Tarantino quando vide il film (girato nel 1979) si domandò come avessero realizzato certe scene.
La storia vede un antropologo partire per l'Amazzonia alla ricerca di notizie su una troupe scomparsa in una precedente spedizione documentaristica con oggetto le tribù indigene della zona.
Quello che potrebbe sembrare solo un film horror precursore dello stile “Blair witch project” è in realtà anche un'analisi sulla deviazione dei mezzi di comunicazione e una feroce critica contro un certo uso della macchina da presa e della spettacolarizzazione della sofferenza: alla fine “chi sono i veri cannibali?”; i selvaggi o i “civilizzati”?
Deliziato
| Reg: 7 | Rec: 7 | Fot: (7) | Sce: 7 | Son: 7 |